Concetti Chiave
- Alla fine della guerra, l'Italia affronta forti tensioni sociali, con operai e contadini che chiedono rappresentanza parlamentare e ridistribuzione delle terre.
- Il biennio rosso (1919-1920) è segnato da scioperi e scontri, causati dall'aumento dei prezzi e dalla crisi economica, che coinvolge anche i ceti deboli.
- Nel 1919, Luigi Struzzo fonda il partito popolare, proponendo riforme fiscali e sociali per ridurre il divario tra classi e migliorare le condizioni del proletariato.
- I partiti di massa emergono con una base popolare, differente dai partiti ottocenteschi che si concentravano su notabili e su un unico candidato.
- Nel 1921, Gramsci fonda il partito comunista a Livorno, mentre Mussolini crea i fasci italiani, cercando consensi tra la piccola borghesia con un programma nazionalista e autoritario.
Indice
Tensioni sociali post-guerra
Alla fine della guerra l'Italia è agitata da forti tensioni sociali che coinvolgono masse operaie e contadine che rivendicano una maggiore rappresentazione parlamentare e una ridistribuzione delle terre quindi un
miglioramento delle condizioni lavorative e dei salari
Biennio rosso e crisi economica
Tra il 1919-1920 (periodo biennio rosso) è caratterizzato da scioperi e da scontri tra dimostranti e forze
dell'ordine, dovuti all' aumento del prezzo dei beni, dei servizi e questo provocò circa 350 milioni di morti.
Queste tensioni spingono parte dei socialisti, soprattutto i massimalisti, a prospettare soluzioni rivoluzionarie.
Appare quindi evidente la necessità di un evoluzione del sistema politico liberale.
In questo periodo ci troviamo di fronte ad una 1) riconversione industriale (industrie che avevano bisogno di tornare ad attività che svolgevano nel periodo
di pace. Il mercato interno non aveva una sufficiente domanda di prodotti e da un lato aveva abbassato il
potere di acquisto dei ceti medio bassi. Gli operai erano stati protagonisti di scioperi e agitazioni che
inquietarono la borghesia).
2)3) Il debito pubblico aveva ostacolato l'azione economica del governo causando una crisi generale. Anche il settore agricolo era stato investito dalla crisi e le proteste furono esasperate anche dalla mancanza di retribuzione delle terre.
Questa crisi coinvolge ceti deboli e media borghesia che rivendicavano i loro diritti (biennio rosso) la situazione è aggravata anche dalle proteste dei nazionalisti che contestano che l'Italia sia uscita dalla guerra senza aver
ottenuto le terre irridenti.
Fondazione del partito popolare
Nel 1919 Luigi Struzzo fonda il partito popolare che prevede una distribuzione delle terre dei contadini, riforma del fisco (prevedeva una distribuzione equa tra le classi povere e quelle agiate a livello di tasse con l'obbiettivo
di equilibrare il divario tra i ricchi che avevano tratto vantaggio dalla guerra e coloro che ne avevano subito un impatto negativo), legislazione sociale e rifiuto della lotta di classe.
Questa legislazione sociale aveva l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita del proletariato. Inoltre il rifiuto della lotta di classe aveva alla base l'interclassismo (atteggiamento di collaborazione tra membri di classi
sociali diverse)
Elezioni e partiti di massa
Contemporaneamente struzzo aveva ottenuto il consenso del vaticano, il quale aveva optato a favore della partecipazione dei cattolici alla vita politica. Ci sono delle nuove elezioni che segnano il trionfo dei artiti di
massa con la vittoria dei socialisti che rappresentano la prima forza politica in Italia.
-Riformisti (coloro che avevano la maggioranza e che avevano come obiettivo quello di attuare riforme sociali
allo scopo di garantire uno sviluppo più democratico)
-Massimalisti (avevano la maggioranza del partito e davano una chiave di lettura diversa a questa situazione
storica).
La conseguenza di queste due correnti è che l'azione del partito socialista è limitata.
Il partito popolare e socialista erano due partiti di massa e il successo venne favorito nel 1919 con un sistema elettorale proporzionale (cioè che il numero dei seggi viene attribuito ai vari partiti sulla base di quanti voti
hanno ottenuto).
Questo principio garantisce che in Parlamento siano rappresentanti anche partiti con pochi voti.
Le differenze tra i partiti ottocenteschi e quelli di massa sono che nell'800 c'erano gruppi di persone notabili, mentre nei partiti di massa abbiamo dei partiti con base popolare e territoriale.
I partiti ottocenteschi tendevano a promuovere un unico candidato mentre nel periodo dei partiti di massa la competizione viene fondata su programmi a sostegno degl'iscritti.
