Concetti Chiave
- La battaglia di Legnano del 1176 rappresenta il fallimento di Federico Barbarossa nel tentativo di sottomettere le città italiane.
- La Lega Lombarda, formata da diverse città italiane, si costituì nel 1167 per ottenere la libertà dall'imperatore dopo la distruzione di Milano.
- L'esercito della Lega, composto principalmente da Milanesi, includeva la Compagnia della Morte, un'unità di cavalieri impegnati a combattere fino alla morte.
- Durante la battaglia, l'intervento decisivo dei cavalieri della Lega portò alla sconfitta dell'esercito imperiale e alla cattura del suo accampamento.
- La pace di Costanza del 1183 sancì l'autonomia dei Comuni italiani, con un giuramento di fedeltà a Federico che divenne una formalità nel tempo.
La battaglia di Legnano
La battaglia di Legnano (1176) si inserisce nella lotta fra Comuni italiani e l’Imperatore e segna il fallimento del sogno di Federico Barbarossa di sottomettere le città italiane.
La Lega Lombarda
Dopo la distruzione di Milano, a seguito di un assedio imperiale posto nel 1160, i Milanesi dovettero abbandonare la città due anni dopo, ma non si persero d’animo e riuscirono a formare un’alleanza, la Lega Lombarda, con l’intento di ottenere la libertà dall’imperatore. L’alleanza, sigillata dal giuramento di Pontida nel 1167, comprendeva le seguenti città: Milano, Lodi, Bergamo, Brescia, Vercelli, Alessandria, Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Venezia, Cremona, Mantova, Piacenza, Parma, Modena, Bologna e Ferrara.
L'assedio di Alessandria
Nel 1176, l’imperatore Federico Barbarossa scese in Italia attraverso il valico del Moncenisio e pose l’assedio ad Alessandria, città fortificata della Lega. Il tentativo fu inutile per cui, dopo alcuni mesi, decise di spostare le truppe a Como. Con l’intento di portarsi successivamente a Pavia, per ricongiungersi all’esercito di quella città sua alleata. È a questo punto che si fa avanti l’esercito della Lega per sbarrargli in cammino. Lo scontro avviene il 29 maggio 1176, nei dintorni di Legnano, fra il Ticino e l’Olona.
L'esercito della Lega
L’esercito della Lega era formato in gran parte da Milanesi, divisi in sei schiere, una per ogni porta della città ed ogni schiera aveva il suo capitano ed il suo vessillo. A tali formazioni armate si aggiungeva la Compagnia della Morte, formata da 900 cavalieri, chiamata così perché i componenti avevano giurato di morire in battaglia piuttosto che salvarsi fuggendo. Essa era guidata da Alberto da Giussano. Altri 300 giovani, appartenenti alle più nobili famiglie della città, erano posti a difesa del Carroccio. Ai Milanesi si erano aggiunti soldati provenienti da Novara, Vercelli, Piacenza, Lodi, Brescia, Verona e Treviso.
Le fasi della battaglia
Le fasi della battaglia
All’inizio 700 cavalieri della Lega Lombarda esplorarono il terreno e si contrarono con 300 cavalieri dell’avanguardia tedesca. Successivamente, sopraggiunse il grosso dell’esercito imperiale, sotto la guida dello stesso Federico Barbarossa ed i Cavalieri della Lega dovettero ripiegare verso il loro accampamento. Quando i Lombardi si accorgono che lo scontro è imminente, si mettono in ginocchio ed invocano ad alta voce l’auto del patrono,Sant’Ambrogio. Poi decisi a vendicare la distruzione della città si gettano contro il nemico. L’ala sinistra della lega, schierata lungo il Ticino, non regge all’assalto dei Tedeschi e comincia a ritirarsi per disperdersi nella campagna. Questo torna a vantaggio della Lega stessa perché molti soldati imperiali si gettano all’inseguimento, allontanandosi, così, dal campo di battaglia. È così che l’ Imperatore rimane con pochi uomini di fronte al grosso dell’esercito lombardo. Ed in testa ai suoi, decide di scagliarsi contro il Carroccio, simbolo di Milano e dell’indipendenza.
La sconfitta di Barbarossa
Grazie all’intervento dei 900 cavalieri, comandati da Alberto da Giussano, chiamati dal suono della campana issata sul carroccio stesso, i Tedeschi sono incalzati da ogni parte e vengono dispersi o annientati. Il vessillo imperiale cade e lo stesso imperatore cade da cavallo. I fuggiaschi tedeschi vengono inseguiti per molti chilometri perfino dentro le acque del Ticino. L’intero accampamento nemico cade nelle mani della lega e le armi, le tende ed il tesoro imperiale vengono trasportarti a Milano. Federico Barbarossa riesce a salvarsi a stento, nascosto in mezzo ai cadaveri. Ricompare qualche giorno dopo a Pavia dove l’imperatrice, credendolo morto, vestiva già i colori del lutto.
La pace di Costanza
La pace di Costanza
Le trattative di pace furono lunghe e difficili e solo nel 1183 fu firmata la pace di Costanza, con cui veniva riconosciuta l’autonomia dei Comuni. In cambio Federico pretese un giuramento di fedeltà che nel tempo, si ridusse sempre più, ad una pura formalità
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della battaglia di Legnano nel contesto della lotta tra Comuni italiani e l'Imperatore?
- Quali città facevano parte della Lega Lombarda e qual era il suo obiettivo?
- Come si sviluppò l'assedio di Alessandria da parte di Federico Barbarossa?
- Quali erano le caratteristiche dell'esercito della Lega durante la battaglia?
- Quali furono le conseguenze della battaglia di Legnano per Federico Barbarossa e i Comuni italiani?
La battaglia di Legnano, avvenuta nel 1176, segna il fallimento del sogno di Federico Barbarossa di sottomettere le città italiane, rappresentando un momento cruciale nella lotta per l'autonomia dei Comuni.
La Lega Lombarda, formata nel 1167, comprendeva città come Milano, Lodi, Bergamo e molte altre, con l'intento di ottenere la libertà dall'imperatore dopo la distruzione di Milano.
Nel 1176, Federico Barbarossa assediò Alessandria, ma dopo mesi di tentativi infruttuosi, decise di spostare le sue truppe a Como, dove incontrò l'esercito della Lega.
L'esercito della Lega era composto principalmente da Milanesi, organizzati in sei schiere, e includeva la Compagnia della Morte, formata da 900 cavalieri disposti a combattere fino alla morte, guidati da Alberto da Giussano.
La sconfitta di Barbarossa portò alla cattura del suo accampamento e alla firma della pace di Costanza nel 1183, che riconobbe l'autonomia dei Comuni, sebbene con un giuramento di fedeltà che divenne sempre più formale nel tempo.