Concetti Chiave
- Massimo Bontempelli nacque a Como nel 1878 e si laureò in Lettere e Filosofia a Torino, influenzato da Arturo Graf e Giuseppe Fraccaroli.
- Dopo l'università, Bontempelli iniziò come insegnante e si dedicò al giornalismo, collaborando con la casa editrice Sansoni e l'Istituto Editoriale Italiano.
- Le sue opere come "Vita Intensa" e "Vita operosa" mostrano uno stile moderno e filosofico; fondò anche la rivista 900, legata al movimento culturale di Stracittà.
- Bontempelli scrisse opere significative in vari generi, tra cui drammaturgia e narrativa, affrontando temi che si distaccavano dai principi fascisti.
- La sua letteratura fu vista con sospetto dal regime fascista, che la considerava in contrasto con le ideologie del tempo, nonostante la sua adesione al partito nel 1924.
Infanzia e Formazione
Massimo Bontempelli nacque a Como nel 1878 in una famiglia abbastanza benestante, il padre infatti era un ingegnere di Ferrovie dello Stato, tuttavia Bontempelli non si interessò mai più di tanto al mondo della scienza, e infatti si laureò a Torino in Lettere e Filosofia, dopo aver seguito corsi con personaggi del calibro di Arturo Graf e Giuseppe Fraccaroli, i quali influenzarono sicuramente la sua predisposizione classicista, evidente nelle prime opere come “Ecloghe”, “Settenari e sonetti” e “Odi”.
Carriera Giornalistica e Letteraria
Dopo l’università, Bontempelli diventò insegnante, anche se nel 1910 con il trasferimento a Firenze, iniziò a prendere sempre maggiori contatti con la redazione della casa editrice Sansoni, dedicandosi quindi in maniera esclusiva alle stesura delle sue opere ma anche di articoli, cimentandosi dunque nel giornalismo, tanto che poi venne assunto a Milano all’Istituto Editoriale Italiano. La sua carriera venne interrotta dalla guerra, nel 1917 infatti venne arruolato per combattere nelle trincee dell’Isonzo, del Piave e di Vittorio Veneto, successivamente riprese l’attività giornalistica dando inizio ad una nuova fase della sua vita e della sua carriera.
Opere e Movimenti Culturali
Testimonianza di questo stile decisamente più moderno e filosofico sono le opere come “Vita Intensa” del 1920 o “Vita operosa” dell’anno successivo, pubblicati entrambi presso la cada editrice Vallecchi, che presentò anche quelle che lui stesso definisce “favole metafisiche”, in questa categoria rientrano “La scacchiera davanti allo specchio” del 1922 ed “Eva Ultima” del 1923. In contemporanea però non abbandonò mai il giornalismo, nel 1926 infatti fondò la rivista nota come 900, la quale divenne ben presto l’organo del movimento di Stracittà, sorto come opposizione ad un altro movimento, più patriottico, conosciuto come “Strapaese” e fondato da Mino Maccari. La sua attività si estende poi anche al mondo della drammaturgia, i cui capolavori principali sono solamente due “Nostra Dea” del 1925 e “Minnie la candida” del 1927, ma anche al mondo della narrativa con “Il figlio di due madri” del 1929, “Vita e morte di Adria e dei suoi figli” del 1930, “Gente nel tempo” del 1937 e infine “Giro del sole” pubblicato durante la seconda guerra mondiale, precisamente nel 1941. La sua letteratura non passò inosservata dal regime fascista, che considerava i suoi contenuti decisamente troppo lontani dai principi che Mussolini cercava di inculcare alla società italiana del tempo, nonostante Bontempelli avesse aderito al partito già nel 1924.
Domande da interrogazione
- Quali influenze formative hanno segnato la carriera di Massimo Bontempelli?
- Come si è evoluta la carriera giornalistica di Bontempelli?
- Qual è il significato della rivista 900 nella carriera di Bontempelli?
Massimo Bontempelli, laureato in Lettere e Filosofia a Torino, fu influenzato da importanti figure come Arturo Graf e Giuseppe Fraccaroli, che contribuirono alla sua predisposizione classicista, evidente nelle sue prime opere.
Dopo aver iniziato come insegnante, Bontempelli si trasferì a Firenze nel 1910, dove entrò in contatto con la casa editrice Sansoni e si dedicò al giornalismo, continuando anche dopo la guerra, quando riprese la sua attività con l'Istituto Editoriale Italiano.
Fondata nel 1926, la rivista 900 divenne l'organo del movimento di Stracittà, rappresentando una risposta al patriottismo del movimento Strapaese, e segnò un'importante fase della sua attività culturale e letteraria.