1 - Passaggio dal kantismo all’idealismo
Critiche a Kant
Reinhold
Maimon criticano soprattutto i dualismi della filosofia kantiana,
Schulze in particolar modo quello tra fenomeno e noumeno
Beck
Jacobi
L’idealismo nasce con Fichte, ma passa attraverso, viene anticipato dalle critiche che i seguaci di K. rivolgono alla sua filosofia.
Il passaggio dal kantismo all’idealismo si verifica, anche, attraverso il dibattito sulla “cosa in sé” kantiana, che pone le basi per
l’idealismo = espressione filosofica del romanticismo.
Dalla contraddizione che il noumeno è reale ma non conoscibile,
Dualismo fenomeno-noumeno: essi giudicano “la cosa in sé” come un concetto filosoficamente
inammissibile.
Criticismo di Kant: critica come strumento della filosofia, la critica esamina, giudica.
Se il criticismo è vero, bisogna abolire “la cosa in sé” e ricondurre tutto al soggetto.
Se il criticismo è falso, bisogna ammettere la “cosa in sé” e tornare al realismo. (Jacobi 1787)
C’è un presupposto realistico necessario per poter entrare nel regno del criticismo, ma con cui non è possibile
rimanerci.
→ Se ogni oggetto sensibile (fenomeni) esiste solo come rappresentazione della coscienza, allora
come poter concepire una realtà non pensata, non pensabile, non rappresentabile attraverso la coscienza?
la cosa in sé è un giudizio filosoficamente inammissibile, inconcepibile.
Alla base dei critici c’è un ragionamento generale che anima la loro discussione:
Se la realtà esiste come rappresentazione della coscienza questo significa che la coscienza diventa
condizione indispensabile del conoscere, nel processo di conoscenza.
Se l’oggetto esiste solo in funzione del soggetto significa che il soggetto diventa il principio cardine, il
presupposto fondamentale della conoscenza.
Per K. la realtà, la “cosa in sé”, è considerata indipendentemente da noi.
Non è il soggetto che si modella passivamente sulla realtà, ma è
la realtà che si modella sulle forme a priori (mente umana).
2 - Passaggio dal kantismo all’idealismo
Passaggio kantismo-idealismo
L’idealismo filosofico è la corrente filosofica che va oltre i limiti posti dalla filosofia kantiana, la quale
afferma, appunto, che l’io è finito e che non può andare oltre il fenomeno.
l’Io è infinito
Fichte, è assoluta libertà, teoria della non realtà del finito.
afferma, invece, che
Idealismo = espressione filosofica del romanticismo
Critiche a Kant
Reinhold, Maimon, Schulze, Beck, Jacobi: criticano soprattutto i dualismi della filosofia kantiana, in particolar modo quello tra fenomeno e noumeno.
L’idealismo nasce con Fichte, ma passa attraverso, viene anticipato dalle critiche che i seguaci di K. rivolgono alla sua filosofia.
Il passaggio dal Kantismo all’idealismo si verifica, anche, attraverso il dibattito sulla “cosa in sé” kantiana, che pone le basi per l’idealismo = espressione filosofica del romanticismo.
Dualismo fenomeno-noumeno
Dalla contraddizione che il noumeno è reale ma non conoscibile, essi giudicano “la cosa in sé” come un concetto filosoficamente inammissibile.
Criticismo di Kant
Criticismo di Kant: critica come strumento della filosofia, la critica esamina, giudica.
"Se il criticismo è vero, bisogna abolire “la cosa in sé” e ricondurre tutto al soggetto. Se il criticismo è falso, bisogna ammettere la “cosa in sé” e tornare al realismo." (Jacobi 1787)
C’è un presupposto realistico necessario per poter entrare nel regno del criticismo, ma con cui non è possibile rimanerci.
--> se ogni oggetto sensibile (fenomeni) esiste solo come rappresentazione della coscienza, allora come poter concepire una realtà non pensata, non pensabile, non rappresentabile attraverso la coscienza?
La cosa in sé è un giudizio filosoficamente inammissibile, inconcepibile.