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Concetti Chiave

  • Burri, medico durante la seconda guerra mondiale, presta servizio ai soldati e viene catturato dagli americani, tornando poi all'arte dopo la guerra.
  • Le prime opere di Burri sono realizzate con sacchi, simbolo dell'Italia da ricostruire e delle divisioni sociali, come quella tra fascisti e non fascisti.
  • I cretti, opere caratterizzate da crepe, rappresentano il passare del tempo e la memoria, riflettendo l'invecchiamento e l'esperienza umana.
  • Burri crea il Grande Cretto di Gibellina, un monumento commemorativo che ricorda un paese distrutto da un terremoto, con crepe che corrispondono alle strade della città precedente.
  • L'uso di materiali poveri e rimanenti nelle opere di Burri evidenzia la sua connessione con la società e il suo impegno verso la cultura e la ricostruzione.

Burri e la seconda guerra mondiale

Burri è un medico che durante la seconda guerra mondiale fa servizio sanitario ai soldati. Passa la seconda guerra mondiale aiutando i soldati al fronte. Ad un certo punto viene catturato dagli americani e portato in America in una base militare come prigioniero militare.

Al suo ritorno in casa dopo la guerra si dedica all’arte, allontanandosi dalla professione sanitaria.

Transizione dall'arte alla società

Le prime opere che fa sono con i sacchi e la prima che fa è con un sacco che gli danno gli americani, con la bandiera americana. I sacchi rappresentano l’Italia, un sacco bucato che va ricucito. I sacchi sono spesso ricuciti l’uno con l’altro. Parlano della divisione, come ad esempio quella dei fascisti e dei non fascisti. Si parla dell’anima umana, ma anche dell’Italia che va ricostruita. I sacchi sono stoffe povere, spesso i rimasugli rimasti. Richiama poi alla società in genere. L’uso del materiale farà sempre parte della cultura di Burri; arriverà alla plastica. Farà anche un’opera d’arte, con i cosiddetti cretti, delle opere dove viene messo il materiale, che poi asciuga e lascia delle fessure.

I cretti e la memoria

I cretti sono o bianchi o neri Quando si asciuga il materiale lascia delle crepe. I grandi cretti sono dei cicli; si dividono, come se fossero vasi sanguigni. Rappresentano anche i solchi del tempo che la memoria lascia su di noi, dell’invecchiamento ecc. Burri viene chiamato a Gibellina, in Sicilia, dove c’è stato un terremoto. L’opera che dovrà fare è commemorativa; un intero paese è distrutto e viene ricostruito in un altro luogo. Il grande cretto è un’opera di land art. Diventa un grande monumento in cemento bianco con delle vie percorribili. Esso ha memoria della città che c’era prima: le crepe coincidono con le strade della città distrutta e le parti corrispondono agli isolati

Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra Burri e la seconda guerra mondiale?
  2. Burri, medico durante la seconda guerra mondiale, presta servizio sanitario ai soldati e viene catturato dagli americani, diventando prigioniero militare. Al suo ritorno, si dedica all'arte, abbandonando la professione sanitaria.

  3. Come i sacchi utilizzati da Burri riflettono la società italiana?
  4. I sacchi, utilizzati nelle prime opere di Burri, simboleggiano l'Italia da ricostruire e rappresentano la divisione sociale, come quella tra fascisti e non fascisti. Questi materiali poveri richiamano anche l'anima umana e la condizione della società.

  5. Cosa rappresentano i cretti nelle opere di Burri?
  6. I cretti, bianchi o neri, simboleggiano il passare del tempo e la memoria, con le loro crepe che richiamano i cicli della vita e l'invecchiamento. L'opera commemorativa a Gibellina, un grande cretto, diventa un monumento che ricorda la città distrutta dal terremoto.

Domande e risposte

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