Concetti Chiave
- Botticelli, nato a Firenze nel 1445, è stato un esponente chiave della cultura figurativa fiorentina durante il periodo di Lorenzo il Magnifico.
- Ha iniziato la sua carriera artistica lavorando in botteghe prestigiose, tra cui quella di Ghiberti, Filippo Lippi e Verrocchio, dove ha incontrato Leonardo da Vinci.
- Dal 1470, divenne pittore indipendente e lavorò principalmente per la famiglia Medici, spostandosi poi a Roma per dipingere nella Cappella Sistina.
- La sua crisi mistica, influenzata da Savonarola, lo portò a una trasformazione stilistica, abbandonando le rappresentazioni mitologiche in favore di un maggiore focus sulle figure umane.
- Nel suo ultimo periodo, Botticelli privilegiò il disegno e le linee di contorno, creando figure caratterizzate da volti regolari e espressioni dolci, trascurando il paesaggio.
L'inizio della carriera di Botticelli
Sandro di Mariano di Vanni Filipèpi, detto Botticelli, dal momento che da fanciullo aveva lavorato presso un orafo chiamato botticello, oppure perché quello è il soprannome del fratello maggiore Giovanni, fu l’esponente più importante della cultura figurativa fiorentina del tempo di Lorenzo il magnifico.
Nacque a Firenze nel 1445 e per breve tempo frequentò la bottega del Ghiberti, per poi spostarsi da Filippo Lippi e infine da Andrea del Verrocchio, dove ebbe per compagno Leonardo da Vinci.
L'influenza dei Medici e la crisi mistica
Dal 1470 fu pittore indipendente, ebbe quindi una sua bottega artistica. Lavorò soprattutto per la famiglia dei Medici. Dal 1481 al 1432 risedette a Roma con lo scopo di dipingere nella Cappella Sistina. In seguito a una profonda crisi mistica, aderì al movimento religioso del frate domenicano Gerolamo Savonaròla. Il suo profondo sentimento religioso ispirò le opere eseguite tra la fine del secolo e il 1510, anno della sua morte a Firenze.
L'evoluzione dello stile di Botticelli
Da evidenziare è proprio quest'ultimo periodo, dove Botticelli si differenziò notevolmente dal suo stile abituale, rinnegando le rappresentazioni mitologiche e prospettiche che fino ad allora aveva prediletto. Cominciò a dare molta importanza a ciò che stava in primo piano e alla figura, trascurando la rappresentazione del paesaggio. Nella metà del 400 si afferma che l'idea sia superiore alla realtà, quindi il disegno, per la sua immediatezza e più vicino al pensiero, di quanto non lo sia l'opera finita. Il disegno assume quindi in quel periodo una propria autonomia, indipendentemente dall’opera a cui si riferisce. Per Botticelli il disegno è principalmente la linea di contorno, o come la descrive Alberti la circoncrizione dello spazio. Usa una linea decisa, agile e leggiadra che circonda morbidamente il soggetto facendolo emergere sullo sfondo. I caratteri dell'essere umano prediletti da Botticelli (che siano figure femminili o maschili) sono: un volto o regolare dal morbido modellato, le ciocche di capelli consistenti e ondulate, e lo sguardo pensoso e l'espressione dolce, resa dalla leggera inclinazione della testa da un lato.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza di Botticelli nella cultura figurativa fiorentina?
- Come ha influenzato la crisi mistica di Botticelli il suo lavoro artistico?
- Quali sono le caratteristiche distintive dello stile di Botticelli?
Botticelli è considerato l'esponente più importante della cultura figurativa fiorentina durante il periodo di Lorenzo il Magnifico, grazie alla sua formazione e alle sue opere significative.
Dopo una profonda crisi mistica e l'adesione al movimento di Savonarola, Botticelli cambiò il suo stile, rinnegando le rappresentazioni mitologiche e dando maggiore importanza alla figura umana e al disegno, come evidenziato nelle opere realizzate tra la fine del secolo e il 1510.
Botticelli si distingue per l'uso di linee decise e agili, un'attenzione particolare ai volti e alle espressioni dolci dei suoi soggetti, e una preferenza per il disegno come forma autonoma, enfatizzando l'idea rispetto alla realtà.