Concetti Chiave
- La fine dello stato quiritario non comportò la scomparsa del predominio patrizio, con Roma che continuò a gestire i conflitti con le popolazioni limitrofe.
- I plebei ottennero l'abolizione del divieto di connubium con i patrizi grazie alla lex Canuleia, superando l'ultima barriera ideologica per accedere alle cariche pubbliche.
- Il plebiscitum Ogulnium permise ai plebei di accedere a due importanti collegi sacerdotali, riducendo il monopolio patrizio sulle cariche religiose.
- Le riforme di Publilio Filone, incluse tre leges Philonis, favorirono l'inclusione dei plebei nelle istituzioni politiche e religiose romane.
- La lex Hortensia de plebiscitis equiparò i plebiscita alle leggi, rendendo vincolanti le deliberazioni dei concilia plebis per l'intero popolo romano.
La fine dello stato quiritario
La fine dello stato quiritario non significò annullamento immediato del predominio dei patrizi. Le vicende politiche interne si svolsero di pari passo con gli avvenimenti internazionali, che vedevano Roma coinvolta in una serie di scontri con popolazioni limitrofe, Sanniti (repressi dopo 3 guerre) e Cartaginesi. Quando strinse un patto d’amicitia con essi, ciò non soddisfò le città latine, che considerarono contrario al foedus aequum una decisione presa solo da Roma e così insorsero, ma Roma puntò al cuore della Campania e vinse a Sinuessa. Da allora, i rapporti tra Roma e le città latine furono regolati su basi di preminenza e non più di parità. Le operazione belliche in cui fu impegnata Roma, ampliò l’esercito che si distaccò completamente dai comitia centuriata. Da queste situazioni, i plebei trassero alcuni frutti. Dopo il mezzo successo delle XII tavole, i plebei avevano ottenuto con la lex Canuleia l’abolizione del divieto di connubium tra patrizi e plebei, rompendo così l’ultima barriera ideologica che separava i plebei dalle alte cariche.
L'ascesa dei plebei
Nel 300 i plebei riuscirono addirittura a togliere ai patrizi il monopolio delle cariche religiose, con il plebiscitum Ogulnium, imponendo l’ammissione dei plebei a 2 importanti collegi sacerdotali (pontefici e auguri) che, avendo valore divini, potevano influenzare le scelte politiche della civitas.
Restavano in mano ai patrizi quindi la sola auctoritas patrum, cioè il potere di convalidare da parte dei soli membri del senato, le delibere assemblari.
Riforme di Publilio Filone
Poi, per merito di Publilio Filone, che riuscì ad ottenere, nel 339, il consolato prima, e la dittatura poi ottenne dai comizi centuriati, con 3 leges Philonis favorevoli alla plebe; una (de censore plebeio) stabilì che almeno un censore su due dovesse essere plebeo; un’altra (de patrum auctoritate) dispose che l’auctoritas patrum dovesse intervenire prima delle votazioni, a titolo di conferma delle rogationes predisposte dai magper l’eventuale presentazione ai comitia; una terza (de plebiscitis), riconoscendo implicitamente la cost.dei concilia plebis, equiparò i plebiscita alle rogationes magistratuali, impegnando i magistrati a sottoporre al voto d’accettazione dei c.centuriata tutte le deliberazioni normative dei concilia plebis. Esse avevano valore vincolante per tutto il popolo, come le leges. Ciò attraverso la lex Hortensia de plebiscitis; il plebiscitum Ovinium che trasferì ad 1 dei censori la delicata scelta dei membri del senatus.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto della fine dello stato quiritario sui rapporti tra Roma e le città latine?
- Come hanno contribuito i plebei all'evoluzione delle cariche religiose a Roma?
- Quali riforme significative ha introdotto Publilio Filone per la plebe?
La fine dello stato quiritario non ha portato all'annullamento del predominio patrizio, ma ha modificato i rapporti con le città latine, che, dopo il patto d'amicizia di Roma con i Sanniti, insorsero, portando a una regolamentazione basata su preminenza piuttosto che parità (testo).
Nel 300, i plebei hanno ottenuto il plebiscitum Ogulnium, che ha abolito il monopolio patrizio sulle cariche religiose, permettendo l'ammissione dei plebei a collegi sacerdotali influenti, come i pontefici e gli auguri (testo).
Publilio Filone ha ottenuto tre leggi favorevoli alla plebe, tra cui la lex Hortensia, che ha equiparato i plebisciti alle leggi magistratuali, conferendo loro valore vincolante per tutto il popolo, e ha garantito che almeno un censore su due fosse plebeo (testo).