Concetti Chiave
- L'ordine stabilito da Carlo Magno durò meno di un secolo a causa dell'incapacità dei suoi successori di mantenere l'unità e difendere l'impero.
- Dopo la deposizione di Carlo il Grosso nel 887, i feudatari optarono per la formazione di regni regionali anziché ricostituire un impero unico.
- L'Italia visse un'instabilità politica con frequenti cambi di re e conflitti tra i feudatari, senza mai raggiungere una stabilità duratura.
- Il sud Italia era caratterizzato da continui conflitti tra Bizantini, Longobardi e Arabi, con città marittime che si alleavano per difendersi.
- Le città come Gaeta, Salerno e Amalfi agirono autonomamente per respingere gli attacchi arabi, dimostrando una certa resilienza nonostante il controllo bizantino.
Declino dell'impero carolingio
L’ordine instaurato da Carlo Magno durò meno di un secolo. Suo figlio, Ludovico il Pio, non fu all’altezza del padre; i tre nipoti (Lotario, Ludovico il Germanico, Carlo il Calvo) non andarono d’accordo né col loro padre né tra loro e si dimostrarono incapaci di fronteggiare gli infedeli, che da ogni parte premevano sui confini dell’impero: da nord, per via di mare, i Vichinghi o Normanni; da est gli Slavi e gli Ungari; da sud gli Arabi che, occupata nell’827 la Sicilia, si spingevano su su, lungo le coste tirreniche, e arrivavano fino al fiume Garigliano.
Formazione dei regni regionali
Nell’887, l’ultimo discendente di Carlo Magno, Carlo il Grosso, venne deposto perché non aveva saputo difendere Parigi da un’incursione dei Normanni; e i grandi feudatari, anziché dar vita nuovamente all’impero unico, preferirono raccogliersi in gruppi regionali, che si chiamarono regni, per far fronte separatamente ai propri particolari nemici.
I feudatari franchi riconobbero la autorità di Eude, conte di Parigi, che aveva salvato la città dai Normanni; quelli di Germania finirono col sottomettersi a Enrico di Sassonia, che seppe difenderli dagli Slavi; quelli d’Italia affidarono dapprima a Berengario, marchese del Friuli, il compito di guidarli nella difesa contro gli Ungari, popolazione mongolica che invadeva la valle del Po; e intanto per tenere a bada gli Arabi e difendere il papa in Roma, s’ingegnavano come potevano .i feudatari del Lazio, specialmente quelli di Tùscolo (Frascati).
Si formò così un primo abbozzo di quel che sarebbe poi stata la moderna Europa occidentale, con i tre distinti Stati di Francia, Germania, Italia: un semplice abbozzo, senza precisione e stabilità di linee.
Instabilità politica in Italia
L’Italia, per esempio, vi figurava senza le regioni meridionali, comprendendo solo i cinque grossi feudi del Friuli, di Ivrea, di Toscana, di Spoleto e di Tùscolo, ai quali poi s’aggregavano i feudi dell’alta e bassa Borgogna, situati di là dalle Alpi occidentali; e non ebbe stabilità di regno. In una sessantina d’anni, dall’887 al 950, si succedettero una mezza dozzina di re di varia provenienza, fra il primo, che fu Berengario I del Friuli, e l’ultimo, che fu Berengario TI d’Ivrea. Erano re per modo di dire: gli stessi feudatari che li avevano eletti li deponevano o li uccidevano se, come Berengario I, non sapevano respingere gli Ungari, o anche se, scomparso momentaneamente il pericolo d’invasioni, si pensava di poter fare a meno di un capo.
Conflitti nel sud Italia
L’Italia del sud, poi, viveva in un mescolamento confuso di possessi e di guerre continue tra i Bizantini, i Longobardi di Benevento e gli Arabi avanzanti lungo le coste. Le città marittime, sottoposte ai Bizantini, di fatto agivano per conto proprio, collegandosi tra loro per difendersi dagli Arabi, come fecero nell’849 Gaeta, Salerno e Amalfi, che, unite, sbaragliarono una flotta araba davanti al lido di Ostia. E il papa, non più difeso dall’imperatore, si trova ridotto alla mercè dei rozzi feudatari della campagna romana.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause principali del declino dell'impero carolingio?
- Come si formarono i regni regionali dopo la caduta dell'impero carolingio?
- Qual era la situazione politica in Italia dopo il declino dell'impero carolingio?
- Quali conflitti caratterizzarono il sud Italia durante questo periodo?
Il declino dell'impero carolingio fu causato dall'incapacità dei successori di Carlo Magno, in particolare Ludovico il Pio e i suoi nipoti, di fronteggiare le minacce esterne come i Vichinghi, gli Slavi, gli Ungari e gli Arabi, che premevano sui confini dell'impero.
Dopo la deposizione di Carlo il Grosso nel 887, i grandi feudatari preferirono unirsi in gruppi regionali, riconoscendo l'autorità di leader locali come Eude a Parigi e Enrico di Sassonia, piuttosto che ricreare un impero unico, per affrontare separatamente le minacce.
L'Italia visse un'instabilità politica con una successione di re di varia provenienza tra l'887 e il 950, dove i feudatari deponevano o uccidevano i re che non riuscivano a difendere il territorio, creando un contesto di continua incertezza.
Il sud Italia era teatro di conflitti tra Bizantini, Longobardi e Arabi, con le città marittime che agivano autonomamente per difendersi dagli Arabi, come dimostrato dalla vittoria di Gaeta, Salerno e Amalfi contro una flotta araba nel 849.