Abbiamo dei partiti più vicini ad un comitato elettorale mentre i partiti di massa sono delle organizzazioni molto più stabili fondate su un ideologia più precisa.
Crollo dello stato liberale
In questo periodo crolla anche lo stato liberale infatti in seguito al rifiuto dei socialisti, Nitti criticò la politica di Giolitti per il Sud, il quale aveva cercato di garantire un confronto tra le varie forze sociali quindi si dimette, viene nominato Giolitti che deve risolvere la questione di fiume.
La questione di fiume viene sancita da un trattato chiamato "trattato di Rapallo" che garantiva la Dalmazia alla Iugoslavia e quindi Fiume era una città libera.
Questo contenzioso viene chiuso con i richiami di D'Annunzio che viene chiamato ad abbandonare le coste della città e dopo una breve resistenza ritorna in Italia.
Formazione del partito comunista
Nel 1920 Giolitti fronteggia la occupazione del fabbriche soprattutto la Fiom e gli operai chiedevano un aumento dei salari e quindi lo sviluppo di consigli di fabbrica.
In tutta questa situazione nel 1921 a Livorno Gramsci formò il partito comunista. Il programma venne
pubblicato in un settimanale "il nuovo ordine" ed il partito appoggiò le tesi di Lenin (del comunismo russo).
Fondazione dei fasci italiani
Nel 1919 Mussolini che era stato ex socialista fonda i fasci italiani, un movimento che cerca il consenso della piccola borghesia ed il programma è riassunto nei seguenti punti:
1) polemica contro i capitalisti
2) nazionalismo
3) autoritarismo
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali rivendicazioni delle masse operaie e contadine in Italia dopo la guerra?
- Quali erano le principali rivendicazioni delle masse operaie e contadine in Italia dopo la guerra?
- Cosa caratterizzò il biennio rosso e quali furono le sue conseguenze?
- Cosa caratterizzò il biennio rosso e quali furono le sue conseguenze?
- Quali erano gli obiettivi del partito popolare fondato da Luigi Struzzo?
- Quali furono le principali proposte del partito popolare fondato da Luigi Struzzo?
- Come si differenziano i partiti di massa dai partiti ottocenteschi?
- Come si differenziano i partiti di massa dai partiti ottocenteschi?
- Quale evento segnò la formazione del partito comunista in Italia?
- Quale evento segnò la formazione del partito comunista in Italia?
Le masse operaie e contadine chiedevano una maggiore rappresentazione parlamentare, una ridistribuzione delle terre, un miglioramento delle condizioni lavorative e un aumento dei salari.
Le masse operaie e contadine chiedevano una maggiore rappresentazione parlamentare, una ridistribuzione delle terre, un miglioramento delle condizioni lavorative e un aumento dei salari.
Il biennio rosso (1919-1920) fu caratterizzato da scioperi e scontri tra dimostranti e forze dell'ordine, causati dall'aumento dei prezzi. Questo periodo portò a circa 350 milioni di morti e a una crescente tensione sociale.
Il biennio rosso (1919-1920) fu segnato da scioperi e scontri tra dimostranti e forze dell'ordine, causati dall'aumento dei prezzi, che portarono a circa 350 milioni di morti e a una crescente tensione sociale.
Il partito popolare mirava alla distribuzione delle terre ai contadini, alla riforma del fisco per equilibrare il divario tra classi sociali e a migliorare le condizioni di vita del proletariato, rifiutando la lotta di classe.
Il partito popolare propose la distribuzione delle terre ai contadini, una riforma fiscale equa, legislazione sociale per migliorare le condizioni di vita del proletariato e un rifiuto della lotta di classe, promuovendo l'interclassismo.
I partiti di massa hanno una base popolare e territoriale, si fondano su programmi a sostegno degli iscritti e sono organizzazioni più stabili, mentre i partiti ottocenteschi erano composti da notabili e tendevano a promuovere un unico candidato.
I partiti di massa hanno una base popolare e territoriale, si fondano su programmi a sostegno degli iscritti e sono organizzazioni stabili, mentre i partiti ottocenteschi erano composti da notabili e tendevano a promuovere un unico candidato.
Nel 1921, a Livorno, Gramsci fondò il partito comunista, il cui programma si ispirava alle tesi di Lenin e fu pubblicato nel settimanale "il nuovo ordine".
Nel 1921, a Livorno, Gramsci fondò il partito comunista, il cui programma sostenne le tesi di Lenin e fu pubblicato nel settimanale "il nuovo ordine", in risposta alle crescenti tensioni sociali e alle occupazioni delle fabbriche.