Concetti Chiave

  • Il poema si apre con festeggiamenti per la Pentecoste, dove Carlo Magno organizza un torneo in un clima di tregua cavalleresca tra cristiani e saraceni.
  • Angelica, una fanciulla di bellezza straordinaria, si presenta a Carlo Magno lanciando una sfida al torneo per il suo fratello Umberto, promettendo la sua mano come premio.
  • Angelica rappresenta la donna fatale e la maga, capace di alterare il corso degli eventi con la sua bellezza, simbolo di eros che trasforma i paladini.
  • Orlando, colpito dall'amore per Angelica, inizia a mettere in discussione i suoi principi cavallereschi, sentendosi sopraffatto da una passione che lo rende vulnerabile.
  • La consapevolezza di Orlando riguardo alla sua follia amorosa segna un punto di svolta, evidenziando il conflitto tra i valori cavallereschi e il potere dell'amore.

Indice

  1. Festeggiamenti e tregua cavalleresca
  2. Angelica e la sfida del torneo
  3. Le condizioni del duello
  4. Angelica: bellezza e magia?
  5. Orlando e la sua riflessione interiore
  6. La follia d'amore di Orlando
  7. Consapevolezza e citazioni letterarie

Festeggiamenti e tregua cavalleresca

La scena ha luogo nel mese di maggio durante i festeggiamenti della Pentecoste. Carlo Magno ha indetto una giostra e si sta godendo lo spettacolo insieme ai suoi baroni accompagnate dalle loro belle dame. Pur nel mezzo di una feroce guerra di religione, non vengono a mancare le consuete regole della cortesia cavalleresca, condivise dai cristiani e dai saraceni; infatti, è stata dichiarata una tregua generale per dar modo di organizzare un torneo al quale partecipano tutti, da buoni amici. Secondo le loro usanze, i pagani assistono e mangiano accovacciati per terra.

Angelica e la sfida del torneo

Ad un certo punto compare una bellissima fanciulla scortata da quattro giganti e seguita da un cavaliere. Essa rivolge a Carlo Magno le parole seguenti:

O magnanimo signore, le tue virtù

E le imprese valorose dei tuoi paladini,

che sono conosciute su tutte le terre note

fino dove si estende il mare

mi fanno sperare che non siano state vane

le fatiche dei due pellegrini,

che sono arrivati in tuo cospetto dalla parte più remota del mondo

per onorare il tuo felice stato.

Per questo di faccio sapere,

in poche parole, la causa

che ci ha condotti al tuo torneo;

questo con me è Umberto dal Leone [in realtà si chiama Argalia]

nato da nobile casata,

cacciato ingiustamente dal suo regno:

io, che fui cacciata con lui,

sono sua sorella e mi chiamo Angelica.

A duecento giornate di cammino di là dal Don,

dove si trova il nostro regno,

ci sono arrivate notizie di te

della giostra e della grandiosa assemblea di queste nobili persone

e abbiamo saputo che come premio del valore mostrato

al vincitore non viene donata

né città, né gemme, né tesoro

ma soltanto una corona di rose.

Per questo, mio fratello ha deciso

di mostrare il suo valore,

nel luogo in cui è radunato il fior del fiore dei baroni,

ed affrontarli in duello uno ad uno :

e che sia pagano o cristiano, poco importa,

che lo venga a incontrare fuori città (=Parigi),

nel verde prato della Fonte del Pino

nel luogo detto “al Petron di Merlino”.

Le condizioni del duello

Ma che ciò sia fatto a queste condizioni

(ascolti bene chi ha intenzione di provarsi con lui)

Chiunque sia abbattuto da cavallo,

non possa in nessun altro nodo riprendere il combattimento

e senza fare opposizione sia suo prigioniero;

ma chi riesce a disarcionare Uberto,

avrà in premio la mia persona:

a questo punto, egli se ne andrà via con i suoi giganti.

Angelica: bellezza e magia?

La comparsa di Angelica è la scintilla che dà il via al poema. Essa riassume due funzioni:

1) La donna fatale che con la sua bellezza sconvolge la vita dei paladini

2) La maga che con le sue arti gestisce il corso del racconto

Durante il poema, le due funzioni si alternano, ma in genere è dominante il potere della bellezza e non è certo per magia che la ragazza provoca l’innamoramento del paladino. Prima della comparsa di Angelica, Orlando era il simbolo coerente e senza macchia della cavalleria carolingia, ora la bellezza e quindi l’eros lo sta trasformando dimostrando la superiorità della materia bretone su quella carolingia. L’arrivo della fanciulla sovverte anche le regole del torneo: il vincitore non avrà in premio una corona di rose, ma la persona stessa di Angelica; in questo modo la situazione si orienta verso una sfera amorosa se non esplicitamente sessuale. Infatti essa si presenta come la remunerazione, in carne ed ossa di una gara. Pertanto, in sintesi, si può affermare, a giusto titolo che l’irruzione un po’ violenta di Angelica, nonostante le apparenze cortesi, rappresenta la forza irresistibile dell’eros in un mondo in cui fino ad ora non c’era posto per l’amore.

