Concetti Chiave
- I regnanti delle Due Sicilie, Toscana e Stato Pontificio sospesero le Costituzioni dopo i fallimenti dei moti del '48, mentre Vittorio Emanuele II mantenne la Costituzione per sostenere la borghesia.
- Cavour attuò riforme economiche significative, modernizzando l'agricoltura e il commercio, rinnovando il sistema fiscale e ampliando la rete ferroviaria per favorire lo sviluppo del paese.
- Il clima di tensione tra Stato e Chiesa emerse con il programma di laicizzazione, culminando nella teoria della "libera Chiesa in libero Stato".
- Cavour partecipò alla guerra di Crimea per allontanare il Piemonte dall'isolamento, firmando un trattato con Napoleone III per affrontare insieme l'Austria, ma senza mirare all'unificazione italiana.
- La spedizione dei Mille di Garibaldi portò alla conquista della Sicilia e alla fine del dominio borbonico in Italia meridionale, culminando nell'annessione al regno sabaudo tramite plebiscito.
Reazioni dei regnanti e riforme
Mentre nel regno delle Due Sicilie, in Toscana e nello stato pontificio i regnanti reagirono al fallimento dei moti del ’48 sospendendo le Costituzioni concesse, nel regno di Sardegna Vittorio Emanuele II mantenne la Costituzione per ottenere l’appoggio della borghesia. Diventò presedente del Consiglio Massimo d’Azeglio che firmò la pace con l’Austria e attuò delle importanti riforme come l’eliminazione dei privilegi medievali. Nel suo ministero entrò a far parte Camillo Benso Conte di Cavour che, pur appartenendo al centro-destra, strinse un patto di alleanza con il centro-sinistra riuscendo a creare un forte partito di centro con il fenomeno del Trasformismo.
Quando d’Azeglio si dimise Cavour divenne il nuovo presedente del consiglio sabaudo.
Cavour e le riforme economiche
A livello economico Cavour diede vita a importanti iniziative ispirato al liberalismo dello stato costituzionale inglese. Egli concepì lo stato come fattore essenziale di progresso il cui compito era quello di favorire lo sviluppo del paese.
Valorizzò e modernizzò l’agricoltura
favorì la costruzione e lo sviluppo delle fabbriche
incrementò il commercio abbassando le tariffe doganali
rinnovò il sistema fiscale basandolo sulle imposte dirette destinate a tassare la grande proprietà e gli alti redditi
istituì una Banca nazionale
ampliò la rete ferroviaria
snellì la burocrazia
riordinò l’esercito e la marina.
Tensioni tra Stato e Chiesa
Sul piano dei rapporti tra Stato e Chiesa fece emergere un clima di tensione e di diffuso anticlericalismo avviando un programma di laicizzazione dello stato, formulando la teoria della “libera Chiesa in libero Stato” ponendo le competenze della Chiesa su un piano puramente religioso.
Politica estera e alleanze
Per quanto riguarda la politica estera riuscì a far uscire il Piemonte dall’isolamento internazionale partecipando alla guerra di Crimea in aiuto dei francesi e degli inglesi a sostegno dell’impero ottomano contro quello russo, assicurando loro la vittoria e al Piemonte la partecipazione al congresso di Parigi dove Cavour ponendo la “questione italiana” sul piano internazionale. Inoltre, Cavour firmò un trattato di alleanza con Napoleone III a Plombières con il quale si stabiliva che la Francia sarebbe intervenuta al fianco dell’Italia in caso di aggressione da parte dell’Austria in cambio del ducato di Savoia e di Nizza. In caso di vittoria in Italia si sarebbero creati quattro stati sotto il controllo del Piemonte: l’Italia settentrionale, quella centrale, lo Stato pontificio e Il regno delle Due Sicilie. Era evidente che tale trattato non mirava all’unificazione dell’Italia, bensì all’eliminazione del dominio austriaco sulla penisola. A questo Cavour mirò a indurre l’Austria a dichiarare guerra affidando a Garibaldi il compito di provocare gli Austriaci mobilitando l’esercito il confine per esercitazioni militari. La guerra iniziò nel 1859, dopo il rifiuto dell’ultimatum dell’Austria da parte di Cavour, e si concluse con la conquista di Milano e della Lombardia. A questo punto, però, Napoleone III temendo un attacco dalla Prussia, firmò a Villafranca un armistizio con l’Austria causando l’indignazione di Cavour che si dimise. Fu poi, tuttavia, richiamato al governo per risolvere la questione di Nizza e Savoia. Napoleone III infatti pur non avendo tenuto fede agli accordi di Plombières pretendeva la cessione ti tali territori da parte di Cavour, il quale li cedette in cambio del passaggio di Emilia, Toscana, Liguria e Lombardia al regno sabaudo. Con il plebiscito fu dichiarata l’annessione.
