Concetti Chiave
- Il futurismo, fondato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909, celebra la modernità e la sua influenza su economia e società.
- Etienne Jules Marey e Eadweard Muybridge hanno innovato la fotografia, ispirando artisti futuristi attraverso la rappresentazione del movimento.
- I futuristi inizialmente consideravano la fotografia come un supporto alla pittura, mostrando scetticismo verso la sua autonomia.
- Il Manifesto della Cinematografia Futurista, pubblicato nel 1916, ha ricevuto maggiore attenzione rispetto a quello fotografico, accentuando la differenza tra le due discipline.
- Le opere di Boccioni riflettono le innovazioni fotografiche, ma il cinema è stato visto come qualcosa di distinto e non in competizione con la pittura.
Origini del futurismo
Il futurismo è un’avanguardia italiana che elegge a soggetto artistico la modernità, con tutte le sue conseguenze economiche e sociali: nuclei urbani industrializzati, dinamismo e movimento, viene formulato nel 1909 da Filippo Tommaso Martinetti con la pubblicazione del manifesto sul giornale francese Le Figaro. Nel manifesto tecnico della pittura ci si chiede perché i pittori non si avvalgano della tecnologia che può potenziare la capacità di visione, ciononostante il primo manifesto di fotografia arriva solo nel 1930.
Influenza della fotografia
Etienne Jules Marey fu uno principali fotografi che condizionarono gli artisti, già nel 1894 aveva sperimentato la cronofotografia, notando come il movimento fosse possibile anche in fotografia, insieme a lui anche Eadweard Muybridge influenzando ad esempio Giacomo Balla in “Dinamismo di un cane al guinzaglio” del 1911, nell’esposizione di Parigi vide infatti le foto del primo e a riguardo scrisse “interesserà agli artisti perché ho fatto uno studio speciale sul modo di camminare”. Muybridge aveva lavorato in particolare sul movimento dei cavalli in California, facendoli correre su un terreno che presentava fili di ferro che, una volta sorpassati, azionavano lo scatto fotografico, e grazie a questi esperimenti riuscì a confermare che per un millesimo di secondo gli animali non toccavano terra. Per quanto riguarda la ritrattistica all’epoca dei futuristi si vedono ritratti particolari, come “Il gruppo futurista all’inaugurazione della biennale d’arte fotografica a Roma”, in cui sembra un gruppo borghese qualsiasi e infatti sembrano adeguarsi alla tradizione anche perché all’inizio manifestarono una sorta di rifiuto verso la fotografia.
Cinema e fotografia nel futurismo
I futuristi erano infatti ancora legati al sistema del quadro, e alla logica linguistica da esso rappresentato, nonostante fossero estremamente innovativi, erano legati a certi canoni, nei quadri ad esempio di Boccioni sono visibili molte innovazioni riferibili anche alla tecnica fotografica, ma veniva trattata non come disciplina autonoma bensì come supporto. L’attenzione concessa invece al cinema appariva più benevola, il Manifesto della Cinematografia Futurista arrivò infatti nel 1916, ben 14 anni prima rispetto a quello dedicata alla fotografia. Il cinematografo non viene visto come diretto concorrente della pittura in quanto qualcosa di diverso, nella fotografia invece si può mettere in crisi ciò che loro sperimentavano nel mondo della pittura, e quindi si crea una vera e propria competizione tra i due settori.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del futurismo e chi lo ha fondato?
- In che modo la fotografia ha influenzato il movimento futurista?
- Qual è la differenza di approccio dei futuristi verso il cinema rispetto alla fotografia?
Il futurismo è un’avanguardia italiana che celebra la modernità e le sue conseguenze, formulato nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti con la pubblicazione del manifesto su Le Figaro.
La fotografia ha avuto un impatto significativo sugli artisti futuristi, come dimostrato dagli esperimenti di Etienne Jules Marey e Eadweard Muybridge, che hanno esplorato il movimento, influenzando opere come “Dinamismo di un cane al guinzaglio” di Giacomo Balla.
I futuristi consideravano il cinema come un'arte distinta e non in competizione con la pittura, mentre la fotografia era vista come una minaccia per la loro pratica artistica, come evidenziato dal Manifesto della Cinematografia Futurista del 1916, pubblicato prima di quello sulla fotografia.