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Concetti Chiave

  • Bed, realizzata negli anni '50, ha vinto il premio per la pittura alla Biennale di Venezia del 1964, segnando il successo del New Dada in Italia.
  • L'opera rappresenta un manifesto della poetica new dada, elevando oggetti comuni a creazioni artistiche e invitando a riflettere sulla distinzione tra realtà e finzione.
  • I primi Combine paintings di Rauschenberg combinano elementi quotidiani e di vario genere, creando opere che sfidano le tradizionali definizioni di pittura e scultura.
  • La riflessione estetica sugli oggetti quotidiani nei Combine paintings è influenzata dal ready-made di Duchamp, spingendo a interrogarsi sull'essenza dell'arte stessa.
  • Rauschenberg intendeva destabilizzare le percezioni tradizionali dell'arte, rispondendo alla concezione dell'Action Painting attraverso l'uso di tecniche innovative come il dripping.

Il successo di Bed

Realizzato alla metà degli anni cinquanta, Bed ("Letto”) vinse il premio per la pittura alla Biennale di Venezia del 1964, consacrando il successo del New Dada anche in Italia. Oltre che uno dei primi e più noti Combine paintings, fu anche una delle prime opere di Rauschenberg a essere venduta, in una mostra del 1958 organizzata nella galleria newyorkese di Leo Castelli. Se Peggy Guggenheim, infatti, era stata la promotrice dell’Espressionismo Astratto, spetta a Castelli, triestino d’origine e newyorkese d’adozione, il merito di aver valorizzato le ricerche new dada e pop.

La poetica del new dada

Bed è un manifesto della poetica new dada perché mostra per la prima volta, in modo plateale e provocatorio, l’elevazione dell’oggetto comune, nella sua semplice materialità, al rango di creazione artistica. L’opera - che mantiene il carattere di quadro perché è tradizionalmente appesa al muro - è in realtà un «prelievo» (secondo la definizione coniata da Rauschenberg) dalla vita di ogni giorno. Il letto, cioè, non è soltanto un’immagine, ma un letto a tutti gli effetti, con cuscino, lenzuola e una trapunta realizzata a patchwork. Ed è addirittura sfatto, come se fosse stato appena usato, consunto, macchiato a tal punto da accrescere nello spettatore l’impressione di autenticità e, dunque, lo straniamento di fronte alla sua pretesa di essere un’opera d'arte a tutti gli effetti. L’intenzione dell'autore era quella di far meditare il pubblico sulla sottile soglia che separa la rappresentazione dal suo soggetto, la verità dalla finzione.

I primi Combine paintings

Nei primi Combine paintings l’artista procedeva applicando su grandi tele pezzi di giornale e di tessuto e intervenendo poi con energiche pennellate di colore. Già dalla fine del 1955, Rauschenberg cominciò ad assemblare al supporto elementi sempre più ingombranti e di genere diverso, dando vita a composizioni che non possono essere definite in senso proprio né pittoriche né scultoree. Si trattava di oggetti di uso più o meno quotidiano, o di frammenti raccolti ovunque - scatole di cartone, pezzi di legno, materassi, lamiere, vetri, specchi, barattoli, fili elettrici, parti di elettrodomestici, animali imbalsamati -, combinati fra loro e poi modificati dall’intervento del colore, usato come legante. Proprio come in Bed, dove le tracce di pittura colata aggiungono alle lenzuola sgualcite qualcosa di vissuto e, a tratti, di drammatico.

Riflessione sull'oggetto quotidiano

I Combine paintings rappresentano una riflessione inedita sul valore estetico dell’oggetto quotidiano, derivata dalla lezione del ready-made di Duchamp: proprio lo studio dell’opera del maestro francese spinse Rauschenberg a orientare la sua ricerca sulla dimensione concettuale dell’arte. In questo senso, i Combine paintings, attraverso l’equivoco sulla loro natura (di oggetto, ma anche di rappresentazione dell’oggetto) e grazie al loro sviluppo tridimensionale, destabilizzano gli usuali schemi percettivi dell’osservatore, portandolo a interrogarsi sull’essenza dell’opera d’arte e sul suo rapporto con la realtà. Secondo Rauschenberg, infatti, «la pittura stessa è un oggetto, e anche la tela»; ma non solo, nella sua opinione «non c'è ragione di non considerare il mondo una gigantesca pittura. Un paio di zoccoli non sono meno adatti per fare un quadro che legno, trementina e colori a olio. Una tela non è mai al completo». L’operazione dell’artista, infine, intendeva essere anche una risposta alla concezione dell’arte come trascrizione delle pulsioni profonde perseguita dall’Action Painting, cui tuttavia Rauschenberg rese un omaggio velato nelle sgocciolature di colori accesi inserite nella parte superiore del letto, che ricordano la tecnica del dripping.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza dell'opera "Bed" di Rauschenberg nel contesto del New Dada?
  2. "Bed" è considerata un manifesto della poetica new dada, poiché eleva l'oggetto comune a creazione artistica, sfidando le convenzioni tradizionali e invitando il pubblico a riflettere sulla sottile separazione tra rappresentazione e soggetto (testo).

  3. Come ha contribuito Leo Castelli al successo di Rauschenberg e del New Dada?
  4. Leo Castelli ha valorizzato le ricerche new dada e pop, organizzando mostre significative, tra cui quella del 1958 in cui "Bed" fu venduta, contribuendo così al riconoscimento dell'artista (testo).

  5. In che modo i Combine paintings di Rauschenberg sfidano le percezioni tradizionali dell'arte?
  6. I Combine paintings, attraverso l'uso di oggetti quotidiani e la loro combinazione con la pittura, destabilizzano le usuali schemi percettivi, invitando l'osservatore a interrogarsi sull'essenza dell'opera d'arte e sul suo rapporto con la realtà (testo).

  7. Qual è il significato del "prelievo" nella poetica di Rauschenberg?
  8. Il "prelievo" rappresenta l'idea di prendere elementi dalla vita quotidiana e trasformarli in arte, come dimostrato in "Bed", dove il letto stesso diventa parte dell'opera, sfidando le nozioni tradizionali di arte (testo).

  9. In che modo Rauschenberg si collega alla tradizione del ready-made di Duchamp?
  10. Rauschenberg, ispirato dal ready-made di Duchamp, esplora il valore estetico dell'oggetto quotidiano, creando opere che confondono la distinzione tra oggetto e rappresentazione, ampliando così il concetto di arte (testo).

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