Orlando e la sua riflessione interiore

Finito il discorso, Angelica aspetta una risposta inginocchiata, mentre tutti guardano la fanciulla, con grande ammirazione. Orlando è fra questi: si è già perdutamente innamorato di lei e dentro sé rimprovera duramente la passione amorosa che lo sta avvolgendo. Questa è la sua riflessione interiore:

“Ah pazzo Orlando!” diceva nel suo cuore

“come ti lasci trasportare dall’istinto!

Non vedi l’errore che ti fa deviare dalla retta via,

e che ti fa commettere una mancanza così grave contro Dio?

Dove mi sta conducendo il mio destino?

Mi vedo preso e non posso essermi di aiuto;

io, che stimavo tutto il mondo un nulla,

sono vinto, senza d’uso di armi, da una fanciulla.

La follia d'amore di Orlando

All’Orlando innamorato, lasciato interrotto da Boiardo, farà seguito l’Orlando furioso dell' Ariosto, in cui il protagonista, non solo ricompare come innamorato di Angelica, ma finisce pazzo, per amore della ragazza (= ruolo negativo della amore che porta alla perdita del senno). Comunque, non occorre attendere Ariosto affinché Orlando diventi folle. Già all’inizio del poema del Boiardo, appena veduta Angelica, Orlando si chiama “paccio” e dichiara di essere preda di una voglia che lo trasporta fin dove non vorrebbe. Questa esclamazione e l’uso del termine “paccio” significa che la metamorfosi è già in corso. Egli è pazzo rispetto all’identità che gli ha sempre assegnato il ciclo carolingio e pazzo, quindi, rispetto al vecchio mondo della cavalleria, consacrato soltanto alle guerre contro saraceni. Una volta superato questo critico momento di passaggio, Orlando entrerà di diritto nel modo cortese dei cavalieri del re Artù.

Poi, Orlando continua:

Consapevolezza e citazioni letterarie

“Io non mi posso strappare dal cuore

La dolce vista del suo bel viso,

perché senza di lei mi sento morire,

e sento lo spirito vitale venire meno a poco a poco.

Ora non mi valgono né la forza, né il coraggio

Per combattere contro Amore, che già mi ha domato [come un cavallo];

la mia saggezza non mi serve a nulla,

perché il meglio lo vedo, ma mi appiglio al peggio.”

L’origine della futura follia di Orlando sta tutta in questa lucida consapevolezza del fallimento dei propri principi e valori, intrappolati in un sentimento amoroso difficilmente gestibile. L’ultimo verso – “ch’io vedo il meglio ed al peggior m’appiglio” - non è altro che una citazione del Petrarca tratta dal Canzoniere: “cerco del viver mio novo consiglio/, et veggio ‘l meglio, et al peggior m’appiglio”, a sua volta, traduzione del verso di Ovidio delle Metamorfosi: “Video meliora proboque,/dereriora sequor”.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto dei festeggiamenti in cui si svolge il torneo?
  2. I festeggiamenti avvengono durante il mese di maggio, in occasione della Pentecoste, con Carlo Magno che organizza una giostra, nonostante la guerra di religione in corso. È stata dichiarata una tregua per permettere il torneo, a cui partecipano sia cristiani che saraceni, rispettando le regole della cortesia cavalleresca.

  3. Chi è Angelica e quale ruolo gioca nel torneo?
  4. Angelica è una bellissima fanciulla che, accompagnata da giganti e un cavaliere, si presenta a Carlo Magno per annunciare la sfida del suo fratello Umberto dal Leone. La sua presenza trasforma il torneo, poiché il premio per il vincitore non è una corona di rose, ma la sua stessa persona.

  5. Quali sono le condizioni del duello proposto da Angelica?
  6. Le condizioni stabilite da Angelica prevedono che chiunque venga disarcionato da Umberto non possa riprendere il combattimento e diventi suo prigioniero. Chi riesce a disarcionarlo, invece, avrà in premio la persona di Angelica.

  7. Come si manifesta la follia d'amore di Orlando?
  8. Orlando, colpito dall'amore per Angelica, si sente sopraffatto e in preda a una riflessione interiore in cui si rimprovera per la sua passione. La sua metamorfosi in "paccio" inizia già all'apparire di Angelica, segnando il passaggio da un cavaliere valoroso a un uomo dominato dall'amore.

  9. Qual è la consapevolezza di Orlando riguardo al suo amore per Angelica?
  10. Orlando riconosce la sua impotenza di fronte all'amore, affermando che senza Angelica si sente morire. La sua consapevolezza del fallimento dei propri principi e valori lo porta a una crisi interiore, evidenziando la difficoltà di gestire un sentimento così travolgente.

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