Concetti Chiave
- Georges Bizet, nato a Parigi nel 1838, è conosciuto principalmente per l'opera Carmen, ma ha avuto una carriera musicale caratterizzata da insicurezze e ripensamenti.
- Nonostante il suo talento, Bizet ha faticato a trovare una forma adeguata per esprimere il suo temperamento vitalistico, a causa delle rigide convenzioni dell'opera francese.
- Carmen, composta nel 1872, è stata inizialmente un fiasco all'Opéra-comique, criticata per i suoi temi di infedeltà e violenza, che sfidavano le norme dell'epoca.
- Il pubblico e la critica hanno stroncato Carmen al suo debutto, ma l'opera ha successivamente ottenuto un trionfale riconoscimento a Vienna pochi mesi dopo la morte di Bizet.
- Carmen è diventata un simbolo di novità nel linguaggio operistico, spazzando via le convenzioni tradizionali e celebrando la vita e la passione.
La carriera di Georges Bizet
Bizet è, semplicemente, l’autore di Carmen.
La carriera di Georges Bizet (28 ottobre 1838, Parigi - 3 giugno 1875, Bougival, Parigi), figlio di due modesti musicisti, per molti anni è quella di un onesto professionista della musica. Eccellente pianista, si guadagna da vivere scrivendo trascrizioni per pianoforte e compone con discreto successo, vincendo anche, nel 1857, il prestigioso “Prix de Rome”.
Le difficoltà di Bizet
Ma, costantemente insicuro, spesso è preda di ripensamenti, si interrompe, rinuncia a lavori già intrapresi, non riesce a sfondare. Anche il suo maggior successo, l’opera in 3 atti Le Pecheurs de perles, (I pescatori di perle, rappresentata al Teatro Lyrique di Parigi il 30 settembre 1863), è solo un collage di arie (alcune delle quali invero di grande ricchezza melodica) senza alcuna coerenza drammatica. Verosimilmente il problema di Bizet è proprio trovare la forma adatta per esprimere tutto il proprio temperamento vitalistico.
L'opera francese in stallo
L’opera francese, infatti, si trova da tempo in una situazione di stallo senza uscita. Da decenni è legata a due stili rigidamente codificati, l’“opéra-comique” e il “grand-opéra”. La prima è uno spettacolo tendenzialmente leggero, costituita obbligatoriamente dall’alternarsi di arie e brani solo dialogati, che mette in scena vicende di vita quotidiana (più o meno buffe o sentimentali) coronate dall’immancabile lieto fine. La seconda è il residuo imbalsamato della tragedia lirica: grandi masse, grandi scene, retorica a profusione, nessuna vita. Mentre la vita è proprio ciò che vorrebbe esprimere Bizet, intrappolato dal fatto di non trovare in nessuna di queste forme uno strumento adeguato.
La creazione di Carmen
Nel 1872 Bizet si imbatte nel libretto di Carmen (di Henri Meilhac e Ludovic Halévy) e subito inizia a comporre.
Recupera, rielabora e riutilizza idee sparse in lavori abbozzati (anche completati) in precedenza: sembra voler concentrare nell’opera che sta componendo tutto il meglio del proprio lavoro.
Il fiasco iniziale di Carmen
Alla fine dell’estate del 1874 la partitura è pronta. Il 3 marzo dell’anno seguente Carmen va in scena all’Opéra-comique: è un fiasco. Pubblico e critica disapprovano rumorosamente, giudicandola un’opera immorale. Non racconta di buoni sentimenti che alla fine trionfano, ma mette in scena una donna provocante, sensuale, che canta le lodi dell’infedeltà: “L’amour est un oiseau rebel...”. Come se non bastasse un uomo, per di più un soldato, è sedotto e spinto all’omicidio. Lei, la protagonista, alla fine muore in scena. Sono tutti elementi che contribuiscono alla stroncatura del lavoro. Per Bizet è un colpo troppo duro. Sta male fisicamente e in maggio si reca a Bougival, poco fuori Parigi, nella speranza di rimettersi. Il 3 giugno il medico stila il certificato di morte. Non è mai stato chiarito se sia veramente deceduto per un’infezione o si sia suicidato.
Il successo postumo di Carmen
Pochi mesi dopo, a Vienna, Carmen riceve un’accoglienza trionfale. Se ne innamora anche Nietzsche, affascinato dalla sua “sensibilità meridionale, infocata, ardente”.
I critici riconoscono la novità del suo linguaggio: con Carmen vengono spazzate via d’un colpo tutte le convenzioni di una tradizione arroccata sulle proprie antiquate posizioni e sul palcoscenico irrompe la vita.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale successo di Georges Bizet?
- Quali difficoltà ha affrontato Bizet nella sua carriera musicale?
- In che modo l'opera francese influenzava Bizet?
- Come è stata accolta "Carmen" al suo debutto?
- Qual è stata la reazione alla "Carmen" dopo la morte di Bizet?
Il principale successo di Georges Bizet è l'opera "Carmen", che rappresenta una svolta nella sua carriera, nonostante inizialmente fosse un fiasco al suo debutto nel 1875.
Bizet ha affrontato insicurezze e ripensamenti, interrompendo spesso i suoi lavori e non riuscendo a trovare la forma adatta per esprimere il suo temperamento vitalistico, come evidenziato nel suo primo successo "Le Pecheurs de perles".
L'opera francese era bloccata in stili rigidamente codificati, come l'“opéra-comique” e il “grand-opéra”, che non permettevano a Bizet di esprimere la vita e le emozioni che desiderava trasmettere.
"Carmen" fu accolta negativamente al suo debutto, considerata immorale e criticata per la sua rappresentazione di una donna provocante e per la trama che culmina in un omicidio.
Dopo la morte di Bizet, "Carmen" ricevette un'accoglienza trionfale a Vienna, con i critici che riconobbero la novità del suo linguaggio e la capacità di rompere con le convenzioni tradizionali.