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Concetti Chiave

  • Il mese romano era suddiviso in calende, none e idi, basandosi sulle fasi lunari per segnare il passare del tempo.
  • I giorni erano classificati in "fasti", favorevoli per attività pubbliche, e "nefasti", dedicati a cerimonie religiose senza attività civili.
  • Il calendario romano inizialmente contava 10 mesi e, dopo la riforma di Giulio Cesare, fu portato a 12 mesi con un anno di 365 giorni.
  • Il calendario giuliano, introdotto da Cesare, accumulò un ritardo di circa 10 giorni in 16 secoli, portando alla riforma gregoriana nel 1582.
  • I nomi dei mesi e dei giorni della settimana derivano da eventi agricoli, divinità e personalità storiche, riflettendo la cultura romana.

Divisione del mese romano

Il mese romano era diviso in calende (ogni primo del mese), in none (il 5 o il 7 di ogni mese) e idi (il 13 o il 15 di ogni mese), una divisione che in origine si riferiva alle fasi lunari (primo quarto, luna piena, luna calante).

Giorni fasti e nefasti

Per motivi religiosi, i giorni erano divisi in due grandi gruppi: quelli “fasti”, cioè favorevoli, in cui si poteva svolgere qualsiasi attività pubblica e civile; quelli ‘nefasti”, cioè sfavorevoli, in cui non si poteva svolgere alcuna attività e che erano dedicati alle cerimonie religiose.

Ore del giorno romano

Ogni giorno si divideva in 24 ore e iniziava a mezzanotte, com’è tuttora per noi. I Romani contavano 12 ore dìurne, quelle dalle 6 alle 18, chiamate ore, e 12 ore notturne, quelle dalle 18 alle 6, chiamate vigilie.

Riforma di Giulio Cesare

Prima di Giulio Cesare, il calendario romano contava 10 mesi (4 con 31 giorni, gli altri con 30). L’anno iniziava in marzo, quando riprendevano le operazioni militari. In seguito furono aggiunti altri due mesi e, poiché si seguiva l’anno lunare, si arrivò a un anno di 355 giorni,10 in meno di quello solare.

Calendario giuliano e riforma gregoriana

Sulla scorta degli accurati calcoli di Sosìgene, un astronomo e matematico greco, Cesare adeguò il calendario all’anno solare, e per rimettersi in pari aggiunse a quell’anno tutti i giorni accumulati: fu così che il 46 a.C. fu di 445 giorni. A partire dall’anno successivo, ogni anno fu di 365 giorni e ogni quattro anni si aggiungeva un giorno a febbraio, creando così l’anno bisestile.

La ragione di questa aggiunta dipende dal fatto che in realtà un anno solare dura circa sei ore in più di 365 giorni, e così sembrò logico recuperare quelle ore tutte insieme quando hanno cumulato un giorno intero, e cioè appunto ogni quattro anni.

Il calendario di Giulio Cesare, chiamato”giuliano” dal suo nome, non era dunque precisissimo, e nei 16 secoli successivi accumulò un ritardo di circa 10 giorni. Così, nel 1582, il papa Gregorio XIII lo riformò.

Origine dei nomi dei mesi

Per prima cosa fece iniziare l’anno dal 1° di gennaio. Cambiò anche il nome di alcuni mesi, che in alcuni casi si riferiva all’agricoltura, come I per esempio aprile, mese in cui si “aprono” le gemme; in altri si rifaceva a nomi di divinità, come marzo (Marte) e giugno (Giunone); in altri ancora a nomi propri, come luglio e agosto, in onore rispettivamente di Giulio Cesare e dell’imperatore Augusto.

Nomi dei giorni della settimana

I sette giorni della settimana presero il nome dai pianeti che si riteneva governassero il mondo. Il giorno di Saturno con il cristianesimo divenne sabato, dal nome della festività ebraica, e il giorno del Sole divenne dies dominica (giorno del Signore), cioè domenica.

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali divisioni del mese romano?
  2. Il mese romano era diviso in calende (primo del mese), none (5 o 7 del mese) e idi (13 o 15 del mese), riflettendo le fasi lunari.

  3. Come erano classificati i giorni nel calendario romano?
  4. I giorni erano divisi in "fasti", favorevoli per attività pubbliche, e "nefasti", sfavorevoli, dedicati a cerimonie religiose.

  5. Qual è stata la principale riforma apportata da Giulio Cesare al calendario?
  6. Giulio Cesare, seguendo i calcoli di Sosìgene, riformò il calendario per allinearlo all'anno solare, introducendo l'anno giuliano di 365 giorni e l'anno bisestile.

  7. Come sono stati originati i nomi dei mesi e dei giorni della settimana?
  8. I nomi dei mesi derivano da eventi agricoli, divinità e figure storiche, mentre i giorni della settimana sono stati chiamati in base ai pianeti, con influenze cristiane sui nomi.

Domande e risposte

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