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Concetti Chiave

  • Il dipinto di Botticelli, realizzato nel 1477, rappresenta un'adorazione con il Bambino Gesù su un mantello di rose, simbolo di verginità e Giardino dell'Eden.
  • San Giovannino adorante, presente alla sinistra del Bambino, è considerato originale e il suo motivo è stato introdotto da Filippo Lippi, influenzando altri artisti come Leonardo e Perugino.
  • La Vergine, adorante e con le mani giunte, è collocata a destra del Bambino, con cespugli di rose che incorniciano un paesaggio ispirato a Leonardo da Vinci.
  • La cornice, opera della bottega di Giuliano di Maiano, presenta intagli e dorature che richiamano la fecondità, vitalità e salvezza in sintonia con il messaggio del dipinto.
  • L'opera è attualmente conservata nel Museo Civico di Piacenza, evidenziando il suo valore storico e artistico.

Descrizione della scena

In questa tempera su tavola, di 95 cm di diametro, realizzata nel 1477 su commissione del Cardinale Gonzaga, Botticelli rappresenta una scena dell’adorazione.
Il Bambino Gesù è disteso su di un lembo di mantello, appoggiato su di un cuscino di rose, all’ombra di un roseto senza spine, un particolare che fa allusione al concetto dell’ “hortus conclusus”. Nell'arte sacra europea, l'hortus conclusus è simbolo del Giardino dell'Eden e della verginità di Maria. Il gesto del Bambino rimanda alla circoncisione e alla discendenza dalla tribù di Davide secondo i preannunci profetici.

Dettagli e influenze artistiche

Alla sinistra, riconosciamo San Giovannino adorante, con una croce. I critici ritengono che il san Giovannino sia originale, anche se di mano di un aiuto, poiché alla sua figura vennero sovrapposte, in epoca successiva, le foglie e l’aureola del Bambino. Il motivo di san Giovannino fu introdotto da Filippo Lippi verso il 1450, e adottato per la prima volta dal Botticelli nella Madonna del Roseto del Louvre; ebbe poi una rapida diffusione tra i compagni del Botticelli, quali Leonardo e Perugino. La Vergine è collocata a destra, china sul Bambino in atteggiamento anch’essa adorante e con le mani giunte. Due cespugli di rose fiorite servono da quinta e lasciano intravedere un paesaggio che fa pensare a Leonardo da Vinci. In basso figura la scritta”Quia respesit humilitate ancile sue”, un versetto tratto dal Magnificat.

Cornice e allegorie

Il dipinto è racchiuso in una cornice, i cui intagli e le cui dorature sono opera della bottega di Giuliano di Maiano. Essa reca tracce di policromia che fanno ragionevolmente presupporre che le foglie della parte centrale fossero in origine colorate con lacca verde. Le foglie, le spighe di grano, i fiori e i nastri costituiscono un’allegoria alla fecondità, vitalità e salvezza, in accordo quindi con il messaggio che il dipinto intende trasmettere.

Conservazione dell'opera

L’opera è conservata nel Museo Civico di Piacenza.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'hortus conclusus nell'opera di Botticelli?
  2. L'hortus conclusus, rappresentato nel dipinto, simboleggia il Giardino dell'Eden e la verginità di Maria, sottolineando la sacralità della scena dell'adorazione (testo).

  3. Quali influenze artistiche si possono notare nel dipinto?
  4. Il dipinto mostra l'influenza di Filippo Lippi, in particolare con la figura di San Giovannino, e richiama anche lo stile di Leonardo da Vinci nel paesaggio sullo sfondo (testo).

  5. Qual è il messaggio allegorico trasmesso dalla cornice del dipinto?
  6. La cornice, con i suoi intagli e dorature, rappresenta un'allegoria di fecondità, vitalità e salvezza, in linea con il messaggio centrale dell'opera (testo).

Domande e risposte

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