Concetti Chiave
- Il mito di Atteone rappresenta la ricerca dell'anima umana per la natura, che culmina nella trasformazione dell'individuo in ciò che contempla.
- Bruno considera l'eroico furore come l'espressione della ricerca dell'infinito, evidenziando la connessione tra l'uomo e l'unità della natura.
- La morale attivistica di Bruno esalta il valore del lavoro, rifiutando il mito dell'età dell'oro e promuovendo l'impegno umano come fondamento della nostra specie.
- Bruno sostiene che contemplazione e azione siano interconnesse; la prima deve sempre stimolare l'azione, mentre l'azione deve essere guidata dalla contemplazione.
- Per Bruno, la contemplazione di Dio è un incentivo per l'uomo a realizzarsi come creatività e produttività, generando nuove forme e nuovi percorsi nella natura.
Il mito di Atteone e la natura
La natura nella sua infinità è al tempo stesso il movente, il tema e lo scopo della speculazione bruniana. Il simbolo di ciò è il mito di Atteone che giunge a contemplare Diana nuda e viene trasformato in cervo diventando preda anzichè cacciatore, è la metafora dell'anima umana che andando in cerca della natura e giunta finalmente a vederla, diventa essa stessa natura.
L'eroico furore e l'infinito
Per Bruno il grado più alto della speculazione filosofica è la visione magica dell'unità della natura e della sua vita inesauribile. Infatti per Bruno il filosofo è assetato di infinito e lebbro di Dio. L'eroico furore è la traduzione naturalistica del concetto platonico di amore, in quanto mostra come l'uomo vada in cerca dell'infinito.
Morale attivistica e contemplazione
Ora questo identificarsi dell'uomo con la natura riguarda anche il campo politico e morale. Bruno si dichiara a favore di una morale attivistica che esalta i valori della fatica, dell'ingegnosità e del lavoro umano. Egli critica il mito dell'età dell'oro, cioè un'epoca felice in cui all'uomo era dato il necessario per la vita ed esalta il lavoro come attività che assoggetta la materia all'intelligenza e fonda la unicità della nostra specie.
Qualche studioso ha visto una specie di contrasto tra l'etica della contemplazione filosofica e l'etica del lavoro e dell'impegno, ritenendo che esse finiscano per escludersi a vicenda. In realtà la reciproca implicanza di queste due morali è fortissima poichè Bruno stesso vuole che l'uomo non contempli senza azione e non operi senza contemplazione. Per Bruno la contemplazione di Dio non è fine a se stessa, poichè rappresenta un incentivo a fare come Dio, ossia a realizzarsi come creatività ed energia produttrice, dando luogo ad altre nature, altri corsi ed altri organi.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del mito di Atteone nella filosofia di Bruno?
- Come si manifesta l'eroico furore nella speculazione filosofica di Bruno?
- Qual è la posizione di Bruno riguardo alla morale attivistica e alla contemplazione?
Il mito di Atteone simboleggia l'anima umana che, cercando la natura e giungendo a contemplarla, diventa essa stessa natura, evidenziando l'interconnessione tra l'uomo e il mondo naturale.
L'eroico furore rappresenta la ricerca dell'infinito da parte dell'uomo, traducendo il concetto platonico di amore in una visione magica dell'unità della natura e della sua vita inesauribile.
Bruno sostiene una morale attivistica che valorizza il lavoro e l'ingegno umano, integrando la contemplazione con l'azione, poiché la contemplazione di Dio deve ispirare l'uomo a realizzarsi come creatività e produttività.