Garibaldi e la spedizione dei Mille
La Sicilia, nonostante avesse dovuto piegarsi al dominio dei Borboni, non rinunciò alla sua indipendenza tanto che chiese aiuto a Garibaldi il quale, dopo alcune rivolte avvenute nell’isola represse nel sangue, si mostrò titubante accettando di soccorrere la Sicilia nel caso in cui vi fosse già scoppiata una rivolta che testimoniasse la volontà popolare. I rivoluzionari siciliani insorsero a Palermo e una parte di loro fu costretta a rifugiarsi sui monti dopo che la rivolta fu repressa nel sangue. Garibaldi, quindi radunò poco più di Mille volontari a Genova nel 1860 (da qui spedizione dei Mille), si impadronì di due navi, fece sbarcare una piccola parte di questo esercito in Toscana per far credere che l’impresa fosse diretta a Roma, sbarcò in Sicilia e la conquistò favorendo la nascita di un governo provvisorio. Da lì Garibaldi si spinse fino a Napoli puntando verso Roma. Cavour, preoccupato della reazione che i Francesi avrebbero potuto avere se lo Stato Pontificio fosse stato occupato, chiese loro l’autorizzazione ad intervenire per fermare formalmente la rivoluzione garibaldina e mazziniana. Così Vittorio Emanuele II si incontrò con Garibaldi dal quale ricevette i territori conquistati.
Unificazione e titolo di re
Con il plebiscito e la fuga dei Francesco II finì il dominio borbonico in Italia meridionale. Il re sciolse quindi il vecchio parlamento invitando tutte le province ad eleggere i propri rappresentanti, e gli venne dato il titolo di “re d’Italia per grazia di Dio e per volontà della Nazione” dopo un lungo dibattito tra conservatori che volevano attribuirgli il primo titolo e i democratici il secondo. Venne redatta una Costituzione, ma Cavour morì improvvisamente. Rimangono ancora fuori dall’”Italia” il Veneto e lo Stato pontificio.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la reazione dei regnanti dopo i moti del '48?
- Quali riforme economiche ha attuato Cavour durante il suo ministero?
- Come si è evoluto il rapporto tra Stato e Chiesa sotto Cavour?
- Qual è stata la strategia di Cavour nella politica estera?
- Qual è stato il ruolo di Garibaldi nella conquista della Sicilia e nell'unificazione italiana?
I regnanti delle Due Sicilie, della Toscana e dello Stato Pontificio sospesero le Costituzioni concesse, mentre Vittorio Emanuele II del regno di Sardegna mantenne la Costituzione per ottenere il supporto della borghesia.
Cavour ha implementato riforme significative come la modernizzazione dell'agricoltura, la costruzione di fabbriche, l'abbassamento delle tariffe doganali, la riforma fiscale e l'istituzione di una Banca nazionale, mirando a favorire lo sviluppo del paese.
Cavour ha avviato un programma di laicizzazione dello Stato, promuovendo la teoria della “libera Chiesa in libero Stato” e ponendo le competenze ecclesiastiche su un piano puramente religioso, generando tensioni e anticlericalismo.
Cavour ha cercato di rompere l'isolamento del Piemonte partecipando alla guerra di Crimea e firmando un trattato di alleanza con Napoleone III, mirato a eliminare il dominio austriaco in Italia piuttosto che a unificare il paese.
Garibaldi, con la sua "spedizione dei Mille", ha conquistato la Sicilia e ha favorito la nascita di un governo provvisorio, spingendosi poi verso Napoli, mentre Cavour ha dovuto gestire le conseguenze politiche della sua azione per evitare conflitti con la Francia.