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Concetti Chiave

  • I bronzi di Riace sono due statue in bronzo del V secolo a.C., scoperte nel 1972 a Riace Martina e restaurate a Firenze, dove furono esposte nel 1981.
  • Le statue, alte 2 m e 1,98 m, rappresentano guerrieri nudi con dettagli anatomici elaborati, come labbra e denti in materiali diversi per un aspetto realistico.
  • Caratterizzate da elementi stilistici dell'arte di Policlèto, le statue mostrano ponderazione e chiasma, bilanciando il peso del corpo su una gamba e alternando movimento e riposo negli arti.
  • La statua A è datata alla 2.a metà del V secolo a.C., mentre la statua B alla 1.a metà dello stesso secolo, entrambe parte di un insieme scultoreo che rappresenta i guerrieri di Argo.
  • I bronzi di Riace sono comparabili ad altre celebri opere in bronzo dell'epoca, come l'Auriga di Delfi e Zeus del Capo Artemision, che condividono misure superiori al naturale e un elevato valore morale.

Scoperta e restauro

I bronzi di Riace sono due statue in bronzo, risalenti al V secolo avanti Cristo e alte rispettivamente 2 m e 1,98 m. Furono rivenute a 8 metri di profondità nel 1972, a Riace Martina, in provincia di Reggio Calabria. Furono trasferite a Firenze per essere restaurate e in questa città furono esposte per la prima volta nel 1981. Esse rappresentano due guerrieri ed ragionevole supporre che la nave che le trasportava abbia fatto naufragio. Per il momento, non conosciamo né la provenienza né la data del naufragio. Esse sono indicate con la lettera A (il giovane) e B (il vecchio).

Descrizione delle statue

I due soggetti sono nudi, bilanciati e ponderati come il “Dorifero” di Policlèto; Ambedue sono poggiati sulla gamba destra e il braccio sinistro è sollevato, probabilmente per sostenere lo scudo, che non è stato rinvenuto. Gli altri arti sono a riposo, in posizione chiastica con lo scopo di dare equilibrio alle figure: un arto è flesso mentre l’opposto è flesso. Entrambi i piedi poggiano sul suolo e questo dettaglio conferisce un senso di saldezza all’intera figura. Nell’insieme, i due bronzi trasmettono vigore e mettono in evidenza delle strutture anatomiche molto articolate. Per una maggiore somiglianza con i colori naturali, le labbra e i capezzoli sono di rame, i denti della statua A e le ciglia di entrambi sono d’argento, gli occhi sono di avorio e di pasta vitrea.

Elementi stilistici

Cronologicamente, sembrerebbero appartenere all’ultimo arcaismo greco o forse precedono il Doriforo. Sta di fatto che nei due bronzi ritroviamo due elementi caratteristici dell’arte di Policlèto: la ponderazione e il chiasma. Las ponderazione è il principio di bilanciamento del peso del corpo su di una sola gamba mentre l’altra è libera: nell’insieme si ha una grande armonia e una certa morbidezza dal punto di vista anatomico. In scultura si parla di chiasma quando i quattro arti (due superiori e due inferiori) sono disposti in modo incrociato in modo da alternare riposo e movimento. A Policlèto si deve il merito di aver studiato, coordinato e trasmesso ad altrui questi due elementi scultorei.

Datazione e contesto storico

Per quanto riguarda la datazione, gli studiosi affermano che la statua A risale alla 2.a metà del V secolo a.C., mentre la statua B risalerebbe alla 1.a metà dello stesso secolo. Sono anche concordi nel sostenere che entrambe facevano parte di un insieme scultoreo, rappresentante i guerrieri di Argo.
I bronzi di Riace non sono le sole opere di bronzo che ci sono pervenute. Dobbiamo ricordare l’ Auriga di Delfi risalente al V secolo a.C. e Zeus del Capo Artemision del C secolo a.C.. Il primo è conservato al museo di Delfi e rappresenta il corpo dell’uomo cilindrico, scanalato dalle pieghe della veste., come se si trattasse di una colonna dorica. Il secondo si trova al Museo nazionale di Atene: rappresenta Zeus nell’atto di scagliare un fulmine o forse un atleta mentre sta per gettare un giavellotto. In entrambi i casi le misure sono superiori al naturale il che pone le due statue, come del resto anche i Bronzi di Riace, su di un livello più alto di quello comune che viene rapportato al livello morale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la storia della scoperta dei bronzi di Riace?
  2. I bronzi di Riace, due statue in bronzo alte rispettivamente 2 m e 1,98 m, furono rinvenuti nel 1972 a 8 metri di profondità a Riace Martina, in Calabria. Trasferiti a Firenze per il restauro, furono esposti per la prima volta nel 1981.

  3. Come sono descritte le statue dei bronzi di Riace?
  4. Le statue rappresentano due guerrieri nudi, bilanciati e ponderati, con dettagli anatomici molto articolati. Entrambi poggiano sulla gamba destra, con il braccio sinistro sollevato, e presentano elementi in rame, argento, avorio e pasta vitrea per una maggiore somiglianza ai colori naturali.

  5. Quali elementi stilistici caratterizzano i bronzi di Riace?
  6. I bronzi mostrano elementi tipici dell'arte di Policlèto, come la ponderazione e il chiasma, che conferiscono armonia e morbidezza anatomica. La ponderazione implica il bilanciamento del peso su una gamba, mentre il chiasma alterna riposo e movimento negli arti.

  7. Qual è la datazione delle statue e il loro contesto storico?
  8. La statua A risale alla 2.a metà del V secolo a.C., mentre la statua B alla 1.a metà dello stesso secolo. Entrambe facevano parte di un insieme scultoreo rappresentante i guerrieri di Argo.

  9. Come si confrontano i bronzi di Riace con altre opere di bronzo dell'epoca?
  10. I bronzi di Riace non sono unici; opere come l'Auriga di Delfi e Zeus del Capo Artemision, risalenti al V e al C secolo a.C. rispettivamente, mostrano misure superiori al naturale, posizionando queste statue su un livello morale elevato, simile ai bronzi di Riace.

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