Concetti Chiave
- Giovanni Boccaccio, nato nel 1313 a Certaldo, ricevette una formazione umana e culturale significativa durante il suo soggiorno a Napoli, influenzato dalla corte angioina.
- Il ritorno a Firenze nel 1340 portò Boccaccio a comporre opere che riflettono la sua stima per Dante e un nuovo riconoscimento del ruolo delle donne, come evidenziato nell'Elegia di Madonna Fiammetta.
- Il Decameron, scritto nel 1348 durante la peste, rappresenta un capolavoro di Boccaccio che segna la sua evoluzione poetica e una reinterpretazione del ruolo femminile nella società.
- La struttura del Decameron comprende 100 novelle raccontate da dieci narratori, esplorando vari aspetti della vita umana, con l'amore come tema centrale, in un contesto di disordine sociale.
- Boccaccio crea una lingua nuova e ricca nel Decameron, rappresentando la borghesia mercantile e collocando i suoi personaggi in una dimensione umana e terrena, in contrasto con la visione trascendente di Dante.
Infanzia e formazione di Boccaccio
Giovanni Boccaccio nacque nel 1313 a Certaldo, figlio illegittimo di un ricco mercante impiegato presso la prestigiosa compagnia commerciale dei Bardi di Firenze. Riconosciuto dal padre, venne accolto in famiglia e avviato agli studi a Firenze.
Esperienze a Napoli e influenze culturali
Nel 1327 si trasferì col padre a Napoli per fare pratica mercantile; il soggiorno napoletano fu decisivo per la sua formazione umana e culturale cui contribuì specialmente la frequentazione della corte angioina che, con Roberto d’Angiò, era diventata un fiorente centro di studi letterari.
Le opere del periodo napoletano si caratterizzano per l’eccessiva erudizione e si inseriscono nel solco della tradizione cortese riprendendo temi, personaggi e ambientazioni tipici dei romanzi francesi e indagano il sentimento amoroso secondo situazioni descritte nel “De amore” di Andrea Cappellano e nelle opere dello scrittore latino Ovidio; Boccaccio aveva inoltre una conoscenza diretta della poesia stilnovistica, che lo portò a scegliere come protagoniste e destinatarie delle sue opere le “donne gentili”.
Ritorno a Firenze e opere giovanili
Nel 1340, in seguito alla crisi economica della compagnia dei Bardi, Giovanni e il padre furono costretti a far ritorno a Firenze; la vita fiorentina non era giocosa e vivace come quella napoletana, ma Boccaccio riuscì ad adattarsi alle nuove circostanze e a introdursi negli ambienti politici, dove gli conferirono incarichi diplomatici presso l’imperatore Ludovico di Baviera e il papa Innocenzo VI ad Avignone.
Durante il periodo fiorentino compone due opere che evidenziano particolarmente la sua stima per Dante, il sommo poeta del Medioevo, quali: la Commedia delle Ninfe Fiorentine, nella quale riprende la struttura a prosimetro della Vita Nova e l’Amorosa Visione, in cui sia la scelta della terzina che l’impianto allegorico rimandano alla Divina Commedia. L’altra grande novità introdotta nelle sue opere giovanili è il riconoscimento di un ruolo importante delle donne, evidenziato con la composizione dell’Elegia di Madonna Fiammetta, scritta tra il 1343 e il 1344. Ha la forma di una lunga lettera in prosa, composta da un prologo e nove capitoli, ognuno dei quali preceduto da una rubrica che ne riassume i contenuti; è indirizzata da Fiammetta alle donne innamorate e vi si racconta la storia, in parte autobiografica dell’amore infelice tra la protagonista e Panfilo, personaggio dietro cui si cela Boccaccio. L’attenzione per gli aspetti psicologici e sentimentali di Fiammetta fa sì che quest’opera possa essere considerata un vero e proprio “romanzo psicologico” e, inoltre, la rottura con la tradizione dell’amore cortese e stilnovistico è netta: è una donna ad amare e soffrire e l’amore provato da Fiammetta, figura femminile ideale, non è idealizzato ma terreno.
