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Concetti Chiave

  • Becker definisce i mondi dell'arte come diverse sfere culturali, distinguendo tra artisti naif, folk, ribelli e professionisti integrati.
  • La produzione artistica è considerata da Becker un processo cooperativo, in cui gli artisti dipendono da un capitale sociale e da interazioni con altri attori sociali.
  • Diana Crane identifica tre mondi culturali: reti di produzione, piccole imprese profit e organizzazioni no profit dedicate alla conservazione delle tradizioni artistiche.
  • Le piccole imprese si concentrano su opere apprezzate da un pubblico specifico, mentre le organizzazioni no profit si dedicano alla preservazione delle tradizioni culturali.
  • La cultura urbana, secondo Crane, è vista come un segnale di status per le classi medio-alte, trascurando le culture delle classi medio-basse che rinforzano il loro status.

Becker e i mondi dell'arte?

Becker, esponente di spicco dela nuova scuola di Chicago chiama le culture urbane mondi dell’arte. Egli distingue tra diversi mondi artistici e opera una distinzione tra i diversi tipi di artisti: naif gli artisti folk i ribelli e i professionisti integrati. Tale distinzione mostra come l’arte possa avere al tempo stesso un carattere integrato nel sociale con i professionisti oppure dare vita a momenti di critica e contrapposizione con i ribelli.

Il processo cooperativo nell'arte

Becker sottolinea come la produzione di opere d’arte sia il frutto di un processo cooperativo che implica l’utilizzo di quella risorsa che Bordieu chiama capitale sociale. Secondo Becker gli artisti non sono geni che lavorano in isolamento ma dipendono da molti altri individui che li assistono nella produzione e distribuzione dei loro lavori presso il pubblico. Backer quindi considera l’arte come un processo collettivo. L’insieme delle interazioni tra questi diversi attori sociali contribuisce a definire l’ambito artistico differenziandolo da altre forme di produzione.

Diana Crane e i mondi culturali

Diana Crane partendo dalle teorie di Becker e citando Gilmore distingue tre mondi culturali:
1) le reti(network) che forniscono le risorse per produrre, distribuire e mostrare i lavori degli artisti. Tali network attirano i giovani con idee culturali innovative e allo stesso tempo tendono a creare continui feedback tra gli stessi creatori e tra i creatori e il loro pubblico. La nascita di nuovi stili culturali e sempre accompagnata dalla nascita di nuovi network sociali.

A proposito si pensi alla produzione e distribuzione della musica in Italia attraverso circuiti alternativi ad esempio l’intensa produzione della cosiddetta canzone neomelodica.

Piccole imprese e organizzazioni no profit

2) Le piccole imprese di tipo profit hanno come obiettivo quello di produrre opere gradite ad un determinato pubblico, una sorta di artista – artigiano che predilige lavori belli ed armoniosi piuttosto che singolari e di rottura.

3) Organizzazioni no profit che hanno come obiettivo la conservazione delle tradizioni etniche ed artistiche, come ad esempio le attività culturali svolte dai più prestigiosi enti teatrali.

Cultura urbana e classi sociali

Secondo Crane, se la cultura è fonte di potere e di un segnale di status la cultura urbana è vista come prerogativa della classe media e superiore. Vi è una tendenza diffusa ad ignorare il fatto che le classi medio – bassa abbiano una propria cultura che rinforzi il loro status. Le culture urbane hanno quindi una funzione diversa a seconda della classe.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la distinzione principale che Becker fa tra i diversi tipi di artisti?
  2. Becker distingue tra artisti naif, folk, ribelli e professionisti integrati, evidenziando come l'arte possa essere sia integrata nel sociale che critica nei confronti di esso.

  3. Come descrive Becker il processo di produzione artistica?
  4. Becker considera la produzione di opere d'arte come un processo cooperativo, dove gli artisti dipendono da altri individui per la produzione e distribuzione, sottolineando l'importanza del capitale sociale.

  5. Quali sono i tre mondi culturali identificati da Diana Crane?
  6. Diana Crane identifica tre mondi culturali: le reti che forniscono risorse per gli artisti, le piccole imprese profit che producono opere per un pubblico specifico e le organizzazioni no profit che preservano tradizioni artistiche.

  7. In che modo la cultura urbana è percepita in relazione alle classi sociali secondo Crane?
  8. Crane osserva che la cultura urbana è spesso vista come prerogativa della classe media e superiore, trascurando la cultura delle classi medio-basse, che ha un ruolo importante nel rinforzare il loro status.

Domande e risposte

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