Concetti Chiave
- Il sonetto utilizza la metafora della scala nei palazzi romani per rappresentare il lungo processo di corruzione necessaria per ottenere favori.
- La corruzione è vista come una pratica consolidata, quasi inevitabile, radicata nella società e attuale nel tempo.
- Le bustarelle, chiamate “strozzi”, devono essere gestite con cautela, evitando di coinvolgere direttamente i soggetti principali.
- Il potere si mantiene distante e protetto, facendo in modo che i capi possano sempre negare il loro coinvolgimento in atti corruttivi.
- Le parole chiave del sonetto evidenziano temi come clero, corruzione, potere, società e tangenti, essenziali per la critica sociale del testo.
Intrighi e Corruzione
Caro lei, va a ttentà li capoccioni,
e ffiotta poi si jj’arïessce male?!
cqua ppe sti ggiri sce sò le su’ scale
come da le suffitte a li portoni.
Offerenno zecchini e ddobboloni
addrittura ar zoggetto prencipale
che ttiè in mano la penna ar cardinale,
c’è dd’abbuscasse un carcio a li cojjoni.
Er zegretàr-de-stato ha er zu’ mezzano:
questo ha er zuo: l’antro un antro; e la strozzata
s’ha da spiggne a l’inzú dde mano in mano.
Er piú ggrosso, se sa, nnaturarmente
se vò ssempre tené a la riparata
de poté ddí cche nnun ha avuto ggnente
26 aprile 1834
Caro lei, lei cerca di corrompere le personalità più potenti,
e poi si lamenta se [l’affare] le va male?!
qua, per questi intrighi ci sono le scale opportune
come ci sono [per scendere] dalle soffitte verso i portoni.
Offrendo zecchini e dobloni
addirittura al funzionario più importante
che gestisce la penna del Cardinale,
c’è il rischio di prendersi un violento rifiuto
Il segretario di Stato ha il suo mediatore:
questo ha il suo mediatore; l’altro ne ha un altro; e la bustarella
deve essere spinta verso l’alto di mano in mano.
E quello più importante, si sa, per natura
si vuole sempre tenere al coperto
In modo da poter dire che non ha ricevuto denaro.
La Scala della Corruzione
Il sonetto è tutto incentrato su di una metafora, già annunciata dal titolo: La scala de li strozzi, cioè la scala, che nei palazzi romani sale con giri interminabili dal piano terra ai piani più alti, rappresenta la lunga trafila per ottenere, pagando, ciò di cui abbiamo bisogno e li strozzi sono le bustarelle necessarie per la corruzione. E’ una satira rassegnata della corruzione dilagante e consolidata, quasi una necessità, ben sedimentata nel tempo e per questo molto attuale. Il Belli segnala come ci sia una lunga trafila da fare e a colui che viene definito come soggetto principale è assolutamente proibito trattare l’importo della bustarella. Questa corruzione parte dal basso per arrivare, da intermediario in intermediario, fino al capo. Quest’ultimo, però, si tiene ben in guardia, facendo in modo di non comparire mai per poter dire sempre che non era al corrente di nulla. Le parole chiave presenti nel sonetto possono essere le seguenti: clero, corruzione, potere, società, tangenti.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della "scala della corruzione" nel sonetto?
- Come viene descritta la figura del soggetto principale nella corruzione?
- Qual è l'atteggiamento del poeta nei confronti della corruzione?
La "scala della corruzione" rappresenta il lungo percorso necessario per ottenere favori attraverso bustarelle, evidenziando la complessità e la sistematicità della corruzione nei palazzi romani, come descritto nel testo.
Il soggetto principale, che gestisce la penna del Cardinale, è avvolto da un velo di segretezza e non deve mai trattare l'importo della bustarella, per poter sempre affermare di non essere al corrente di nulla, come sottolineato nel sonetto.
Il poeta esprime una satira rassegnata sulla corruzione, considerandola una necessità consolidata nel tempo e attuale, evidenziando come essa sia ben sedimentata nella società e nel potere.