Concetti Chiave
- La "poetica della luce" di Beato Angelico si origina dalle tavole dell’Annunciazione del Prado, dove la luce divina rappresenta l'espressione visibile del trascendente.
- La luce simbolica medievale evolve in luce naturale, conferendo volume alle superfici in base alla loro posizione rispetto alla fonte luminosa.
- La resa luminosa nei quadri dell’Angelico segue la dottrina di San Tommaso, evidenziando la brillantezza dei colori in relazione alla sacralità degli oggetti.
- Nei dipinti dell'Angelico, la luce è diafana e unificante, esaltando i colori e creando una geometria nitida e armoniosa nello spazio.
- Questa luce genera un'atmosfera pacata, incoraggiando la contemplazione del mondo naturale come manifestazione del trascendente.
Qual è la poetica della luce?
Si fa risalire alla tavole dell’Annunciazione del Prado l’avvio della “poetica della luce” che Beato Angelico approfondirà negli anni successivi. La luce che accompagna l’annuncio dell’angelo è divina e si manifesta sotto forma di raggio dorato emanato da Dio; tuttavia essa modella ogni cosa, divenendo espressione visibile del trascendente.
Luce simbolica e naturale
La luce simbolica dell’estetica medievale si trasforma in luce naturale, che dà volume alle superfici in base alla loro posizione rispetto alla fonte.
La resa del fenomeno luminoso però è coerente alla dottrina di San Tommaso, che vedeva in esso un’emanazione divina e il tramite principale per la rivelazione della bellezza del creato. La sua intensità è rivelata dalla maggiore o minore brillantezza dei colori, che, dunque, esprimono il grado di sacralità e di partecipazione spirituale degli oggetti rappresentati.
Luce nei quadri dell'Angelico
La luce dei quadri dell’Angelico è diafana, esalta i colori e scandisce la nitida geometria dello spazio attraverso sottili passaggi chiaroscurali.
E’ una luce unificante, che immerge le cose del mondo in un’atmosfera pacata. Il realismo con cui Masaccio interpreta la storia sacra si trasforma in pira contemplazione in meditazione sul mondo naturale inteso come espressione del trascendente.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine della "poetica della luce" nel lavoro di Beato Angelico?
- Come si differenzia la luce simbolica da quella naturale nell'estetica medievale?
- Qual è la caratteristica distintiva della luce nei quadri di Beato Angelico?
La "poetica della luce" si fa risalire alle tavole dell’Annunciazione del Prado, dove la luce divina si manifesta come un raggio dorato emanato da Dio, modellando ogni cosa e diventando espressione visibile del trascendente.
La luce simbolica dell'estetica medievale si trasforma in luce naturale, che conferisce volume alle superfici in base alla loro posizione rispetto alla fonte, seguendo la dottrina di San Tommaso che la considera un’emanazione divina.
La luce nei quadri dell’Angelico è diafana e unificante, esaltando i colori e scandendo la geometria dello spazio, creando un'atmosfera pacata che invita alla contemplazione del mondo naturale come espressione del trascendente.