Modalità di esame audiovisivi lineari
Divisione in gruppi e analisi film
Con strumenti scoperti durante il corso e una presentazione del film analizzato con PDF/PowerPoint davanti alla classe. L’esame finale prevede l’analisi di una sequenza di un film ma in maniera singolare, discussione della presentazione e domande di carattere teorico 4 ottobre 2021.
La comunicazione audiovisiva
Audiovisivo lineare
Un audiovisivo lineare è un prodotto che lo spettatore subisce in maniera passiva, come ad esempio un film.
Le immagini in movimento
La produzione di immagini fa parte di un'esigenza istintiva dell’uomo, in quanto nella storia è stata evidente in qualsiasi contesto culturale e geografico. All’inizio ogni immagine era unica e preziosa nel suo genere. Con la nascita della cultura della rivoluzione industriale e del Capitalismo, dalla fine del 1600, anche le immagini subiscono una trasformazione: si entra nell’Epoca della riproducibilità delle immagini (dal 15esimo secolo).
- Copiando le immagini, quest’ultime sono condivise da più persone. Il numero della duplicazione delle immagini aumenta con la nascita della stampa e aumenta ancora di più con la nascita della fotografia.
Fotografia
La fotografia è un’immagine statica ottenuta attraverso un sistema ottico, con un processo di registrazione permanente delle interazioni fra luce e materia su una superficie fotosensibile. Il sistema ottico oggi lo chiamiamo fotocamera. Fotografia: Phos = luce, Graphe = grafia. “Fotografia di luce”. Noi fotografi così possiamo definirci “scrittori di luce”.
Es. Pablo Picasso Vista dalla finestra a Le Gras Nicéphore Niépce (nisefor nieps) 1826. È il primo esempio riuscito di fissare una fotografia in maniera permanente, venne catturata con una camera oscura.
- Nel 2017 sono state scattate 1.200 miliardi di foto, grazie alla diffusione degli smartphone.
- Ogni due minuti vengono scattate più fotografie di quante ne furono prodotte in tutto il 1800.
- Usando l’argomento dell’inquinamento potremmo fare un paragone con lo stesso “inquinamento” da produzione di immagini.
La nascita delle immagini in movimento
1800: le immagini si erano propagate a livello di massa. 1895: nascono le immagini animate grazie ai fratelli Lumière, che costruiscono un apparecchio in grado di fotografare in rapida successione: il cinematografo. Il 28 dicembre 1895 nasce il cinema.
C’erano già stati vari tentativi prima dei Lumière:
- Camera oscura dei maestri rinascimentali (es. Leonardo).
- Lanterna magica (1646) proiettore con una candela e una lastra vetro dipinta. Lavorano sul difetto presente nella nostra retina, l’immagine svanisce ma nel nostro occhio ne rimane traccia.
Il primo a brevettare nel 1894 il Kinetoscopio è Thomas Edison, ovvero una cassa al cui interno correvano dei rulli fotografici azionati dall’osservatore che è unico. Insieme aveva progettato il fonografo anche per un aspetto audio.
La nascita del cinema (28 dicembre 1895)
Il cinema nasce nel momento in cui un gruppo di persone si sono riunite per guardare delle immagini, quindi in passato non era bastata la nascita dello strumento in sé ma era essenziale la presenza collettiva delle persone. La prima programmazione ha visto in sala susseguirsi varie immagini:
- Rappresentazioni paesaggistiche.
- Riprese di vita reale.
- Campo di ripresa lungo.
- Inquadrature fisse, quindi non ci sono movimenti di camera.
- La prima inquadratura si ispira ad un palco teatrale.
Le prime riprese sono delle documentaristiche di osservazione ovvero è l’osservazione della realtà per com’è, montata con un linguaggio cinematografico.
Le riprese ad un certo punto cambiano:
- L’innaffiatore innaffiato è l’interpretazione di un ruolo da parte di due personaggi secondo gli schemi narrativi della scenetta comica = è quindi una messa in scena.
- La demolizione del muro fa qualcosa ancora di diverso, la ripresa si ferma ed inizia a tornare indietro = effetto speciale = il primo cinema.
Il cinema non è quindi solo un dispositivo tecnico, è anche un dispositivo socio-culturale che si vive in maniera collettiva come ad esempio il teatro e i concerti. È un dispositivo sensoriale che stimola reazioni emotive nello spettatore, si fa condizionare e assorbire dalle immagini, dimenticandosi di essere seduto all’interno del cinema. È un dispositivo narrativo.
