Concetti Chiave
- Gli avverbi si differenziano per origine e si classificano in tre gruppi in base alla desinenza.
- Gli avverbi in -mente derivano dagli aggettivi qualificativi femminili, con variazioni nella forma a seconda delle lettere finali.
- La costruzione degli avverbi di modo in -mente non si applica a tutti gli aggettivi, in particolare quelli di colore e alcuni altri.
- Gli avverbi latini in -mente erano originariamente complementi di modo, evolvendo nel tempo a formare avverbi moderni.
- La fusione tra aggettivo e nome nel latino ha dato origine alla formazione degli avverbi in -mente, riflettendo la concordanza di genere.
Origini e classificazione degli avverbi
Riguardo alla forma, gli avverbi sono molto diversi fra di loro perché hanno origini diversi. In base alla desinenza possiamo distinguere tre gruppi
• Quelli che finiscono in –mente: piacevolmente, lentamente, separatamente, attentamente
• Quelli che finiscono in –oni_ bocconi, ginocchioni
• Quelli che sono originali e che non derivano da nessuna parola: bene, male, sempre
• Gli aggettivi qualificativi usati come se si trattasse di avverbi: Avevo visto giusto – Mangiare sano, Parlare piano
• Alcune locuzioni avverbiali formate da due o più parole collegate fra di loro: in fretta e furia, senza dubbio, di tanto in tanto
Dettagli etimologici degli avverbi in -mente
I più interessanti dal punto di vista etimologico sono quelli che finiscono in –mente. Essi derivano dall’aggettivo qualificativo al femminile singolare:
attento – attenta – attentamente
• Se l’aggettivo termina con una –e, ovviamente si aggiunge direttamente il suffisso –mente
dolce – dolcemente, veloce – velocemente
• L’avverbio piacevolmente, perde la –e finale prima di aggiungere il suffisso -mente
• La costruzione dell’avverbio di modo aggiungendo il suffisso –mente non è possibile con gli aggettivi di colore e con pochi altri come buono, vecchio, fresco.
Evoluzione storica degli avverbi latini
All’origine l’avverbio che termina in –mente era un complemento di modo della lingua latina. Infatti, per esempio, l’avverbio serenamente deriva dal latino serenamente, cioè “con intenzione serena”, in cui menbte era un ablativo singolare del nome femminile mens-mentis (= intenzione, mente) e serena è l’aggettivo latino serenus-serena-serenum, concordato al femminile singolare. Con il passare del tempo, aggettivo e nome si sono fusi e la seconda parte – mente – si ridusse ad un semplice suffisso per formare l’avverbio di modo. Così si è avuto:
laeta mente –lietamente (= con intenzioni gioiose)
mala mente – li malamente (= con intenzioni malvagie)
L’origine latina degli avverbi in –mente chiarisce anche perché essi si formino dal femminile dell’aggettivo: si dice lietamente perché lieta concorda con mente che è femminile.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali gruppi di avverbi in base alla loro desinenza?
- Qual è l'origine etimologica degli avverbi che terminano in –mente?
- Come si è evoluto l'uso degli avverbi in –mente dalla lingua latina?
Gli avverbi possono essere classificati in tre gruppi principali: quelli che finiscono in –mente (es. piacevolmente), quelli che terminano in –oni (es. bocconi) e quelli originali che non derivano da altre parole (es. bene, male, sempre).
Gli avverbi in –mente derivano dall'aggettivo qualificativo al femminile singolare. Ad esempio, "attento" diventa "attentamente" aggiungendo il suffisso –mente, mentre "dolce" diventa "dolcemente" senza modifiche.
Originariamente, gli avverbi in –mente erano complementi di modo in latino. Con il tempo, l'aggettivo e il nome si sono fusi, trasformando la parte finale –mente in un semplice suffisso per formare l'avverbio di modo, come nel caso di "lietamente" da "laeta mente".