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Concetti Chiave

  • Il tema centrale della novella è la fortuna e la sfortuna, esplorato attraverso le avventure di Andreuccio, che evidenziano come eventi sfortunati possano trasformarsi in opportunità.
  • Andreuccio, inizialmente ingenuo, evolve in un personaggio più astuto, imparando a sfruttare le situazioni a suo favore e a riconoscere i rischi.
  • L'inganno è un elemento cruciale nella storia, con Andreuccio che viene ingannato da Fiordaliso e dai ladri, ma riesce infine a superare le avversità grazie al suo ingegno.
  • Boccaccio rappresenta fortuna e sfortuna come eventi casuali, sottolineando l'importanza dell'ingegno nel trasformare le situazioni a favore dell'individuo.
  • La metafora della caduta simboleggia la maturazione di Andreuccio, ogni caduta rappresenta un passaggio verso una maggiore consapevolezza e astuzia, culminando nella sua trasformazione finale.

Il tema della seconda giornata è la fortuna (anche sfortuna), e intesa con storie prevalentemente a lieto fine.

La novella è narrata da Fiammetta.

Qual è l'Avventura di Andreuccio a Napoli?

La storia si ambienta lontano dal luogo di provenienza di Andreuccio, a Napoli poiché uscire dalla propria città natale è andare incontro all’avventura: l’allontanamento da casa porta ad un aumento del senso di avventura (selva e riti di iniziazione per maturare), senso di pericolo e difficoltà. Andreuccio è ingenuo, mostra i soldi a tutti per spavalderia, ma rischia che qualche sguardo si posi su di essi e li desideri. Andreuccio viene attirato nel reale quartiere di Napoli Malpertugio, la padrona viene indicata come gentile (gentilezza Stil Novo, esaltata perché ispira amore).

Le Funzioni Narrative di Propp

{ Nelle avventure l’allontanamento è una caratteristica fondamentale: l’etnologo (da etnia, è un antropologo, colui che studia le caratteristiche assolute dell’essere umano, studiano le società tribali perché base delle società odierne; l’etnologo studia alcune etnie e culture e tradizione, e centra con lo studio della narrativa perché Propp scopre che le storie che raccontiamo sono un modo per tramandare la nostra cultura) Vladimir Propp ha individuato tutte le caratteristiche della fabula; centra con lo studio della narrativa perché Propp scopre che le storie che raccontiamo sono un modo per tramandare la nostra cultura; secondo lui in tutte le fiabe e novelle tutte le tappe che compie il protagonista sono tappe tipiche di un rito di iniziazione. Alcune delle 31 funzioni narrative sono le seguenti:

- Allontanamento.

- Divieto/proibizione: all’eroe è imposta una proibizione o è dato un ordine.

- Infrazione/violazione: entra in scena l’antagonista il cui ruolo è turbare la pace, provocare danni o sciagure.

- Investigazione: l’antagonista investiga riguardo informazioni sul protagonista.

- Delazione: l’antagonista ottiene informazioni.

- Tranello/perfidia: l’antagonista tenta di ingannare la vittima per impadronirsi di lei o dei suoi averi mutando aspetto.

- Connivenza/complicità: la vittima cade nell’inganno e favorisce il nemico.

- Danneggiamento: l’antagonista danneggia uno dei membri della famiglia (rapimento, trafugamento ecc.).

- Mediazione: la mancanza viene resa nota, ci si rivolge all’eroe con preghiera o ordine, e l’eroe può essere cercatore, quando aiuta il personaggio danneggiato, o vittima, quando è la vittima e la storia ne segue le peripezie.

- Trasfigurazione, l’eroe assume nuove sembianze: Andreuccio cambia l’approccio alla realtà, è più astuto, ed ha l’anello.