Qual è il significato del Decameron e della peste del 1348?
Nel 1348, in concomitanza con la grave peste che colpì Firenze, dove perse il padre e alcuni dei suoi più cari amici e nonostante il clima di disordine e incertezza compone il Decameron.
Il Decameron oltre ad essere il sommo capolavoro di Boccaccio, fa da perno alla sua evoluzione poetica, in quanto, successivamente, i mutati interessi culturali e il dissidio interiore influenzato dall’amicizia con Petrarca lo portano a una reinterpretazione del ruolo della donna, accusata di distogliere l’uomo di cultura da una vita dedita allo studio (Corbaccio) e al quasi totale abbandono del volgare in favore del latino.
Struttura e significato del Decameron
Il Decameron è ambientato appunto nel 1348, l’anno della peste nera che seminò morte e distruzione e fece precipitare la città di Firenze nel più totale disordine sociale e morale.
Con questo “orrido cominciamento” prende il via il racconto-cornice che racchiude le 100 novelle suddivise in 10 giornate e presenta l’incontro occasionale dei 10 novellatori ( 7 donne e 3 giovani uomini ) che, incontratisi casualmente nella Chiesa di Santa Maria Novella, decidono di lasciare la città e rifugiarsi nel contado per evitare il contagio. Qui stabiliscono di raccontare una novella ciascuno su un tema scelto dal re o dalla regina della giornata; l’amore è il tema dominante dell’opera ma sono tratteggiati altri aspetti della vita umana, edificanti e riprovevoli, con lo scopo di ritrarre l’uomo con i suoi difetti e le sue virtù.
L’articolata struttura del Decameron si riflette anche nella gerarchia dei narratori; in qualità di autore, Boccaccio è il narratore di primo grado che ha la visione di tutti gli avvenimenti passati, presenti e futuri e che, pertanto, è il narratore onnisciente.
Con il Decameron nasce una lingua nuova, ricca e multiforme, capace di gareggiare con il latino per ricchezza lessicale e articolazione sintattica e logica.
Sono molte le classi sociali rappresentate nell’opera e, in particolar modo la borghesia mercantile, da cui proveniva lo stesso Boccaccio,con i valori dell’intraprendenza, operosità e masserizia.
A differenza di Dante, animato dalla dimensione trascendente, Boccaccio colloca i personaggi in una dimensione umana e terrena.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del soggiorno napoletano nella formazione di Boccaccio?
- Come si riflette la stima di Boccaccio per Dante nelle sue opere giovanili?
- Qual è il contesto in cui Boccaccio scrisse il Decameron?
- Qual è la struttura narrativa del Decameron?
- In che modo il Decameron rappresenta la borghesia mercantile?
Il soggiorno a Napoli fu decisivo per la formazione umana e culturale di Boccaccio, influenzato dalla corte angioina e dalla tradizione cortese, che arricchì il suo approccio letterario (come evidenziato nel testo).
Boccaccio esprime la sua stima per Dante attraverso opere come la Commedia delle Ninfe Fiorentine e l’Amorosa Visione, che riprendono strutture e temi danteschi, evidenziando un legame profondo con il sommo poeta (come descritto nel testo).
Il Decameron fu scritto nel 1348, durante la devastante peste che colpì Firenze, un periodo di grande disordine sociale e personale per Boccaccio, che perse il padre e amici (come riportato nel testo).
Il Decameron è composto da 100 novelle suddivise in 10 giornate, narrate da 10 personaggi che si rifugiano nel contado per sfuggire alla peste, con l'amore come tema dominante e una varietà di aspetti della vita umana (come spiegato nel testo).
Il Decameron rappresenta diverse classi sociali, in particolare la borghesia mercantile, riflettendo i valori di intraprendenza e operosità, che rispecchiano le origini di Boccaccio stesso (come indicato nel testo).