Concetti Chiave
- Bergson propone una teoria che unisce dualità e identità tra materia e spirito, evidenziando l'unità della durata come essenza della vita.
- La durata è vista come una continuità creatrice, fondamentale per comprendere l'evoluzione come un'unica storia indivisibile.
- Negli animali, l'evoluzione si divide in due linee: gli artropodi sviluppano l'istinto, mentre i vertebrati, culminando negli uomini, sviluppano l'intelligenza.
- L'istinto e l'intelligenza affrontano il problema dell'agire sulla materia in modi diversi, con l'istinto che mantiene il contatto con la realtà e l'intelligenza che tende a fissarla.
- Bergson risolve la dualità tra materia e spirito proponendo che siano due direzioni di un'unica realtà, entrambe originate dallo slancio vitale, aprendo a un dialogo tra scienza e filosofia.
La teoria di Bergson
Bergson vuole una teoria che concili armonicamente dualità e identità tra materia e spirito, senza compromettere l’unità della durata. È “l’evoluzione creatrice”. Si vuole cogliere la vera natura della vita, facendo della filosofia un “evoluzionismo vero” che segua la realtà nel suo autentico generarsi e accrescersi.
Qual è la continuità della durata?
La durata non è una semplice proprietà della vita, bensì è ciò che ne costituisce la più intima essenza: la vita stessa, l’intera esistenza, è durata. Si ha una continuità del cambiamento: alla base dell’evoluzione si ha una continuità creatrice. La vita è così assimilata a una corrente che produce un progresso continuo. Evoluzione significa allora registrazione continua della durata. Dato questo carattere unitario e continuo della vita, l’evoluzione si presenta come un’unica indivisibile storia, in cui non è possibile prevedere in anticipo le forme che essa prenderà e produrrà. Bisogna pensare l’evoluzione creatrice della vita a partire da un unico principio: lo slancio vitale, cioè l’unità primitiva della vita da cui si dipartono, differenziandosi, le diverse linee del processo evolutivo. La vita dunque non è altro che la continuazione di un unico e identico slancio che si suddivide in linee evolutive divergenti.
L'evoluzione negli animali
Negli animali, il processo evolutivo si è separato nelle due linee:
i- Artropodi, culminanti negli insetti: linea che ha condotto all’istinto, facoltà di utilizzare e costruire strumenti organici --> conoscenza “incosciente e usata”
ii- Vertebrati, culminanti negli uomini: linea che ha condotto all’intelligenza, facoltà di fabbricare e usare strumenti artificiali --> conoscenza “cosciente e pensata”
Intelligenza e istinto
Sono due diversi modi di affrontare uno stesso problema, cioè quello di poter agire sulla materia. L’istinto coglie immediatamente le cose, l’intelligenza invece conosce solo i rapporti tra le cose. All’intelligenza è così preclusa la comprensione della vita: per esigenze vitali e pratiche, essa tende a solidificare la realtà, rappresentandosi il divenire come una serie di stati giustapposti gli uni agli altri, fissi e immobili. La scienza sembra così porsi all’esterno della vita, mentre l’istinto mantiene il contatto con la realtà seguendone il suo stesso fluire e divenire. A cogliere la vita nella sua essenza profonda perviene solo l’intuizione, ovvero quell’istinto, che con l’ausilio dell’intelligenza, diventa cosciente di sé, disinteressato, non più legato all’urgenza di scopi pratici di adattamento, capace finalmente di riflettere sul proprio oggetto.
Genesi dell'intelligenza e della materia
Spiegare la “genesi ideale” dell’intelligenza significa spiegare insieme la genesi della materia. Essa si origina dallo stesso slancio vitale da cui deriva parallelamente l’intelligenza: essa risulta dall’inversione, dall’arresto del movimento dello slancio creatore. La vita allora si esplica attraverso due movimenti opposti:
a. Materia, massima distensione della tensione originaria dello slancio creatore, nell’estensione “spazio”
b. Prosegue il movimento vitale, dando vita alla creazione di forme nuove e imprevedibili
Soluzione alla dualità
Lo slancio vitale è dunque un atto creatore, e non una cosa che crea delle cose. L’evoluzione creatrice vuole offrire la soluzione definitiva al problema della dualità tra materia e spirito: sono due sensi della vita, due direzioni opposte di una stessa e unica realtà. È la durata che si sdoppia dall’interno, e si differenzia nello stesso momento in cui si esplica. Si può così ridefinire più chiaramente il rapporto tra scienza e filosofia: la scienza, dal momento che abbraccia una parte della realtà, attinge certamente all’assoluto e può dunque aspirare come la metafisica alla verità. E se materia e spirito non sono altro che due direzioni dello stesso slancio creatore, scienza e metafisica possono ricongiungersi e dare vita ad un rapporto fecondo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'obiettivo principale della teoria di Bergson?
- Come viene definita la durata nella filosofia di Bergson?
- Quali sono le due linee evolutive identificate da Bergson negli animali?
- In che modo l'intelligenza e l'istinto differiscono nel loro approccio alla vita?
- Qual è la soluzione proposta da Bergson al problema della dualità tra materia e spirito?
Bergson cerca di conciliare dualità e identità tra materia e spirito, mantenendo l'unità della durata, attraverso un "evoluzionismo vero" che segua la realtà nel suo autentico generarsi (La teoria di Bergson).
La durata è considerata l'essenza più intima della vita, rappresentando una continuità creatrice che rende l'evoluzione un'unica storia indivisibile (La continuità della durata).
Bergson distingue tra artropodi, che sviluppano l'istinto, e vertebrati, che portano all'intelligenza, evidenziando due modi diversi di interagire con la materia (L'evoluzione negli animali).
L'istinto coglie immediatamente la realtà, mentre l'intelligenza analizza i rapporti tra le cose, rischiando di solidificare la realtà e perdere il contatto con il divenire (Intelligenza e istinto).
Bergson propone che materia e spirito siano due direzioni opposte di una stessa realtà, entrambe originate dallo slancio vitale, permettendo una riconciliazione tra scienza e filosofia (Soluzione alla dualità).