Concetti Chiave

  • La novella di Lisabetta da Messina narra una storia d'amore tragica, evidenziando la potenza oppressiva dei familiari sulla giovane donna.
  • Lisabetta si innamora di Lorenzo, un giovane garzone, ma i suoi fratelli uccidono il ragazzo per proteggere il loro onore, costringendo Lisabetta a un amore segreto e disperato.
  • Il racconto mette in luce il rapporto di potere tra Lisabetta e i suoi fratelli, che la costringono al silenzio e alla sottomissione, riflettendo la condizione delle donne nella società del tempo.
  • Una caratteristica distintiva è l'attaccamento delle protagoniste a reliquie dei loro amati, simboli di un amore eterno che persiste nonostante la perdita.
  • Boccaccio rappresenta le donne come protagoniste delle sue storie, sottolineando la loro umanità e intelligenza, in contrasto con la visione tradizionale della loro inferiorità sociale.

redir: https://www.skuola.net/appunti-italiano/boccaccio/decameron/lisabetta-da-messina.html

Elisabetta da Messina

Giovanni Boccaccio dedica la quarta giornata del Decameron alle storie d’amore infelici. La quinta novella è destinata alla tragica storie di Lisabetta da Messina.
Questa giovane si trovava nella città siciliana insieme ai fratelli, ricchi mercanti, al cui servizio vi era Lorenzo, un giovane garzone pisano di bell’aspetto.
Lisabetta s’innamorò perdutamente di lui, ma i due erano costretti a furtivi incontri fino a quando i fratelli se ne accorsero e, per porre fine a ciò che per loro era un disonore, attirarono il giovane in un luogo solitario e lo uccisero.
Intanto la donna era disperata per la troppo lunga assenza dell’amato che una notte le apparve in sogno, indicandole il luogo in cui era stato seppellito.
Così, la mattina seguente, la giovane donna si recò sul posto accompagnata da una domestica e, disseppellito il cadavere, lo decapitò e ne nascose la testa ‘fasciata in un bel drappo’ in un vaso di basilico.
Rinchiusa nella sua stanza, la povera ragazza passava le giornate a piangere e ad innaffiare con le proprie lacrime la piccola pianta che intanto cresceva.
Notata la strana vicinanza a quell’oggetto, i fratelli decisero di sottrarglielo e dopo aver trovato la testa di Lorenzo, per paura che i messinesi venissero a conoscenza della storia, fuggirono a Napoli.
Sola e disperata a causa del dolore per la morte di Lorenzo, Lisabetta morì invocando il suo vaso.
Un’analisi approfondita del testo mostra l’assenza di lunghi discorsi tra i personaggi. Inoltre la struttura dei dialoghi mette in risalto il fatto che a parlare sono unicamente i fratelli a cui Lisabetta è costretta ad ubbidire in silenzio.
Il racconto è infatti dominato da un rapporto di potere dei fratelli nei confronti della giovane donna che deve soccombere in una società nella quale la figura femminile viene ancora considerata nulla, a causa dell’oppressione e di un rigido controllo da parte dei familiari.
Altro personaggio, la cui autonomia è assente, è Lorenzo. Garzone al servizio dei fratelli di Lisabetta, era un giovane piuttosto virtuoso per la sua condizione sociale e per questo motivo i tre mercanti decidono di ucciderlo, colpiti, possiamo dire, da un complesso d’inferiorità.
Ed è su questo che si basa la tragedia di Lisabetta: lo scontro di due forze dominanti, ma in quel periodo contrastanti, provoca forte dolore e, in questo caso, anche morte.
La ragion di mercatura obbliga i fratelli attraverso un’operazione commerciale – così possiamo definire la morte in questo caso – ad impedire l’intrusione di Lorenzo nella famiglia; dall’altra parte l’amore, al quale, essendo forza della natura, è impossibile sottrarsi. Ma queste due logiche contrastanti non potranno mai raggiungere un accordo ed è per questo che è necessaria per Boccaccio un’apertura laica della morale familiare per quanto riguarda i rapporti tra i ceti sociali.
Nella quarta giornata Lisabetta e Ghismunda sono entrambe rappresentanti di amori tragicamente finiti, piuttosto affini tra loro; nelle due novelle è possibile notare un triangolo ‘vizioso’: la donna che ama, l’amante e l’antagonista, rapresentato dal principe Tancredi, padre di Ghismunda, e dai fratelli di Ellisabetta, che prende il potere e considera la donna come un oggetto in suo possesso.
Altro aspetto comune è l’attaccamento ad una reliquia dell’amato, il cuore di Guiscardo per Ghismunda e la testa di Lorenzo per Lisabetta, che permette alle giovani di continuare ad amare eternamente.
Differente è però il loro modo di reagire alla violenza dei parenti: Ghismunda, essendo aristocratica, ha in parte la possibilità di rispondere e difendersi verbalmente al potere/accuse del padre; attraverso il suo amore intellettuale riesce a rivendicare la vera natura di questo sentimento che non può essere soppresso. Se perciò Ghismunda è un’eroina che difende i propri diritti d’amore, al contrario Lisabetta non ha alcun desiderio di rivolta e la sua unica risposta all’oppressione familiare è l’accettazione silenziosa della situazione, rassegnazione che sfocia in lacrime e pianti.
Inoltre in un contesto sociale in cui le donne erano subordinazione del genere maschile, escluse dall’educazione e dalla cultura, Boccaccio le eleva a protagoniste delle sue novelle.
Ed è così che le donne iniziano ad essere considerate diversamente: non più come ‘schiave’ del proprio marito, ma come vere e proprie persone in grado di studiare e conoscere tanto quanto gli uomini.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale della novella di Lisabetta da Messina?
  2. La novella di Lisabetta da Messina, parte del Decameron di Boccaccio, esplora l'amore infelice e la tragedia che ne deriva, evidenziando il potere oppressivo dei familiari e la condizione subalterna delle donne nella società.

  3. Come si manifesta il potere dei fratelli di Lisabetta nella storia?
  4. I fratelli di Lisabetta esercitano un forte controllo su di lei, costringendola al silenzio e impedendole di vivere liberamente il suo amore per Lorenzo, fino a giungere all'omicidio del giovane per preservare il loro onore.

  5. Qual è il simbolismo del vaso di basilico nella novella?
  6. Il vaso di basilico, in cui Lisabetta nasconde la testa di Lorenzo, simboleggia il suo amore eterno e il dolore che prova, rappresentando anche la sua solitudine e la sua disperazione.

  7. In che modo Boccaccio rappresenta le donne nelle sue novelle?
  8. Boccaccio eleva le donne a protagoniste delle sue storie, mostrando la loro sofferenza e il loro amore, e sfidando la visione tradizionale che le considerava come 'schiave' del marito, evidenziando la loro capacità di amare e soffrire profondamente.

  9. Qual è la differenza tra le reazioni di Lisabetta e Ghismunda di fronte all'oppressione familiare?
  10. Mentre Ghismunda riesce a difendere verbalmente il suo amore e a rivendicare i suoi diritti, Lisabetta accetta passivamente la sua condizione, esprimendo il suo dolore solo attraverso le lacrime e la rassegnazione.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community