Concetti Chiave
- I doveri politici del cittadino includono la difesa della Patria, il contributo alle spese pubbliche e l'osservanza della Costituzione.
- Il dovere di difesa della Patria è considerato sacro e inderogabile, superando il solo obbligo di servizio militare stabilito dalla legge.
- La Corte costituzionale ha distinto fra il dovere di difesa e il servizio militare, considerando quest'ultimo un obbligo legislativo piuttosto che un dovere incondizionato.
- La riforma del servizio civile ha creato il "servizio civile universale", come strumento di difesa non violenta e promozione dei valori repubblicani.
- Il servizio civile universale è aperto a cittadini e stranieri su base volontaria, contribuendo all'educazione alla pace e alla coesione sociale.
Doveri politici del cittadino
La legge considera doveri sui rapporti politici quelli che riguardano il cittadino (e in parte ben più limitata il non cittadino) e la comunità politica organizzata di cui questi fa parte. Sono: il dovere del cittadino di difesa della Patria (art. 52); il dovere di tutti di concorrere alle spese pubbliche (art. 53); il dovere dei cittadini di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione e delle leggi; il dovere dei cittadini cui siano affidate funzioni pubbliche di adempierle con disciplina e onore (art. 54).
Difesa della Patria e servizio militare
Seguendo l’ordine del titolo IV, il primo dovere è quello «sacro» di difesa della Patria (affermato al comma 1 dell’art. 52); di tale solenne affermazione è corollario il dovere di prestare il servizio militare nei limiti e nei modi stabiliti dalla legge (comma 2 dell’art. 52). Esso è a sua volta considerato dalla giurisprudenza costituzionale specificazione del più generico dovere di fedeltà alla Repubblica. La Corte costituzionale ne ha trattato con una certa frequenza negli anni Settanta e Ottanta prima e dopo l’approvazione della legge che riconobbe il diritto all’obiezione di coscienza (la l. 772/1972, poi sostituita dalla l. 230/1998): tematica oggi superata dall’abolizione del servizio militare obbligatorio di leva (attuata dal 1o gennaio 2005, con la contestuale trasformazione del servizio civile obbligatorio alternativo alla leva in servizio civile nazionale volontario).
Interpretazioni della Corte costituzionale
Secondo la Corte, la difesa della Patria «rappresenta un dovere collocato al di sopra di tutti gli altri», che «trascende e supera lo stesso dovere del servizio militare» (sent. 53/1967). In virtù di tale presupposto, essa ha distinto i due doveri e le relative sfere di applicazione, considerando «il dovere di difesa inderogabile, nel senso che nessuna legge potrebbe farlo venir meno», mentre il servizio militare viene considerato solo un obbligo nella misura in cui così preveda la legge, vale a dire in base alla volontà del Parlamento (sent. 164/1985). Così la Corte respingeva l’eccezione di costituzionalità contro la legge sull’obiezione di coscienza del 1972. Sulla base di questa interpretazione è stato possibile, per l’appunto, abolire, o più precisamente sospendere, la leva obbligatoria: fermo restando che, all’occorrenza, la legge potrebbe reintrodurla (come in effetti è avvenuto in altri ordinamenti, ad esempio negli Stati Uniti dove la leva è stata volontaria o obbligatoria a fasi alterne dal 1776 ad oggi). Resta in piedi sempre e comunque il dovere di difesa della Patria come «condizione prima della conservazione della comunità nazionale», cioè della sua esistenza stessa, da assolvere in forme diverse, non necessariamente in armi o inquadrati militarmente (anche attraverso attività di impegno sociale, dalle quali è irragionevole escludere gli stranieri regolarmente soggiornanti: sent. 119/2015).
Riforma del servizio civile
Il d.lgs. 40/2017 ha riformato il servizio civile, ora chiamato «servizio civile universale», quale strumento di «difesa non armata e nonviolenta della Patria», di «educazione alla pace tra i popoli» e di «promozione dei valori fondativi della Repubblica», al quale sono ammessi su base volontaria sia i cittadini sia gli stranieri.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali doveri politici del cittadino secondo la legge?
- Qual è il significato del dovere di difesa della Patria?
- Come ha influenzato la Corte costituzionale il concetto di servizio militare e obiezione di coscienza?
- Qual è la novità introdotta dalla riforma del servizio civile del 2017?
- In che modo il dovere di difesa della Patria si applica anche agli stranieri?
I principali doveri politici del cittadino includono la difesa della Patria, il concorso alle spese pubbliche, la fedeltà alla Repubblica e l'osservanza della Costituzione e delle leggi, nonché l'adempimento delle funzioni pubbliche con disciplina e onore.
Il dovere di difesa della Patria è considerato un obbligo sacro e inderogabile, che trascende il servizio militare, come affermato dalla Corte costituzionale, e deve essere assolto in vari modi, non necessariamente attraverso il servizio armato.
La Corte costituzionale ha distinto tra il dovere di difesa della Patria e il servizio militare, affermando che il primo è inderogabile, mentre il secondo è un obbligo legato alla legge, permettendo così l'abolizione della leva obbligatoria e il riconoscimento dell'obiezione di coscienza.
La riforma del 2017 ha trasformato il servizio civile in "servizio civile universale", un'opportunità di difesa non armata della Patria, aperta a cittadini e stranieri su base volontaria, promuovendo valori di pace e coesione sociale.
La Corte costituzionale ha stabilito che il dovere di difesa della Patria può essere assolto anche attraverso attività di impegno sociale, escludendo irragionevolmente gli stranieri regolarmente soggiornanti, come evidenziato nella sentenza 119/2015.