Concetti Chiave
- La natura presenta una gerarchia intrinseca degli esseri, differente dalla complessità delle civiltà, che si sviluppano attraverso cambiamenti nella coscienza.
- Il Bello naturale è caratterizzato da una ripetizione continua, mentre la storia è segnata dal progresso e dalla memoria, che impedisce la ripetizione.
- L'ordine della natura è descritto come precario e conflittuale, sfidando l'idea comune di un ordine perfetto controllato dall'uomo.
- Le civiltà non possono essere valutate in termini di complessità come nella natura, poiché il loro sviluppo è influenzato da fattori storici e culturali.
- Contrariamente alle scienze e alla tecnica, arte e religione non sempre tramandano princìpi universali, rendendo la loro comprensione più complessa e situata nel tempo.
Qual è la gerarchia della natura?
La natura è altro dallo Spirito, dalla coscienza: non è una formazione spirituale, ma è altro. Nella natura c’è una gerarchia dell’essere che non è mediata dalla coscienza, alcuni fenomeni sono più complessi di altri (come l’elefante rispetto al verme), mentre ciò non vale per le civiltà: non possiamo affermare che i Greci sono soltanto più complessi dei Cinesi, in quanto alla civiltà greca si è arrivati attraverso un ribaltamento della coscienza, cioè del modo di pensare degli orientali; questo nuovo modo è poi entrato in crisi, quando è subentrata la civiltà cristiana.
Il progresso della civiltà
Nella natura c’è pura ripetizione, infatti il Bello naturale ha il vantaggio di essere inesauribile alla fruizione, perché ritorna continuamente, mentre nella storia ciò non è possibile, non c’è ripetizione ma progresso: purtroppo o per fortuna «non possiamo ripeterci», dal momento che possediamo una memoria; il dimenticare può esserci d’aiuto, ma non sempre ci riusciamo (siamo un tessuto di memoria).
L'ordine precario della natura
La natura non è il perfetto ordine che la gente pensa, ma è un ordine estremamente precario, che neanche l’uomo riesce a controllare nel suo corpo; essa è una perenne conflittualità, non mediata dalla coscienza. Altro vantaggio del Bello naturale è quello di essere necessario ed universale, che vale per tutti gli uomini di tutti i tempi, i quali hanno condiviso sempre ed ogni dove gli stessi bisogni: cioè, esso non ha bisogno di essere storicamente collocato; spesso diamo per scontato che ci sia la storia, mentre secondo Hegel quest’idea indica una posizione, una prospettiva molto ottimistica: se fosse davvero così, una civiltà avente alle spalle venti secoli di storia recupererebbe sempre tutta l’umanità a sé precedente; questo non è ovvio, non vale allo stesso modo delle scienze e della tecnica, in cui ogni teorema è atemporale ed universale: diversamente accade per l’arte e la religione, i cui princìpi non sono stati sempre tramandati, così da essere comprensibili intuitivamente.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra la gerarchia della natura e quella delle civiltà?
- In che modo il progresso della civiltà si differenzia dalla ripetizione in natura?
- Qual è la vera natura dell'ordine in natura secondo il testo?
La gerarchia della natura è basata su una complessità intrinseca degli esseri, mentre le civiltà non possono essere valutate in termini di complessità, poiché il loro sviluppo è influenzato da cambiamenti nella coscienza e nel pensiero, come evidenziato nel confronto tra la civiltà greca e quella cinese.
A differenza della natura, che presenta una ripetizione continua e inesauribile del Bello, la storia umana è caratterizzata da un progresso unico e non ripetibile, poiché la memoria e l'esperienza accumulata influenzano il nostro sviluppo.
L'ordine della natura è descritto come estremamente precario e conflittuale, non controllabile dall'uomo, contrariamente all'idea comune di un ordine perfetto; questo mette in evidenza la complessità e l'incertezza intrinseche della realtà naturale.