La riproducibilità tecnica dei suoni
- Il suono, attraverso la voce umana, era stato lo strumento più antico per raccontare delle storie. Gli uomini primitivi del Neolitico raccontavano intorno al fuoco le storie di caccia o di raccolta del cibo.
Anche la musica era unica come le immagini:
- 1800: si iniziano a fare i primi passi per la registrazione e la riproduzione del suono.
- Per oltre un quarto della storia del cinema, quest’ultimo sarà muto e la musica si commercerà solo con i dischi (Grammofono di Berliner a dischi).
I mass media: immagini e suoni per le grandi masse
Se il 1800 è il secolo dell’invenzione della tecnica di registrazione dell’audio e delle immagini, solo nel XX secolo si afferma commercialmente in maniera di massa per entrambi. Alla fine dell’800 la popolazione urbana del pianeta, ancora minoritaria, poteva fermarsi per strada e ascoltare della musica da un fonografo dai pochi privilegiati che ne possedevano uno. Il cinema era ancora uno spettacolo da baraccone, le persone andavano al cinema una volta ogni tanto.
Nasce l’epoca dei mass media.
I primi mass media furono i giornali
- Si raccontano dei fatti, vengono stampati in tante copie, prima solo i reduci delle grandi battaglie, quando tornavano, potevano raccontare i fatti.
- Nascono quindi delle professioni (l’inviato di guerra, i fotografi).
- I lettori entrano in contatto con queste informazioni in tempi sempre più rapidi.
Cinema
- Il cinema diventa ben presto un mass media, passando dall’essere un fenomeno da baraccone ad un vero spettacolo per la massa:
- Valore commerciale: si inizia a vedere ben presto il suo.
- Sale cinematografiche: negli Stati Uniti nascono numerosissime.
- Letteratura per il cinema e i primi attori che iniziano ad avere un successo enorme.
- Il cinema è un congegno che provvede a determinate funzioni:
- È un dispositivo tecnico (cinepresa, pellicola, sala cinematografica) che permette di registrare la realtà e poi di farla rivedere.
- Pellicola formato 35mm, frequenza di 24 fotogrammi/secondo (frame rate), un minuto di proiezione corrisponde a 27,36 m.
- Classificazione del film: in base al metraggio è stata organizzata la terminologia cortometraggio, mediometraggio, lungo metraggio.
- Con i file digitali il riferimento fisico è scomparso, ma la terminologia è ancora usata per indicare quale tipo di film andremo a vedere.
- Il cinema è anche un dispositivo sensoriale/emozionale:
- Stimola reazioni emotive nello spettatore.
- I film vengono classificati in base alla reazione principale che stimolano nello spettatore (film romantico, horror, thriller).
- Il cinema come dispositivo sociale:
- Il cinema è un dispositivo d’intrattenimento per svagare e divertire il pubblico.
- La maggior parte delle persone va al cinema per divertirsi e per svago.
- Il cinema come dispositivo culturale:
- Il cinema d’autore è l’opera di un’artista e quindi verrà riconosciuta come opera artistica, consolidandola nel tempo.
- Il cinema come dispositivo politico: strumento di propaganda,
- I regimi totalitari del ‘900 useranno il cinema come strumento per poter affermare il loro potere e giustificare la propria posizione di dominio.
- Il cinema come dispositivo commerciale:
- Mette in gioco un’industria costosa e redditizia.
- Qualsiasi genere si affronta nella carriera di filmmaker, la risposta è se il vostro lavoro genera un profitto.
- Un’industria costosa mira necessariamente a dei profitti.
Il cinema è uno specchio della sua stessa epoca:
- È la somma di tecnica, linguaggio, arte, spettacolo, industria.
- Potremo trovare in un film tutti i linguaggi costitutivi del cinema e troveremo anche traccia del contesto culturale in cui l’opera è nata.
- Il film è anche risultato di un contesto culturale che ha dettato le condizioni in cui esso fosse scritto e realizzato per soddisfare il pubblico.
Il linguaggio audiovisivo
Il linguaggio audiovisivo possiede delle particolarità che lo distinguono in maniera radicale dagli altri linguaggi, anche da quelli costitutivi di cui si compone. Ha un’ “apparente somiglianza” con il mondo reale.
