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Concetti Chiave

  • Michelangelo viene chiamato a Roma da Papa Giulio II per la ricostruzione della Basilica di San Pietro, inizialmente progettata da Bramante.
  • Il mausoleo di Giulio II, concepito da Michelangelo, presenta una forma piramidale con la tomba del pontefice all'interno e una scultura di Giulio II al vertice.
  • La piramide del mausoleo è composta da tre fasce che rappresentano il mondo pagano, i profeti e il papato, simboleggiando un percorso di salvezza.
  • I lavori alla Cappella Sistina distolgono Michelangelo dal mausoleo, che subisce cambiamenti significativi a causa di condizioni economiche e nuovi pontefici.
  • La statua di Mosè, l'unica parte rimasta del progetto originale, è caratterizzata da un fisico vigoroso e un corno sulla testa, simboli della sua virtù e sapienza divina.

Michelangelo a Roma

Michelangelo viene chiamato a Roma dal nuovo papa Giulio II che comincia, non appena salito sul soglio pontificio, ad esprimere il suo proposito di rinnovare la città in tutti i suoi aspetti. Egli decise quindi di chiamare a Roma un architetto molto famoso, Bramante, a cui da l’incarico di demolire e ricostruire la Basilica di San Pietro, di origini paleocristiane, poiché al papa appariva troppo piccola per rappresentare la città e il papato. Viene demolita l’antica chiesa paleocristiana che sorgeva proprio sopra la tomba del primo papa, Pietro, e iniziano i lavori della nuova chiesa che, dovevano durare pochi anni, ma che si completeranno soltanto in pieno Barocco, nel 1600. Bramante presenta una prima bozza di progetto che viene apprezzata molto dal papa, soprattutto per la sua grandezza, ma Giulio II non volle fermarsi a ciò, ma decise che al centro della nuova basilica, che aveva la forma di una croce greca, al posto dell’altare, doveva sorgere il suo mausoleo, paragonando quindi il suo nome a quello di Pietro: decide quindi di chiamare uno degli scultori migliori del periodo, Michelangelo, molto contento sia per la maestosità del progetto sia perché poteva tornare alla scultura, la sua tecnica artistica preferita.

Progetto del mausoleo

Egli seleziona quindi i marmi più pregiati e presenta al papa un primo schizzo della sua idea, ma la presenza di numerose soluzioni per il mausoleo fa comprendere che esso avrà una storia lunga e travagliata, perché Michelangelo fu costretto a rivedere e a ridurre la mole della struttura per diverse volte in maniera drammatica. La forma del mausoleo progettato da Michelangelo è inizialmente piramidale, una soluzione anche qui molto maestosa proprio perché al centro della basilica vi era una cupola, con la scultura di Giulio II al vertice di tale piramide e al di sotto ben 40 diversi personaggi. Una particolarità di tale struttura è data dal fatto che la vera e propria tomba del pontefice si trova all’interno della piramide e vi si accede attraverso una porta.

Struttura della piramide

E' possibile suddividere la piramide in tre fasce ben distinte: la fascia più vicina alla terra vede posizionate le figure di ignudi che rendono il mondo pagano che non conosceva Cristo, e di conseguenza più legato alla terra, e che funge da paragone perfetto con il Tondo Doni; nella fascia intermedia si trovano i profeti che non conoscevano Cristo, ma che ne avevano annunciato l’arrivo e collegano mondo pagano e cristiano (tra questi il più suggestivo è certamente Mosè); nell’ultima fascia della piramide infine si trova la concretizzazione della salvezza divina: il papato, qui rappresentato nella scultura di Giulio II, che diventa il vertice di questo percorso di salvezza.

Lavori alla Cappella Sistina

Il progetto, come si è già accennato, piacque molto a Giulio II, il quale affidò l’incarico a Michelangelo di costruire tale mausoleo: i lavori di ricostruzione della basilica di San Pietro procedono però molto lentamente e non vi è alcuna fretta di terminare il lavori in pochi anni: il pontefice decide quindi di proporre a Michelangelo di discostarsi per un po’ da quella che doveva essere la sua migliore scultura per dedicarsi ad un altro lavoro: la volta della Cappella Sistina.

