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Concetti Chiave

  • La fase dagli 0 ai 2 anni è fondamentale per lo sviluppo psichico, influenzata dal processo di attaccamento con il caregiver.
  • Bowlby sottolinea l'importanza della figura del caregiver nella relazione con il bambino, oltre alla figura materna.
  • Esistono quattro stili di attaccamento: sicuro, insicuro-evitante, insicuro-ambivalente e disorganizzato, ciascuno con modalità di interazione distinte.
  • I Modelli Operativi Interni influenzano le relazioni adulte, determinando la rappresentazione di sé e la fiducia nelle interazioni sociali.
  • Erikson propone otto fasi dello sviluppo, ognuna caratterizzata da crisi evolutive che devono essere risolte per progredire verso la fase successiva.

Importanza dell'attaccamento nei primi anni

Anche per Bowlby la fase dagli 0 ai 2 anni è fondamentale per lo strutturarsi della vita psichica dell’individuo. Questa fase è determinata dal processo di attaccamento.

Bowlby però non dà importanza unicamente alle pulsioni e alla figura materna, ma prende in considerazione la figura del Caregiver, cioè colui che si prende cura e si occupa del bimbo, e la relazione che si instaura tra i due.

Per Bowlby l’attaccamento è verso un’unica figura, ed è qualcosa che non è influenzabile da situazioni momentanee ma perdura nel tempo dopo che si è strutturato nei primi mesi di vita.

Per Bowlby è molto importante che l’attaccamento si sviluppi in modo adeguato, affinché la persona abbia uno sviluppo positivo; gli stati di angoscia e depressione che si possono verificare in età adulta possono derivare da periodi negativi che la persona ha vissuto durante l’infanzia.

Stili di attaccamento secondo Bowlby

Stile sicuro: il bimbo è indipendente ed esplora l’ambiente certo di poter contare su una figura di attaccamento pronta ad accoglierlo e confortarlo.

Stile insicuro – evitante: il bimbo non considera la figura di attaccamento come sicura; non vi fa riferimento in caso di bisogno, mostrando un’autonomia forzata. Evita il contatto visivo e fisico; è un comportamento tipico di bimbi che hanno interagito con una figura evitante e poco accogliente.

Stile insicuro ambivalente: Il bimbo piange se la figura di riferimento se ne va, ma poi alterna offerte di contatto con segnali di rifiuto e rabbia se essa vuole confortarlo. Ciò è frutto di una figura di riferimento incostante e poco coerente nel far fronte alle sue richieste di cura. Di fronte alle esigenze del bimbo ha risposto in modo discordante, a volte positivo, altre volte negativo.

Stile disorganizzato: il bimbo manifesta comportamenti apparentemente senza senso, non sa gestire avvicinamento ed evitamento.

Modelli operativi interni e relazioni adulte

In età adulta lo stile di attaccamento che si è sviluppato con la figura di riferimento determina una tipica modalità di relazione con gli altri; i cosiddetti Modelli Operativi Interni. Si tratta di schemi preattivati di modalità relazionali che influenzano:

Rappresentazione di sé, rappresentazione di sé con gli altri, fiducia che posso concedere in una relazione.

Al fine di valutarli, Mary Main mise a punto una procedura, detta Adult Attachment Interview, che stabilisce a quale dei quattro stili di attaccamento viene assegnato l’adulto esaminato:

1. 2. 3. 4.

Teorie dello sviluppo di Erikson

Elabora le sue teorie a partire da quelle di Freud. L’individuo ha un compito, cioè quello di cercare la propria identità personale. Lo sviluppo è caratterizzato da crisi evolutive, risultato di una maturazione. Lo sviluppo avviene per fasi e il superamento di una crisi evolutiva permette il passaggio allo stadio successivo. Se ci sono problemi che non vengono risolti durante uno stadio, questi si accumulano e si ripresentano nello stadio successivo.

Fasi dello sviluppo secondo Erikson

1° fase: fiducia/sfiducia: corrisponde alla fase orale freudiana; il bimbo supera il problema della sfiducia instaurando una buona relazione con la figura di riferimento. La fiducia verso di lei si estende verso tutto il mondo. Se la relazione risulta disturbata, il bimbo svilupperà un senso di sfiducia che si estenderà verso tutta la realtà.

