Concetti Chiave
- La scultura Apollo e Dafne, realizzata da Bernini tra il 1622 e il 1624, è alta 2,43 m e si trova alla Galleria Borghese di Roma.
- Bernini cattura il momento drammatico in cui Apollo insegue Dafne, rappresentando il contrasto tra desiderio e fuga attraverso pose aggraziate.
- La scultura evidenzia un'armonia visiva tramite due curve che simboleggiano i corpi di Apollo e Dafne, creando un'impressione di leggerezza e movimento.
- Il trattamento del marmo varia, con superfici scabre per la corteccia e lisce per la pelle, evidenziando le diverse texture e intensificando l'espressione artistica.
- Il significato morale dell'opera, espresso in versi latini, mette in guardia contro l'inseguimento dei piaceri fuggenti, riflettendo sulla transitorietà della bellezza.
La creazione di Apollo e Dafne
La scultura Apollo e Dafne, commissionata al Bernini dal Cardinale Scipione Borghese, fu realizzata dall’artista tra il 1622 e il 1624. Il marmo, alto 2,43 m, è esposto alla Galleria Borghese di Roma.
Si tratta di un’interpretazione del mito greco secondo cui, la ninfa Dafne, per sottrarsi alla violenza di Apollo, ottenne da Zeus di essere trasformata in una pianta di alloro.
La rappresentazione di Bernini
Apollo sta ricorrendo la ragazza perché innamorata di lei, ma essa non ricambia il sentimento. Bernini rappresenta l’episodio nel momento in cui Apollo ha raggiunto Dafne e la sta per afferrare. Il dio è nudo e porta un panno intorno ai fianchi e sulla spalla destra. Con la mano sinistra si sta tenendo in equilibrio mentre con l’altra ha ormai afferrato la ragazza. I suoi capelli sono lunghi e, come il panno, svolazzano al vento. Esso si sta appoggiando sulla gamba destra mentre la sinistra mantiene ancora una posizione di corsa. Le sue labbra sono appena socchiuse come se ansimasse per lo sforzo della corsa e per il desiderio. La ragazza cerca di sfuggire alla presa del dio e il suo corpo, praticamente nudo, è come inarcato per acquisire un minimo di vantaggio sul suo inseguitore. Tenta di sollevare il piede destro ma non ci riesce perché ormai essa si sta trasformando in alloro. Il suo viso appare spaventato e la bocca è spalancata.
L'armonia della scultura
I movimenti dei due personaggi sono aggraziati ed eleganti, come si trattasse di un balletto. Infatti, il dramma e la violenza di cui è vittima la ninfa, perde intensità e si trasforma in armonia perché le due figure sono disposte seguendo una linea armonica che parte dalla gamba sinistra di Apollo, tesa indietro, per continuare lungo il braccio destro alzato di Dafne.
Il trattamento del marmo cambia a seconda della zona: nella corteccia è scabro, diventa liscio quando rappresenta la pelle dei due giovani mentre nelle rocce è appena abbozzato.
L’opera è dominata da una forte armonia che si realizza tramite due curve: l’una che segue il corpo di Apollo e l’altra che corrisponde a quello di Dafne, l’una concava e l’altra convessa. Sembra quasi che l’insieme scultoreo, nella sua struttura compositiva, si voglia proiettare verso l’alto, dando così’ l’impressione di un’estrema leggerezza. L’opera si colloca perfettamente all’interno della mentalità del ‘Seicento perché suscita meraviglia nell’osservatore e, a questo proposito, bisogna ricordare che per Giovanbattista Marino la meraviglia è lo scopo dell’arte.
Il significato morale dell'opera
L’opera doveva anche avere un significato morale, obiettivo difficile da raggiungere dato che il soggetto è pagano ed erotico. A questo proposito il Cardinale Scipioni Borghese scrisse i seguenti due versi in latino che, tradotta in italiano, ci fa capire l’insegnamento sotteso: “Ogni amante che insegua i piaceri della bellezza fuggente, afferra con le mani la fronda, o meglio gusta bacche amare.”
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico e commissionale della scultura Apollo e Dafne?
- Come viene rappresentata la dinamica tra Apollo e Dafne nella scultura?
- Quali tecniche scultoree utilizza Bernini per creare l'armonia visiva nell'opera?
- Qual è il significato morale sotteso all'opera secondo il Cardinale Scipione Borghese?
La scultura Apollo e Dafne fu commissionata al Bernini dal Cardinale Scipione Borghese e realizzata tra il 1622 e il 1624. È esposta alla Galleria Borghese di Roma e rappresenta un'interpretazione del mito greco della ninfa Dafne trasformata in alloro per sfuggire ad Apollo.
Bernini cattura il momento in cui Apollo insegue Dafne, che cerca di sfuggire. Apollo è nudo e in movimento, mentre Dafne, spaventata, sta per trasformarsi in alloro. I loro corpi esprimono una danza armoniosa, nonostante il dramma della situazione.
Bernini utilizza diverse tecniche di trattamento del marmo, rendendolo scabro nella corteccia e liscio sulla pelle dei personaggi. L'opera è caratterizzata da curve armoniche che creano un senso di leggerezza e movimento, proiettando le figure verso l'alto.
L'opera ha un significato morale che riflette sull'inseguimento dei piaceri fugaci. Il Cardinale Borghese scrisse versi latini che avvertono che chi cerca la bellezza effimera afferra solo fronde, suggerendo che i piaceri possono rivelarsi amari.