Michelangelo si dedicherà per molti anni alla Cappella Sistina e proprio durante questi anni avvengono dei mutamenti che porteranno alla mancata realizzazione del mausoleo così come progettato nella prima bozza: in primis le condizioni economiche del pontefice cambiano e non gli è più possibile spendere una grande somma di denaro per tale opera, di conseguenza Michelangelo propone nuovi progetti, ma la salita al trono di un nuovo pontefice che non era per nulla interessato a continuare tale progetto e anche il comportamento dei familiari di Giulio II che non volevano più realizzarla, causano la collocazione di tale opera nella chiesa di San Pietro in Vincoli e la dispersione della 40 statue che Michelangelo aveva progettato di realizzare: alcune sono esposte al museo del Louvre, mentre l’unica che troverà una sistemazione definitiva nell’opera fu quella del Mosè, nostro unico collegamento tra il primo bozzetto e l’opera conclusa.

Mosè e la sua rappresentazione

Mosè fu colui che riuscì a sottrarre il popolo ebreo dalla schiavitù egiziana e a guidarlo per 40 anni nel deserto fino al giorno in cui giunse sul monte Sinai, dove Dio gli consegnò le famose tavole delle leggi: Mosè viene quindi rappresentato con in mano le due tavole e molto anziano, con una lunga barba; sebbene però Mosè sia rappresentato da anziano il suo sguardo e soprattutto la sua fisicità e il tono muscolare, non ci rendono l’immagine di una persona anziana.

Si ricorda però che per Michelangelo la cura del corpo è un riflesso dell’interiorità del personaggio: in questo caso la fisicità e il tono muscolare di Mosè servono ad indicare la sua virtù, testimoniata dalle sue imprese. È significativo quindi ricordare il famoso episodio tramandato dalla leggenda che Michelangelo, una volta terminata tale opera, sono pronunciate le parole: perché, così bello, non parli? La figura di Mosè inoltre nasconde una particolarità: sulla testa della statua, infatti, sembra essere visibile un corno: tale sporgenza però rappresenta la sapienza di tale personaggio: in effetti, quando venivano rappresentati degli importanti personaggi biblici, come i profeti, vi era la raffigurazione di un fascio di luce che colpisce la testa, un modo per rappresentare l’ispirazione divina e per farci capire che tale ispirazione proveniva da fuori la mente umana.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il motivo principale per cui Michelangelo viene chiamato a Roma?
  2. Michelangelo viene chiamato a Roma dal papa Giulio II, che desidera rinnovare la città e costruire un mausoleo al centro della nuova Basilica di San Pietro, sostituendo l'altare con la sua opera (testo).

  3. Come è strutturato il mausoleo progettato da Michelangelo?
  4. Il mausoleo ha una forma piramidale suddivisa in tre fasce: la fascia inferiore con figure di ignudi, la fascia intermedia con profeti e l'ultima fascia che rappresenta il papato, culminando con la scultura di Giulio II (testo).

  5. Quali fattori hanno influenzato la realizzazione del mausoleo di Giulio II?
  6. La realizzazione del mausoleo è stata ostacolata da cambiamenti economici, l'elezione di un nuovo papa non interessato al progetto e l'opposizione della famiglia di Giulio II, portando alla dispersione delle statue progettate (testo).

  7. Qual è la rappresentazione di Mosè nella scultura di Michelangelo?
  8. Mosè è rappresentato anziano, con le tavole della legge in mano, ma con un aspetto muscoloso che riflette la sua virtù e forza interiore, evidenziando la cura di Michelangelo per la fisicità dei suoi personaggi (testo).

  9. Qual è il significato del corno sulla testa della statua di Mosè?
  10. Il corno sulla testa di Mosè simboleggia la sua sapienza e l'ispirazione divina, rappresentando un modo per indicare che la sua grandezza deriva da una fonte esterna alla mente umana (testo).

Domande e risposte

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