Concetti Chiave
- Anna d'Austria, reggente durante l'infanzia di Luigi XIV, si alleò con il cardinale Mazzarino per gestire il regno e affrontare le sfide politiche.
- Mazzarino ereditò una situazione politica critica, con casse dello Stato vuote e rivolte in corso, cercando di rafforzare la monarchia tramite nuove tasse e prestiti forzati.
- La Fronda, un movimento di rivolta dei nobili, oppose Mazzarino e Anna d'Austria, portando a una guerra civile che durò quattro anni e coinvolse il popolo di Parigi.
- Il popolo, stanco delle violenze, cacciò il principe di Condé e chiese il ritorno di Luigi XIV a Parigi, segnando la sconfitta dei nobili e del Parlamento borghese.
- Dopo la morte di Mazzarino nel 1661, Luigi XIV assunse il controllo totale del governo, senza un primo ministro, consolidando il potere monarchico.
La reggenza di Anna d'Austria
Quando Richelieu morì nel 1642, il re, Luigi XIV aveva soltanto cinque anni e sua madre, la reggente, Anna d’Austria si affidò totalmente al cardinale Giulio Mazzarino, un politico italiano che Richelieu aveva designato come successore. Di origini abruzzesi, molto intelligente e abile diplomatico, aveva fatto i suoi studi nel prestigioso collegio romani dei Gesuiti. Nominato nunzio apostolico a Parigi, nel 1641 era stato nominato cardinale e inizia così una relazione con la regina Anna d’Austria. I due si completavano a vicenda: al carattere impetuoso e alla forte volontà della regina, Mazzarino opponeva i suoi grandi talenti di diplomatico.
Sfide politiche di Mazzarino
Al suo arrivo al potere, egli trovò una situazione politica pressoché disperata: rivolte in tutto il paese, casse dello Stato vuote, la guerra dei Trenta anni che continuava. Egli riprese la politica di Richelieu nel voler rafforzare il potere della monarchia, ma si trovò ad affrontare due gravi problemi:
1. le casse dello Stato: vuote che cercò di risolvere imponendo nuove tasse, cosa che suscitò molte opposizioni. Infatti, egli ricorse a dei prestiti forzati, a tasse di ogni genere e soprattutto alla vendita degli incarichi amministrativi che rendevano nobili chi li acquistava e che, pertanto erano molto desiderati, dai ricchi borghesi.
2. l’autonomia di alcune regioni come la Bretagna, la Provenza e la Borgogna che non accettavano di essere sottoposte all’autorità di Mazzarino.
La Fronda e la guerra civile
Nella sua opera, egli fu sostenuto dalla regina Anna d’Austria, vedova di Luigi XIII e madre dal nuovo re Luigi XIV. Gli si opponevano, invece, i nobili che si riunirono in un movimento di rivolta chiamato Fronda, in analogia con le fionde che i bambini utilizzano per lanciare delle pietre. (Oggi il termine “fronda” significa “atteggiamento critico”). Infatti, terminata la Guerra dei Trenta anni nel 1648, la nobiltà di toga insorse contro una misura che ledeva i loro interessi, osando così sfidare il potere reale. Il popolo di Parigi seguì i magistrati nella rivolta. Essi costrinsero Mazarino, la regina e il piccolo e futuro Luigi XIV a fuggire da Parigi insieme a coloro che lo appoggiavano. Fu l’inizio di una guerra civile. A questa Fronda, detta parlamentare, perché era condotta dai magistrati che avevano la propria residenza al Parlamento, in seguito si aggiunse quella dei grandi nobili che, approfittando dell’età minorile del re, tentarono disperatamente di frenare il potere ascendente della monarchia. Questa rivolta prese il nome di Fronda dei Principi. L’ambizioso cugino di Luigi XIV, il principe di Condé, cercò di eliminare i due stranieri che avevano in mano il potere (la regina Anna d’Austria era di origine spagnola e Mazzarino era di origine abruzzese) e cinse d’assedio Parigi. La Francia fu così immersa in quattro anni di lotte intestine.
Il ritorno di Luigi XIV
Il popolo di Parigi, esasperato dalle violenze, finì per cacciare Condé e il parlamento chiese con insistenza al re, ormai diventato maggiorenne, di rientrare a Parigi. Luigi XIV prima e Mazzarino dopo furono così accolti trionfalmente nella capitale. Fu così che il Parlamento borghese e i nobili ambiziosi subirono una sconfitta irreversibile.
Mazzarino morì nel 1661 e il re Luigi XIV decise di governare da solo, senza alcun primo ministro.
Domande da interrogazione
- Quale ruolo ha avuto Anna d'Austria durante la reggenza di Luigi XIV?
- Quali erano i principali problemi politici affrontati da Mazzarino?
- Cosa ha scatenato il movimento di rivolta noto come Fronda?
- Qual è stata la conseguenza della Fronda per Luigi XIV?
- Come è cambiato il governo di Luigi XIV dopo la morte di Mazzarino?
Anna d'Austria, madre di Luigi XIV, si è affidata completamente al cardinale Mazzarino, sostenendolo nella gestione del potere durante la sua reggenza, affrontando sfide politiche significative.
Mazzarino si trovò a fronteggiare casse dello Stato vuote e l'autonomia di alcune regioni, cercando di rafforzare il potere monarchico attraverso nuove tasse e prestiti forzati.
La Fronda è stata scatenata dalla nobiltà in risposta a misure che ledono i loro interessi, culminando in una rivolta popolare contro Mazzarino e la regina Anna d'Austria.
La Fronda ha portato a una guerra civile che ha costretto Mazzarino, Anna d'Austria e il giovane Luigi XIV a fuggire da Parigi, ma alla fine ha portato a un ritorno trionfale del re nella capitale.
Dopo la morte di Mazzarino nel 1661, Luigi XIV ha deciso di governare da solo, senza un primo ministro, consolidando ulteriormente il suo potere.