2° fase: Autonomia VS Vergogna e dubbio: corrisponde alla fase anale di Freud. Il bimbo inizia a camminare e a correre. Comincia ad essere indipendente. Se le figure di riferimento non ostacoleranno, il bimbo arriverà ad una sempre maggiore autonomia. In caso contrario però, il bimbo perderà la sua naturale inclinazione all'autonomia ed arriverà a considerarla come fonte di frustrazione.

3° fase: Iniziativa VS Senso di colpa: corrisponde alla fase fallica/edipica di Freud. C’è un aumento delle opportunità di autonomia, le abilità sono meglio sviluppate ed utilizzate. Il bimbo è curioso ed osa cose mai fatte prima. Se le figure di riferimento non si opporranno tutto andrà per il meglio; in caso contrario il bimbo svilupperà senso di colpa.

4° fase: Industriosità VS Senso di inferiorità: corrisponde alla fase di latenza freudiana. Questo è il periodo in cui i bimbi sono particolarmente attratti dal mondo della scuola. Vogliono avere successo, avere la considerazione dei maestri ed essere accettati dai compagni. Se ci riescono, sviluppano un senso di essere in grado di. In caso contrario, svilupperanno un senso di non essere all’altezza di.

5° fase: Identità VS Dispersione e confusione di ruoli: corrisponde alla fase genitale di Freud, preadolescenza e adolescenza. Fondamentale in questa fase conquistare la propria identità. Le figure di riferimento devono adottare comportamenti chiari.

6° fase: Intimità VS Isolamento: età giovanile ed inizio dell’età adulta. Si sente la necessità di una relazione stabile e duratura, sia come unione tra partner, sia come amicizia. Se non si riuscirà in questo si sentirà un profondo sentimento d solitudine ed isolamento.

7° fase: Generatività VS Stagnazione: la maturità. È il periodo della capacità produttiva, in tutti i campi, compreso quello dei figli. in caso di insuccesso si sperimenterà un senso di immobilità, di inutilità della propria esistenza.

8° fase: Integrità dell’Io VS Disperazione: terza età, ultimo periodo di vita. Periodo in cui ci si guarda indietro, si guarda il proprio percorso valutando se si sono fatti gravi errori. Ci si chiede se si è soddisfatti o no. Nel caso in cui il bilancio sia positivo, c’è senso di soddisfazione e integrità dell’Io, la quale aiuta ad accettare la morte.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza dell'attaccamento nei primi anni di vita secondo Bowlby?
  2. Secondo Bowlby, la fase dagli 0 ai 2 anni è cruciale per lo sviluppo psichico dell'individuo, poiché l'attaccamento si struttura in questo periodo e influisce sullo sviluppo futuro, con possibili conseguenze su stati di angoscia e depressione in età adulta.

  3. Come influisce la figura del Caregiver nello sviluppo dell'attaccamento?
  4. Bowlby sottolinea che non è solo la figura materna a essere importante, ma anche il Caregiver, che gioca un ruolo fondamentale nella relazione con il bambino, influenzando il tipo di attaccamento che si sviluppa.

  5. Quali sono i diversi stili di attaccamento identificati da Bowlby?
  6. Bowlby identifica quattro stili di attaccamento: sicuro, insicuro-evitante, insicuro-ambivalente e disorganizzato, ognuno con caratteristiche specifiche che influenzano il comportamento del bambino e le sue relazioni future.

  7. Come si collegano gli stili di attaccamento alle relazioni adulte?
  8. Gli stili di attaccamento sviluppati nell'infanzia influenzano i Modelli Operativi Interni, che determinano come gli adulti si relazionano con gli altri, influenzando la loro rappresentazione di sé e la fiducia nelle relazioni.

  9. Quali sono le fasi dello sviluppo secondo Erikson e come si collegano all'attaccamento?
  10. Erikson descrive otto fasi di sviluppo, ognuna caratterizzata da crisi evolutive. La risoluzione positiva di queste crisi, che spesso dipende dall'attaccamento iniziale, è fondamentale per il passaggio a stadi successivi e per lo sviluppo dell'identità.

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