Concetti Chiave

  • Ascessi e fistole anali sono manifestazioni infiammatorie acute o croniche, originate dall'infiammazione delle ghiandole criptiche perianali.
  • Traumatismi locali, proctiti, ulcere anali e cancro del retto sono tra le principali cause di ascessi e fistole, con una maggiore incidenza nei pazienti immunocompromessi.
  • I sintomi tipici comprendono dolore intenso e continuo, febbre e, in caso di fistole, perdite anali purulente e maleodoranti.
  • Il trattamento standard include incisione e drenaggio dell'ascesso, somministrazione di antibiotici e posizionamento di un setone per favorire la guarigione.
  • Le raccomandazioni pre-operatorie comprendono counselling informativo, digiuno controllato e profilassi tromboembolismo con eparina e calze compressive.

Indice

  1. Manifestazioni flogistiche anali
  2. Consigli pre-operatori

Manifestazioni flogistiche anali

Gli ascessi e le fistole sono rispettivamente manifestazioni flogistiche acute o croniche della regione anale. L'origine sembra essere l'infiammazione acuta delle ghiandole criptiche perianali (ascesso) e un suo ulteriore sviluppo verso la cronicizzazione (fistola).
Le possibili cause di ascessi e fistole sono:

Traumatismi locali (ad esempio da clisteri, corpi estranei)

Proctiti

Ulcere anali

Cancro del retto

Ibd, soprattutto se ricorrenti e con multipli tramiti fistolosi Si riscontrano più frequentemente in pazienti immunocompromessi.

    Dolore ingravescente, continuo, pulsante non modificato dalla defecazione

    • Febbre

    • Zona edematosa ed iperemica, tesa, dolente e dolorabile

    • In caso di fistole anche perdite anali purulente, maleodoranti

    Eseguire esplorazione rettale e anoscopia. In caso di fistole bisogna anche specillare il tratto fistoloso per individuarne le estremità e il tragitto. Le fistole possono avere entrambi gli orifizi all’interno del canale anale o comunicare con l’esterno.

    La terapia prevede:

    • Incisione e drenaggio dell'ascesso unitamente a somministrazione di antibiotici fino a due settimane.

    • Lavaggi con acqua ossigenata e zaffo con garza iodoformica.

    • Fistolotomia o fistolectomia.

    • Posizionamento di “setone” lungo la fistola: serve per drenare il pus e per favorire la guarigione tramite l’elastodieresi o trazione lenta. Questa procedura consiste nell’applicare una trazione progressiva del setone verso l’esterno, alternando fenomeni di lesione e guarigione del tessuto muscolare circostante alla fistola, fino ad arrivare ad avere il setone all’esterno e le parti attraversate da esso nel processo di trazione guarite. La continenza viene preservata.

    Consigli pre-operatori

    Qui di seguito 5 consigli per gestire la fase pre-operatoria di queste problematiche:

    Counselling pre-operatorio: i pazienti dovrebbero ricevere informazioni scritte e orlai riguardanti quello che accadrà durante l’ospedalizzazione, quello che dovrebbero aspettarsi e quello che sarà il loro ruolo nel processo di ricovero. Un reparto di chirurgia può essere molto confusionari e caotici quindi un paziente, magari giovane, che ha compreso a fondo quello che deve fare e che gli deve essere fatto aiuterà il medico nel processo di cura (ad esempio: se in sede preoperatoria si dice al paziente che tra due giorni gli sarà tolto il catetere vescicale, due giorni dopo verrà lui dal clinico a chiedere che il suo catetere venga rimosso, evitando dimenticanze e quindi il rischio di Ivu correlato alla permanenza prolungata di catetere).

    Digiuno pre-operatorio: da raccomandazione di grado A con evidenza positiva forte è indicato il digiuno per solidi a partire da 6 ore prima dell’intervento e per i liquidi a partire da 2h prima. È spesso molto difficile da ottenere per problematiche organizzative. Importante è anche il carico di carboidrati prima dell’intervento che sembra migliorare la secrezione insulinica, riducendo l’iperglicemia post-operatoria e quindi le infezioni.

    Preparazione intestinale: la preparazione meccanica del colon (si intende nella chirurgia colica, visto che, come detto prima, i protocolli Eras sono stati prodotti soprattutto basandosi su questo tipo di interventi) non dovrebbe essere svolta di routine, in particolare per pazienti operati in elezione e per resezioni coliche alte. Deve essere utilizzata solamente per interventi sul sigma e sul retto.

    Profilassi tromboembolismo: i pazienti dovrebbero indossare calze compressive, ricevere compressioni pneumatiche intermittenti e ricevere profilassi con eparina a basso peso molecolare a partire dal giorno prima dell’intervento. Tale profilassi dovrebbe essere continuata per 28 giorni nei pz oncologici.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le cause principali degli ascessi e delle fistole anali?
  2. Le cause principali includono traumatismi locali, proctiti, ulcere anali, cancro del retto e malattie infiammatorie intestinali, specialmente nei pazienti immunocompromessi.

  3. Quali sintomi caratterizzano gli ascessi e le fistole anali?
  4. I sintomi includono dolore continuo e pulsante, febbre, edemi e arrossamenti nella zona interessata, e, nel caso delle fistole, perdite anali purulente e maleodoranti.

  5. Quali sono le procedure diagnostiche per identificare ascessi e fistole?
  6. È fondamentale eseguire un'esplorazione rettale e un'anoscopy, e nel caso di fistole, specillare il tratto fistoloso per individuare le estremità e il tragitto.

  7. Qual è il trattamento standard per gli ascessi anali?
  8. Il trattamento prevede incisione e drenaggio dell'ascesso, somministrazione di antibiotici, lavaggi con acqua ossigenata e, se necessario, fistolotomia o fistolectomia.

  9. Quali sono i consigli pre-operatori per i pazienti con problematiche anali?
  10. I consigli includono counselling pre-operatorio, digiuno pre-operatorio, preparazione intestinale mirata e profilassi contro il tromboembolismo, come l'uso di calze compressive e eparina.

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