I greci credevano nella catarsi, l’immedesimazione emotiva: il bambino che ascolta le fiabe prova quello che provano loro e cresce. Uno psicanalista crede che ai bambini le fiabe non dovrebbero essere rese più belle e positive, perché il bambini, immedesimandosi nel protagonista alla fine esce maturato, perché supera le paura con il protagonista. Sa la fiaba tutto è facile, il bambino non ha la possibilità di immedesimarsi in un eroe e non supera le sue paure.

L'Inganno di Fiordaliso

La prostituta, Fiordaliso, elabora quest’inganno, in cui si ritiene sorella del protagonista, e tutte le informazioni le ricava dalla vecchia. La donna è paragonabile ad un mercante, fa merce del proprio corpo, ed in quanto mercante è astuzia.

Le Disavventure di Andreuccio

Andreuccio dopo la cena, la donna lo fa bere, resta a dormire dalla prostituta siciliana e si spoglia prima di andare a letto: decide di andare al bagno, (Chiassetto, tra due case vicino c’erano delle assi di legno (gabbiotto), in cui c’era una seduta e tutto cadeva nella stradina sotto) : alla riga 125 Boccaccio dice che per caso appoggia il piede su una tavola schiodata ((s)fortuna si fa vedere, tra tutte le tavole appoggia il piede proprio su quella) e cade, e per ‘Grazia di Dio’ (intervento divino) non si fa male. Ora è mezzo nudo e sporco in mezzo alla strada.

Andreuccio ancora è ingenuo, risponde che sua sorella abita lì, nonostante sia per strada e nessuno gli apra, dovrebbe presagire di essere stato derubato e ingannato.

Buttafuoco è il nome del ‘protettore’ di fiordaliso.

La prima disavventura di Andreuccio termina al verso 181.

Andreuccio vorrebbe lavarsi al mare, ma incontra due uomini: quando uno di loro parla, la sfortuna di cadere nel chiassetto diventa fortuna, perché se fosse rimasto dalla ragazza sarebbe stato ucciso per poi essere derubato: Boccaccio ci fa capire che fortuna e sfortuna non sono facilmente individuabili e dipendono dal punto di vista.

La seconda disavventura si conclude al vv 231.

I due giovani sono ladri, che vogliono andare nel duomo di Napoli per scoperchiare la tomba di Filippo Minutolo per derubarne le ricchezze; mentre si lava nel pozzo arrivano due sbirri, che lo tirano su credendo che fosse un secchio, si spaventano e scappano lasciando lì le armi. Andreuccio è ancora convinto di essere sfortunato, ma è fortunato perché se non fosse stato per gli sbirri sarebbe rimasto sul fondo del pozzo, dato che i due ladri erano fuggiti.

L’ultima disavventura è quella dell’arrivo nel duomo, i ladri non sono generosi e lo vogliono sfruttare per farlo scendere nella tomba: il ragazzo supera la sua ingenuità e capisce che se anche avesse dato tutto ai ladri, loro l’avrebbero lasciato senza nulla o l’avrebbero ucciso, e decide di tenere per sé l’anello; i ladri, non meno maliziosi di Andreuccio, capiscono e sanno che ha l’anello, perciò chiudono la tomba e se ne vanno. Andreuccio ha un colpo di fortuna, perché altri ladri aprono la tomba, capitanati da un prete che decide di entrare nella tomba, e Andreuccio lo afferra per la gamba e fugge perché ha paura di qualcosa di oscuro 8fantasma, cadavere ecc.), Andreuccio esce e torna in albergo (sempre per caso, riga 232, ritrova i ladri, riga 277 se ne andava a caso con l’anello al dito fino al mare).

Andreuccio da eroe vittima diventa cercatore, ha il suo lieto fine poiché inganna i ladri. Il fine di Andreuccio è di arricchirsi: Boccaccio evidenzia che il denaro è la finalità per cui si combatte nella sua società contemporanea.

