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Concetti Chiave

  • L'articolo 117 della Costituzione italiana stabilisce che la potestà legislativa deve rispettare gli obblighi internazionali, imponendo che le norme compatibili prevalgano sulla legislazione nazionale.
  • Le sentenze 348 e 349/2007 della Corte costituzionale hanno chiarito che in caso di contrasto tra norma interna e norma convenzionale, il giudice deve sollevare una questione di legittimità costituzionale.
  • Il giudice comune non può disapplicare la norma interna, ma deve denunciare il presunto contrasto alla Corte costituzionale, seguendo il rinvio previsto dall'art. 117.
  • La Corte costituzionale ha invitato i giudici italiani a non applicare acriticamente la giurisprudenza della Corte europea, ma ad analizzarla con attenzione e a discostarsene se non c'è un orientamento consolidato.
  • La giurisprudenza sull'art. 117 si è estesa anche ad altre convenzioni internazionali, come quelle dell'Onu e del Consiglio d'Europa, riguardanti la tutela dei diritti fondamentali.

Il ruolo dell'articolo 117

L’articolo 117 della Costituzione italiana, riformato nel 2001, dispone che la potestà legislativa dello Stato e delle regioni deve essere esercitata nel rispetto dei «vincoli derivanti dagli obblighi internazionali». Si tratta quindi di capire in che modo possano tradursi questi vincoli.
Sulla questione sono intervenute le sentenze 348 e 349/2007 della Corte costituzionale con riferimento alla Cedu: queste hanno stabilito che, in virtù dell’art. 117.1, le norme convenzionali, purché considerate compatibili con le norme della nostra Costituzione, si impongono alla legislazione nazionale. La conseguenza è che, in caso di contrasto fra una norma interna e una norma convenzionale, non risolvibile dal giudice comune per via interpretativa (ossia interpretando la legge in senso conforme alla Cedu), si pone una questione di legittimità costituzionale. Il giudice non può disapplicare la norma interna, ma deve denunciare il presunto contrasto alla Corte costituzionale. Le norme della Cedu funzionano così come norme interposte, grazie al rinvio (rinvio mobile, secondo la Corte) ad esse rivolto dal primo comma dell’art. 117.

Giurisprudenza e applicazione delle norme

La Corte costituzionale ha chiarito anche il modo come il giudice comune deve utilizzare la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo: nella sent. 49/2015 viene formulato un perentorio invito ai giudici italiani a non applicare pedissequamente e acriticamente le decisioni del giudice europeo, ma ad applicarle solo previa accurata analisi di ciascuna decisione sulla base di specifici elementi. Ne consegue – afferma la Corte costituzionale – che il giudice italiano può allontanarsi dalla linea interpretativa della Corte europea quando non vi sia un consolidato orientamento della sua giurisprudenza.

La giurisprudenza inaugurata dalle sentt. 348 e 349/2007 ha riguardato inizialmente la Cedu (poi invocata come parametro in numerose altre decisioni:

fra le pronunce di illegittimità v. ad es. sent. 113/2011). Con la sent. 7/2013 essa è stata applicata alle convenzioni dell’Onu e del Consiglio d’Europa sui diritti dell’infanzia. Si può altresì affermare che la stessa conclusione valga anche per altri trattati internazionali dai quali discendono obblighi legati alla tutela dei diritti fondamentali.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza dell'articolo 117 della Costituzione italiana riguardo ai vincoli internazionali?
  2. L'articolo 117 stabilisce che la potestà legislativa deve rispettare i vincoli derivanti dagli obblighi internazionali, imponendo le norme convenzionali alla legislazione nazionale, a condizione che siano compatibili con la Costituzione (Corte costituzionale, sentenze 348 e 349/2007).

  3. Come deve comportarsi il giudice italiano rispetto alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo?
  4. Secondo la sentenza 49/2015, il giudice italiano deve analizzare criticamente le decisioni della Corte europea e può discostarsi dalla sua interpretazione se non esiste un orientamento consolidato, evitando un'applicazione acritica delle sentenze.

  5. In che modo la giurisprudenza italiana ha esteso l'applicazione dell'articolo 117 oltre la Cedu?
  6. La giurisprudenza, iniziata con le sentenze 348 e 349/2007, è stata applicata anche alle convenzioni dell'Onu e del Consiglio d'Europa sui diritti dell'infanzia, estendendo l'obbligo di rispetto delle norme internazionali anche ad altri trattati che tutelano i diritti fondamentali.

Domande e risposte

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