Guardare delle immagini
- Lo spettatore ha l’idea di vivere qualcosa in maniera reale = guardare un film è un gesto intuitivo.
- Le opere cinematografiche hanno la capacità di imitare l’azione degli apparati visivi e auditivi degli umani.
Fare un film è un gesto artistico complesso. Al contrario, riuscire ad “ingannare” lo spettatore facendogli vivere “un’esperienza reale” non permette errori di sintassi cinematografica, che svelerebbero la finzione.
Forza di attrazione delle immagini
La forza delle immagini ci catapulta dentro una storia, facendoci dimenticare della nostra realtà. È un’esperienza così totalizzante che ci dimentichiamo di essere seduti davanti a uno schermo.
Il paradosso del perdersi per conoscere qualcosa di nuovo
Viviamo così un viaggio: il cinema ha delle similitudini con il viaggio. Ci perdiamo in un territorio sconosciuto per imparare qualcosa di nuovo. Così anche noi durante la proiezione cinematografica siamo:
- Consapevoli della nostra distrazione (persi in una storia).
- Inconsapevoli della nostra presenza fisica dentro una stanza vuota (sala cinematografica).
Consapevolezza della visione
Quando guardiamo un film, cerchiamo di mantenere uno stato di allerta. Mettiamo in atto delle pratiche di consapevolezza mentre siamo spettatori di un’opera cinematografica. È un tentativo che prova a vincere il piacere ludico di farsi coinvolgere dal racconto di una storia, guardandolo più volte per riconoscere gli elementi principali dei linguaggi costitutivi del film.
Per essere consapevoli della visione dobbiamo riconoscere le componenti:
- Narrative e di stile del film.
- Di regia, montaggio e fotografia.
- Di recitazione.
- Di messinscena (ambientazione, caratterizzazione).
- Tecnici.
- Emotivi che colpiscono la sfera emozionale.
- Simbolici e archetipici.
- Estetici.
- Economici e produttivi.
- Politici.
Che cos’è la comunicazione?
Mette in gioco tre elementi essenziali:
- Emittente: qualcosa o qualcuno che esprime un contenuto/messaggio.
- Messaggio: il contenuto veicolato tra l’emittente e il ricevente con il linguaggio, ovvero un codice disegni organizzato intorno ad una grammatica e condiviso.
- Ricevente: se non c’è condivisione di un linguaggio comune, non c’è comunicazione.
Il linguaggio audiovisivo
È la somma di tantissime professionalità che usano e fanno interagire fra loro svariati linguaggi, definiti costitutivi. Queste infinite combinazioni hanno come fine il realizzare opere cinematografiche. Il linguaggio audiovisivo è costituito da un macro linguaggio che possiede molti sotto-linguaggi.
1) Il linguaggio della ripresa
Deriva in parte dalla fotografia che a sua volta proviene da quello pittorico. Quella cinematografica dà vita ad una composizione differente grazie al movimento (della camera, personaggi, oggetti e occhio del pubblico). È compito del regista definire l’inquadratura, che in collaborazione con l’operatore e i suoi assistenti si traduce in pratica.
2) Il linguaggio dell’illuminazione
Non è solo una scelta tecnica ma che mette in gioco anche scelte narrative. Il direttore della fotografia si occupa di illuminare il set cercando di assecondare il regista. L'arte di illuminare il set ha una parentela stretta con i maestri pittori del passato che giocavano con la luce.
3) Il linguaggio dell’ambientazione
Allestire gli spazi per la scena:
- Costruzione di ambienti o scelta di ambienti già esistenti (location) e la costruzione o scelta di oggetti (arredamento).
Il linguaggio dell’ambientazione varia da quello dell’architettura ed è strettamente imparentato con linguaggio scenografico teatrale. Si occupano dell’ambientazione lo scenografo, il decoratore, l’arredatore e il location manager.
4) Il linguaggio della caratterizzazione
I personaggi devono essere vestiti, truccati e acconciati in maniera coerente con l’opera. La scelta dei costumi è alcune volte fondamentale per caratterizzare un personaggio. Della caratterizzazione si occupano il costumista, truccatore, parrucchiere, lo stilista e il make-up artist.
5) Il linguaggio parlato e del corpo
Come gli attori si esprimono: movimenti e gesti. Deriva dal mondo del teatro.
6) Linguaggio del montaggio
È un linguaggio nuovo, esclusivo per l’audiovisivo.
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