La Fortuna e l'Ingegno

- Fortuna: per Boccaccio la sfortuna/fortuna è casuale, per lui è il caso, capitano alcune cose che sfuggono alle nostre scelte; non è l’uomo a scegliere ciò che accade, ma le cose succedono. I ladri per caso trovano Andreuccio e lo sfruttano, la donna per caso lo trova e gli ruba il denaro. La sfortuna diventa fortuna solo se accostata a quello che Boccaccio chiama ingegno: solo in base a come l’uomo la sfrutta. Inizialmente Andreuccio è ingenuo e non sa come modificare la realtà, non si accorge della fortuna e non fa nulla; man mano che matura e le situazioni negative che gli succedono lo cambiano, giunge ad avere più ingegno (nel pozzo per caso l’hanno tirato su, se non si fosse tenuto sarebbe ricaduto sotto; scende nella tomba ed è il suo ingegno che lo spinge a tenersi l’anello, poi afferra la gamba del prete). Per Boccaccio ci sono avvenimenti sfortunati o fortunati, ma se l’uomo non è dotato di ingegno, non li sfrutterà mai a suo favore. Per dante solo il volere di Dio avrebbe guidato le azioni umane, nella mentalità Medievale non esiste il caso. Boccaccio è un uomo moderno e quindi crede nel caso, ma anche in Dio, per grazia di dio non si è fatto male, ma non pensa che dio guidi ogni azione della vita umana.

Maturazione e Metafora della Caduta

- Maturazione del protagonista: inizialmente è ingenuo, poi matura e sviluppo l’ingegno. La metafora della “caduta”: questa maturazione, divisa in 3 parti, si testimonia dal fatto che cade per tre volte: Andreuccio cade nel chiassetto e ne esce sporco, cade nel pozzo e ne esce ripulito, scende nella tomba e ne esce ricco. È un miglioramento: nel chiassetto la sporcizia rappresenta il fatto che non ha acquisito nulla di nuovo ed è peggiorato; il pozzo che lo lava dice che Andreuccio conosce di più la realtà e diventa meno ingenuo (si aggrappa al pozzo), quando esce dalla tomba completa la sua maturazione.

Società e Astuzia nel Racconto

- Società: ceto mercantile (Andreuccio mercante, prostituta mercante che vende sé stessa ed è astuta, il popolo vive di espedienti). Per Boccaccio l’astuzia è un elemento positivo per i mercanti.

- Corruzione della Chiesa

- Astuzia/ ingenuità: astuzia di donna siciliana e ladri, Andreuccio ingenuo, poi astuzia di Andreuccio e ingenuità del prete che fugge terrorizzato.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale della novella narrata da Fiammetta?
  2. Il tema centrale è la fortuna e la sfortuna, esplorata attraverso storie prevalentemente a lieto fine, come dimostrato nell'Avventura di Andreuccio a Napoli.

  3. Come si sviluppa il personaggio di Andreuccio nel corso della storia?
  4. Andreuccio evolve da un personaggio ingenuo a uno più astuto, imparando a sfruttare le situazioni sfortunate a suo favore, come evidenziato dalla sua maturazione attraverso le disavventure.

  5. Qual è il ruolo dell'inganno nella storia di Andreuccio?
  6. L'inganno, rappresentato da personaggi come Fiordaliso, è fondamentale per il progresso della trama, mostrando come la furbizia e l'astuzia possano influenzare il destino dei protagonisti.

  7. In che modo Boccaccio rappresenta la fortuna e la sfortuna?
  8. Boccaccio presenta la fortuna e la sfortuna come eventi casuali, sottolineando che il modo in cui un individuo reagisce a queste situazioni determina il loro esito, come dimostrato dalle esperienze di Andreuccio.

  9. Qual è la metafora della caduta nel percorso di Andreuccio?
  10. La caduta di Andreuccio simboleggia la sua crescita personale: ogni caduta rappresenta un passo verso la maturazione, culminando nella sua trasformazione da vittima a cercatore, pronto a sfruttare le opportunità.

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