Concetti Chiave
- Gli avversari dei triumviri, tra cui Sesto Pompeo e Domizio Enobarbo, controllavano strategicamente il Mediterraneo con flotte e forze armate significative.
- La battaglia di Filippi, avvenuta nell'ottobre del 42 a.C., portò alla sconfitta delle forze repubblicane e alla morte dei loro leader.
- Ottaviano e Antonio, dopo un lungo viaggio, sbarcarono in Grecia per affrontare le legioni nemiche, culminando in una serie di scontri decisivi.
- Bruto, dopo aver attaccato le forze di Ottaviano, si suicidò, convinto di aver perso il contatto con Cassio e di essere in una situazione disperata.
- Ottaviano si mostrò spietato nei confronti dei vinti, rivelando un lato umano ben diverso da quello di Cesare nella gestione della vittoria.
Le forze dei triumviri
Dunque, gli avversari dei triumviri disponevano in Oriente di grandi contingenti armati, senza contare che Sesto Pompeo era saldamente al comando della flotta che controllava lo stretto di Messina e la Sicilia e che Domizio Enobarbo, alleatosi con Bruto e Cassio, presidiava con un’altra flotta l’Adriatico. Ottaviano riuscì a recuperare il controllo dell’Africa, ma non della Sicilia. Tuttavia con la sua flotta completò il periplo dell’isola, arrivando fino a Brindisi. Ciò permise alle sue legioni e a quelle di Antonio di imbarcarsi e di giungere nella primavera del 42 a.C: a Durazzo, mentre Lepido restava in Italia a curare gli interessi dei triumviri.
Qual è la battaglia di Filippi?
Dopo un lungo itinerario durato vari mesi, le legioni nemiche si avvistarono reciprocamente al confine fra la Macedonia e la Tracia, nella campagna della città di Filippi. In diversi giorni dell’ottobre del 42 a.C: si svolsero alcuni scontri che nel loro insieme costituiscono la famosa battaglia di Filippi, dalla quale le forze repubblicane uscirono distrutte e prive dei loro capi.
La fine di Bruto
In una prima fase Antonio aveva vinto Cassio, ma questi, supponendo fosse toccata analoga sorte a Bruto con lo scontro con Ottaviano, si fece uccidere da un liberto dopo essersi riparato su un colle. In realtà Bruto attaccate all’improvviso le forze di Ottaviano che giaceva ammalato, ne aveva occupato l’accampamento. Credendo però che Cassio avesse allo stesso modo sconfitto Antonio non andò a soccorrere il collega né fu raggiunto dalla notizia che le sue navi avevano disfatto una flotta Cesariana che trasportava dall’Italia un altro esercito. Il 23 ottobre Antonio attaccò Bruto prima che fosse informato e che decidesse di trincerarsi nel suo accampamento ben disposto e provvisto di viveri. Durante lo scontro l’ala destra di Bruto fece indietreggiare l’ala sinistra del nemico, ma l’alta sinistra fu spezzata al centro da Antonio e poi messa in fuga. Bruto si suicidò gettandosi sulla spada che impugnava con entrambe le mani. Ottaviano si mostrò crudele con i vinti, rivelando ancora una volta un volto umano ben diverso da quello di Cesare.
Domande da interrogazione
- Quali erano le forze in campo durante la battaglia di Filippi?
- Qual è l'esito della battaglia di Filippi?
- Come si concluse la vita di Bruto dopo la battaglia?
Gli avversari dei triumviri, tra cui Sesto Pompeo e Domizio Enobarbo, disponevano di grandi contingenti armati e flotte strategiche, mentre Ottaviano e Antonio, dopo aver recuperato il controllo dell'Africa, si unirono con le loro legioni per affrontare le forze repubblicane a Filippi nel 42 a.C.
La battaglia di Filippi, che si svolse nell'ottobre del 42 a.C., portò alla distruzione delle forze repubblicane e alla morte dei loro capi, segnando una vittoria decisiva per i triumviri.
Dopo aver attaccato le forze di Ottaviano, Bruto, credendo erroneamente che Cassio avesse vinto, non ricevette aiuto e, dopo una sconfitta, si suicidò gettandosi sulla sua spada, mentre Ottaviano mostrò una crudeltà nei confronti dei vinti.