Concetti Chiave
- I triumviri imposero punizioni severe per gli assassini di Cesare, portando alla morte di Cicerone per accuse infondate.
- Cesare fu onorato come un dio, e il mese di nascita «quintilius» fu rinominato «Julius», in suo onore.
- I triumviri si divisero il potere: Antonio governò la Gallia, Lepido la Spagna e Ottaviano Africa, Sicilia e Sardegna.
- La rottura tra Ottaviano e Antonio fu segnata dal ripudio di Ottavia da parte di Antonio, influenzando la politica romana.
- La battaglia di Azio si concluse con la sconfitta di Antonio e il suo suicidio, seguito dalla morte di Cleopatra, incapace di allearsi con Ottaviano.
I triumviri e la vendetta su Cesare
I triumviri imposero al senato di dichiarare nemici della patria gli uccisori di Cesare. Successivamente fecero decretare punizioni severissime per tutti i nemici di Cesare e loro (fra i colpiti fu Cicerone, accusato di avere fatto condannare a morte Catilina e i suoi senza processo: Cicerone venne ucciso sulla via di Formia, mentre tentava di fuggire).
Onori a Cesare e battaglia di Filippi
I triumviri fecero onorare Cesare come un dio; il mese «quintilius», in cui egli era nato, in suo onore venne chiamato «Julius» (dal quale è derivato il nostro «luglio»). Successivamente, nella pianura di Filippi in Macedonia, Antonio ed Ottaviano batterono Bruto e Cassio che stavano organizzando un esercito. Bruto e Cassio si uccisero per non cadere prigionieri.
Divisione del potere tra i triumviri
I triumviri si spartirono il potere: Antonio ebbe il governo della Gallia, Lepido della Spagna, Ottaviano dell’Africa, della Sicilia e della Sardegna. L’Italia era governata a turno da ciascuno dei tre.
Antonio e Cleopatra: un amore pericoloso?
Ogni triumviro cercò di prepararsi un forte esercito, in previsione di futuri scontri. Antonio, dopo aver governato (e spogliato) la Spagna, si fece mandare in Oriente; a Tarso conobbe Cleopatra, la quale lo affascinò e lo convinse a seguirla in Egitto, cosa che Antonio fece, affidando il governo ai suoi luogotenenti.
La rottura tra Ottaviano e Antonio
Dopo un anno i triumviri rinnovarono il loro accordo: per renderlo più valido Ottaviano diede sua sorella Ottavia in moglie ad Antonio.
Ma di lì a poco Antonio tornò in Egitto, da Cleopatra, ripudiando la moglie; la rottura familiare preludeva alla rottura politica.
La battaglia di Azio e la fine di Antonio
Ottaviano fece proclamare Antonio traditore della patria e mosse contro di lui, con l’esercito e la flotta messigli a disposizione dal senato. La battaglia decisiva fra i due si ebbe presso il promontorio di Azio, nel mare Jonio, il 31 a.C.
Cleopatra e la fine del triumvirato
Mentre si combatteva tra Romani e Romani, Cleopatra fuggì con le navi egiziane, forse prevedendo la sconfitta, Antonio la segui, lasciando la battaglia. Ottaviano, dopo la vittoria, sbarcò in Egitto: Antonio si uccise, lasciandosi cadere sulla spada fitta in terra dalla parte dell’elsa. Cleopatra tentò di affascinare anche Ottaviano e di accordarsi con lui ma, non essendovi riuscita, si uccise, facendosi mordere da un serpente velenoso.
Nel 29 Ottaviano tornava a Roma, ove celebrò un «trionfo» di tre giorni e tre notti. Praticamente (essendosi ritirato Lepido dalla vita pubblica) il potere era tutto nelle sue mani.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della vendetta dei triumviri su Cesare?
- Come venne onorato Cesare dopo la sua morte?
- Quale fu la divisione del potere tra i triumviri?
- Quali eventi portarono alla fine di Antonio e Cleopatra?
I triumviri dichiararono nemici della patria gli uccisori di Cesare e imposero punizioni severe, tra cui l'uccisione di Cicerone, accusato di aver condannato a morte senza processo.
Cesare fu onorato come un dio, e il mese di nascita «quintilius» fu rinominato «Julius» in suo onore, come riportato nel testo.
Antonio governò la Gallia, Lepido la Spagna, e Ottaviano l’Africa, la Sicilia e la Sardegna, mentre l'Italia era governata a turno dai tre.
La rottura tra Antonio e Ottaviano culminò nella battaglia di Azio, dove Antonio fu sconfitto. Cleopatra, prevedendo la sconfitta, fuggì e, dopo la morte di Antonio, si suicidò.