Concetti Chiave
- Il Biennio Rosso (1919-1920) è caratterizzato da scioperi e proteste popolari contro l'aumento dei prezzi, ma le agitazioni rimasero per lo più spontanee e senza risultati concreti.
- Il 30 agosto 1920, gli industriali torinesi risposero agli scioperi con la serrata, ma gli operai occuparono le fabbriche, estendendo il movimento ad altre città.
- La borghesia temeva un assalto al potere da parte della classe operaia, ma mancava una direzione unitaria nella sinistra per guidare il movimento.
- Nel gennaio 1921, il Partito socialista italiano si scisse, dando vita al Partito comunista d'Italia, guidato da Bordiga, che puntava sui movimenti di piazza per la rivoluzione.
- La visione comunista si rivelò errata, poiché la maggior parte degli operai preferiva le lotte sindacali piuttosto che intraprendere un percorso rivoluzionario.
Che cos'è il biennio rosso?
Gli anni 1919 e 1920 sono stati definiti il Biennio Rosso>>, in quanto furono caratterizzati da frequenti scioperi, dimostrazioni popolari e violente proteste contro l’aumento dei prezzi. In realtà, le agitazioni di piazza ebbero spesso un carattere spontaneo e nel Biennio Rosso>> la minaccia verbale della rivoluzione non trovò mai sbocco in un’azione concreta.
Intanto Mussolini si serviva della paura suscitata dal comunismo per allargare la sua influenza presso i ceti borghesi.
Occupazioni e reazioni
Il 30 agosto 1920 gli industriali torinesi risposero a questi scioperi con la serrata, cioè con la chiusura degli stabilimenti. Gli operai replicarono occupando le fabbriche e successivamente il movimento si estese ad altre città. Con le occupazioni la borghesia iniziò a temere in un assalto al potere da parte della classe operaia, cosa difficile perché mancava a sinistra una direzione unitaria. Il movimento rimase limitato alle fabbriche delle maggiori città industriali e si concluso con un accordo che prevedeva un aumento di stipendio, ma non veniva accettato un cambiamento gestionale della fabbrica.
Divisioni politiche
Ne gennaio del 1921 il Partito socialista italiano si scisse: i comunisti, così, fondarono il Partito comunista d’Italia che ebbe come primo segretario Bordiga. I comunisti, diversamente dai riformisti, ritenevano improbabile ottenere importanti risultati con azione parlamentare, bensì (come i massimalisti) credevano all’importanza dei movimenti di piazza, in modo da aprire la strada alla rivoluzione. Questo pensiero fu sbagliato in quanto la maggior parte degli operai erano disposti a condurre lotte sindacali, ma non volevano seguire la strada rivoluzionaria di Lenin.
Domande da interrogazione
- Quali furono le caratteristiche principali del Biennio Rosso?
- Come reagirono gli industriali torinesi agli scioperi del 1920?
- Quali furono le conseguenze della scissione del Partito socialista italiano nel 1921?
Il Biennio Rosso, che comprende gli anni 1919 e 1920, si distinse per frequenti scioperi, dimostrazioni popolari e violente proteste contro l’aumento dei prezzi, ma le agitazioni rimasero spesso spontanee e non sfociarono in azioni concrete.
Gli industriali torinesi risposero agli scioperi del 30 agosto 1920 con la serrata, chiudendo gli stabilimenti, ma gli operai reagirono occupando le fabbriche, estendendo il movimento ad altre città, sebbene la borghesia temesse un assalto al potere da parte della classe operaia.
La scissione del Partito socialista nel gennaio 1921 portò alla nascita del Partito comunista d’Italia, guidato da Bordiga, che credeva nell'importanza dei movimenti di piazza per la rivoluzione, ma si rivelò errato poiché la maggior parte degli operai preferiva le lotte sindacali piuttosto che la via rivoluzionaria.