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Concetti Chiave

  • Giordano Bruno ha superato il pensiero degli antichi, proponendo una visione dell'universo come infinito e popolato, essenziale per completare la rivoluzione copernicana.
  • Cusano è spesso erroneamente considerato il primo a sostenere l'infinità dell'universo; in realtà, la sua visione si avvicina più a un concetto di indeterminato piuttosto che di infinito.
  • Bruno, ispirato da Lucrezio e dal copernicanesimo, sviluppa una nuova visione dell'universo che si basa su intuizioni filosofiche piuttosto che su osservazioni astronomiche.
  • La concezione di un universo infinito di Bruno è sostenuta da un principio teologico che afferma che, essendo il mondo causato da un essere infinito, deve anch'esso essere infinito.
  • Bruno rappresenta una vera innovazione rispetto al pensiero medievale, introducendo l'idea di un universo decentrato e ricco di vita.

Qual è l'audacia di Giordano Bruno?

Il secondo momento della rivoluzione astronomica (il più radicale) è opera di Giordano Bruno, il filosofo che con la sua audacia intellettuale ha definitivamente superato il mondo degli antichi e prospettato le linee fondamentali di quello dei moderni. Sebbene Copernico abbia notevolmente ampliato il cielo delle stelle fisse, affermandone l’incommensurabilità e immensità, la “rivoluzione copernicana” avrebbe rischiato di fermarsi a metà senza l’ulteriore “apertura” del cosmo

L'infinità del mondo secondo Cusano

Il pensatore in cui, a cominciare dagli stessi Bruno, Keplero e Descartes, si è tradizionalmente individuata la prima affermazione dell’infinità del mondo è Cusano. Tale interpretazione, alla luce degli studi più recenti, non sembra essere completamente esatta, in quanto Cusano, pur negando che l’universo sia finito e racchiuso tra le mura delle sfere celesti, non ne afferma la positiva infinità. A ben vedere, il suo universo, più che infinito (attributo che egli riconosce solo a Dio) è indeterminato (indeterminatum). Di conseguenza, il suo mondo non è più il cosmo medioevale ma non è ancora affatto l’universo infinito dei moderni (Koyré). In realtà, è soltanto Giordano Bruno che deve considerarsi come il rappresentante della dottrina di un universo decentrato, infinito ed infinitamente popolato poiché non solo egli predicò questa dottrina per l’Occidente d’Europa col fervore di un evangelista, ma diede anche per primo una compiuta enunciazione dei motivi grazie ai quali sarebbe stata poi accettata dal grosso pubblico (Lovejoy).

La visione cosmica di Bruno

Riprendendo Lucrezio (il cui manoscritto Sulla natura, scoperto nel 1417, aveva contribuito a diffondere le idee dell’atomismo antico, difeso appassionatamente da Lucrezio, in particolare quella della pluralità dei mondi e dell’infinità del Tutto) e forzando in maniera creativa Cusano, Bruno giunge a una nuova visione dell’universo, che non deriva da osservazioni astronomiche o calcoli matematici, in cui il filosofo fu poco versato e tecnicamente poco competente, bensì da un’intuizione di fondo del suo pensiero (quella circa l’infinità dell’universo) alimentata dal copernicanesimo. Se la Terra è un pianeta che gira attorno al sole, le stelle che si vedono nelle notti serene e che gli antichi immaginarono attaccate all’ultima parete del mondo, non potrebbero essere tutte, o almeno in gran parte, immobili soli circondati dai rispettivi pianeti? Tuttavia questa concezione, sebbene tragga la sua forza dal copernicanesimo, di cui il filosofo vuole sprigionare tutta la portata rivoluzionaria, viene immediatamente trasportata dal piano astronomico a quello metafisico. Essa è infatti dedotta dal princìpio teologico, già presente nell’ultima scolastica, secondo cui il mondo, avendo la sua causa in un essere infinito, deve per forza essere infinito; la creazione, per essere perfetta e degna del Creatore, d’essere essa stessa infinita e straripante di vita.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contributo di Giordano Bruno alla rivoluzione astronomica?
  2. Giordano Bruno ha superato il pensiero degli antichi e ha aperto la strada a una nuova visione del cosmo, proponendo un universo decentrato e infinito, fondamentale per il passaggio al pensiero moderno (testo).

  3. Come si differenzia la concezione dell'infinità del mondo di Cusano rispetto a quella di Bruno?
  4. Cusano non afferma l'infinità dell'universo, definendolo piuttosto come indeterminato, mentre Bruno sostiene un universo infinito e popolato, rappresentando una vera e propria rivoluzione nel pensiero cosmico (testo).

  5. Qual è l'origine della nuova visione dell'universo di Bruno?
  6. La visione di Bruno deriva dall'intuizione dell'infinità dell'universo, ispirata dal copernicanesimo e dalla riflessione su Lucrezio, piuttosto che da osservazioni astronomiche o calcoli matematici (testo).

  7. In che modo la concezione di Bruno trascende il piano astronomico?
  8. La concezione di Bruno si sposta dal piano astronomico a quello metafisico, sostenendo che l'universo deve essere infinito per riflettere la perfezione del Creatore, un'idea già presente nell'ultima scolastica (testo).

Domande e risposte

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