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Concetti Chiave

  • Il potenziamento delle comunicazioni telematiche ha portato a un mutamento profondo nelle società occidentali, definito da Daniel Bell come società post-industriale.
  • La delocalizzazione delle aziende ha ridotto il numero di lavoratori industriali, aumentando invece gli addetti ai servizi, inclusi professionisti e apparati statali.
  • Esiste una forte disputa sui benefici della globalizzazione, con movimenti giovanili che evidenziano le ineguaglianze generate da questo fenomeno.
  • I sostenitori della globalizzazione sottolineano i miglioramenti economici nelle aree del Terzo Mondo, come la riduzione della povertà in Asia orientale e la crescita del PIL pro capite.
  • Tra il 1981 e il 2002, la percentuale di persone che vivono con meno di €1,36 al giorno è scesa drasticamente in Asia orientale, dimostrando l'impatto positivo della globalizzazione.

Quali sono i mutamenti nella società occidentale?

Il potenziamento delle vie e dei mezzi di comunicazione telematica a livello globale e le dinamiche correlate sollecitano un interiore mutamento, evidente soprattutto nelle società occidentali. Il sociologo Daniel Bell l'ha definito l'avvento della società post-industriale. Poiché le grandi aziende occidentali delocalizzano i loro impianti, in Occidente diminuisce il numero di lavoratori industriali (cioè degli operai) mentre aumenta il numero degli addetti ai servizi: i servizi sono, in primo luogo, quelli necessari alle grandi imprese: servizi di direzione, di assistenza legale di amministrazione, svolti dagli impiegati delle varie imprese ma poi sono anche quelli offerti dai professionisti (avvocati, notai, medici, ingegneri, geometri), come dagli apparati statali che l'ondata neoliberista non ha comunque del tutto smantellato (servizi sanitari, educativi e burocratici). L'effetto complessivo è che il processo di trasformazione della distribuzione della forza lavoro, già in parte visibile nei primi anni Sessanta, si è del tutto compiuto nei decenni successivi, con un netto incremento dei lavoratori nel settore terziario e una diminuzione degli operai e dei contadini.

Disputa sulla globalizzazione

Sia dal punto di vista teorico, sia dal punto di vista politico c'è una accesa disputa sui benefici della globalizzazione. Contro i processi globalizzanti si sono creati reticoli associativi, prevalentemente giovanili, dispersi in tutto il mondo ma presenti prevalentemente nell'Europa occidentale e negli USA, che sottolineano le radicali ineguaglianza geoeconomiche prodotte dalla globalizzazione. I favorevoli sottolineano invece che gli effetti benefici che le aree del Terzo Mondo hanno potuto trarre dalla loro integrazione entro il reticolo produttivo globalizzante, coloro, in particolare, richiamano l'attenzione sui tassi di spettacolare diminuzione del numero di popolazione che vive in condizioni di povertà vantati dall'Asia orientale, dove tra il 1981 e il 2002 le persone che guadagnano meno di €1,36 al giorno sono passate dall'84,8% sul totale della forza lavoro attiva al 40,7%. Al tempo stesso tra il 1980 e il 2005 il Pil pro capite cioè il prodotto interno lordo diviso per il numero degli abitanti è cresciuto del 93% nel Giappone, Cina, Corea del Nord, Hong Kong e Taiwan, del 128% nell'Asia sud-orientale (Indonesia, Malesia, Thailandia, Filippine e Vietnam), del 137% nell'Asia meridionale (India, Pakistan e Bangladesh). Segno che l'inserimento di queste macroaree nei circuiti della globalizzazione ha avuto conseguenze, in definitiva, marcatamente positive.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali cambiamenti nella forza lavoro delle società occidentali?
  2. Nelle società occidentali si è assistito a un significativo spostamento dalla forza lavoro industriale verso il settore terziario, con un aumento degli addetti ai servizi e una diminuzione degli operai e dei contadini, come evidenziato dal sociologo Daniel Bell.

  3. Quali sono le opinioni contrastanti sulla globalizzazione?
  4. La globalizzazione è oggetto di accesa disputa: i critici evidenziano le ineguaglianze geoeconomiche, mentre i sostenitori sottolineano i benefici per le aree del Terzo Mondo, come la riduzione della povertà in Asia orientale e la crescita del PIL in diverse macroaree.

  5. Quali risultati economici ha portato la globalizzazione in Asia?
  6. La globalizzazione ha avuto effetti positivi in Asia, con una drastica diminuzione della popolazione in condizioni di povertà e una crescita significativa del PIL pro capite tra il 1980 e il 2005, come dimostrano i dati sui vari paesi asiatici.

Domande e risposte

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