Concetti Chiave

  • Giovanni Boccaccio, nato in una famiglia di mercanti, sviluppa temi di autodeterminazione e abilità nel superare le difficoltà, incarnando l'idea di "Homo Faber fortunae suae".
  • La sua educazione a Napoli, tra aristocratici e letture di classici, influisce sulla sua visione naturalistica dell'amore, considerato un istinto libero e naturale.
  • La crisi economica del 1340 costringe Boccaccio a tornare a Firenze, dove vive un periodo di restrizioni economiche e sociali, aggravato dalla peste.
  • Negli ultimi anni, Boccaccio riconosce il valore morale della letteratura come strumento di miglioramento spirituale, dedicandosi a studi eruditi e al commento della Divina Commedia.
  • La sua casa diventa un centro di incontro per intellettuali fiorentini, riflettendo il suo impegno nella vita politica e culturale della città fino alla sua morte nel 1375.

Qual è l'influenza della famiglia mercantile?

Giovanni Boccaccio nasce da una famiglia di mercanti: questo influenzerà i suoi temi, infatti è un uomo che si è fatto da solo, si è costruito da sé, è artefice del proprio destino, Homo Faber fortunae suae.

Boccaccio sa usare l’intelligenza per poter superare gli ostacoli della natura o della fortuna, l’astuzia e l’intelligenza sono abilità tipiche del mercante.

L'educazione e le influenze culturali

Nasce a Certaldo, vicino a Firenze, nel 1313, figlio illegittimo di Boccaccino di Chellino, viene legittimato quando arriva a casa dal padre, il quale si trasferì poi, nel 1327, a Napoli dove rimase fino al 1340 perché era socio della banca dei Bardi, che amministrava la corte angioina. Napoli era un centro economico, politico e culturale fondamentale per il Mediterraneo. Per questo Boccaccio era a contatto con tantissima gente, anche perché il padre voleva indirizzarlo suo lavoro, quindi era spesso a fare mercato: grazie a ciò Boccaccio sviluppa lo spirito di osservazione e impara a conoscere le persone con cui entrava in contatto. Egli iniziò a partecipare alla vita aristocratica e a dedicarsi alla lettura della letteratura cortese, ovvero i tipici romanzi cavallereschi: Boccaccio aveva una visione naturalistica dell’amore, per lui doveva essere libero, era un istinto naturale. Si appassionò anche di classici latini e moderni, come Dante e Petrarca.

Crisi economica e ritorno a Firenze

Nel 1340 la sua esistenza serena viene interrotta dalla crisi della banca in cui il padre lavorava: Boccaccio è costretto a ritornare a Firenze e a vivere una vita fatta di restrizione economiche, ma anche sociali a causa della peste.

Riflessioni sulla letteratura e politica

Durante gli ultimi anni della sua vita comprende il valore morale della letteratura: secondo lui, infatti, la letteratura può aiutarci a migliorare spiritualmente. Questa sua crisi è accompagnata da una crisi politica: nel 1360 vi fu un colpo di Stato compiuto dai suoi amici e per questo Boccaccio venne messo in cattiva luce e allontanato dalla vita politica, perciò inizia a vivere una vita isolata a Certaldo. Nel 1365 torna a Firenze dove gli vennero offerte nuove alternative di attività politiche e pubbliche. La sua casa divenne un centro di scambio e di incontro per gli intellettuali e ciò lo spinge a scrivere il grande commento della Divina Commedia.

Durante i suoi ultimi anni della sua vita Boccaccio si dedica agli studi eruditi, impegnativi (commenta anche i primi 17 canti dell’inferno e scrive il trattato in lauda di Dante).

Boccaccio muore nel 1375 dopo una vita attiva e dinamica.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della famiglia mercantile nella vita di Boccaccio?
  2. La famiglia mercantile di Boccaccio ha un'influenza significativa sui suoi temi e sulla sua personalità, rendendolo un uomo che si è costruito da solo e artefice del proprio destino, come evidenziato dalla sua capacità di superare gli ostacoli grazie all'intelligenza e all'astuzia tipiche del mercante.

  3. Come ha influito l'educazione di Boccaccio sulla sua formazione culturale?
  4. L'educazione di Boccaccio, avvenuta a Napoli, gli ha permesso di entrare in contatto con una vasta gamma di persone e culture, sviluppando il suo spirito di osservazione e la passione per la letteratura cortese e i classici, come Dante e Petrarca, che hanno profondamente influenzato la sua visione dell'amore e della vita.

  5. Quali eventi hanno segnato il ritorno di Boccaccio a Firenze?
  6. Il ritorno di Boccaccio a Firenze nel 1340 è segnato dalla crisi della banca in cui lavorava suo padre, costringendolo a vivere in condizioni economiche e sociali difficili, aggravate dalla peste, che hanno cambiato radicalmente la sua vita.

  7. Qual è il valore morale della letteratura secondo Boccaccio?
  8. Boccaccio, negli ultimi anni della sua vita, riconosce il valore morale della letteratura, sostenendo che essa può contribuire al miglioramento spirituale dell'individuo, un pensiero che emerge durante la sua crisi personale e politica, portandolo a una vita di studio e riflessione.

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