Concetti Chiave
- Il Romanticismo emerge come movimento artistico che privilegia il sentimento e la passione rispetto alla razionalità del Neoclassicismo, con radici già nel XVIII secolo.
- Goya, attraverso opere come "3 maggio 1808", affronta tematiche sociali e politiche, esprimendo la drammaticità della guerra e le sofferenze umane.
- Gericault, con "La zattera della medusa", rappresenta eventi reali con uno stile innovativo, esplorando la psicologia umana e l'emozione attraverso il colore e la composizione.
- Delacroix, influenzato dall'esperienza in Africa, utilizza colori intensi e soggetti storici per esprimere passioni e conflitti, come in "La libertà che guida il popolo".
- Hayez, ritrattista di fama, utilizza le sue opere per riflettere sul desiderio di unificazione nazionale, evidenziando tematiche sociali e storiche nel contesto dell'occupazione austriaca in Italia.
redir: https://www.skuola.net/ottocento-letteratura/800-contesto-storico/romanticismo-italia.html
Il Romanticismo è un movimento artistico dai contorni meno definiti rispetto al Neoclassicismo. Benché si affermi in Europa dopo che il Neoclassicismo ha esaurito la sua vitalità, ossia intorno al 1830, in realtà era nato molto prima. Le prime tematiche che lo preannunciavano sorsero già verso la metà del XVIII secolo ma si consolidarono solo nei primi decenni dell’Ottocento. Il Romanticismo ha poi cominciato ad affievolirsi verso la metà del XIX secolo, anche se alcune sue suggestioni e propaggini giungono fino alla fine del secolo. Il Romanticismo è un movimento che si definisce bene proprio confrontandolo con il Neoclassicismo; mentre il Neoclassicismo dà importanza alla razionalità umana, il Romanticismo rivaluta la sfera del sentimento, della passione ed anche della irrazionalità; il Neoclassicismo è profondamente laico e persino ateo al contrario il Romanticismo è un movimento di grandi suggestioni religiose; il Neoclassicismo aveva preso come riferimento la storia classica il Romanticismo, invece, guarda alla storia del medioevo, rivalutando questo periodo che, fino ad allora, era stato considerato buio e barbarico; mentre il Neoclassicismo impostava la pratica artistica sulle regole e sul metodo, il Romanticismo rivalutava l’ispirazione ed il genio individuale; infine il neoclassico fa riferimento alle accademie mentre il romantico le rifiuta.
Da Vinci è stato il primo che ha intuito i “moti dell’anima”, che poi porteranno alla scienza fisiognomica.
Sposandosi con la sorella di un pittore di corte viene introdotto anche lui a corte; la sua carriera non è semplice perché alla corte di Carlo III c’erano molti altri pittori, tra cui Menx (neoclassico) e Tiepolo(rococò).
Viene notato perché inizia a fare degli arazi con soggetti folcloristici e dedicati al popolo e non più religiosi, storici o mitologici; realizza 63 cartoni.
Goya dipinge con pennellate veloci e incisive che danno il senso della forma e utilizza colori brillanti usati a macchie; si definisce con questa sua frase: “ il mio pennello non vede più dei miei occhi”.
Dopo Carlo III sale al trono suo figlio, Carlo IV; essendo un re molto autoritario il popolo comincia ad agitarsi ed abdica in favore del figlio Ferdinando VII, quest’ultimo, per sedare la rivolta chiede aiuto a Napoleone. Arrivarono le truppe francesi e calmarono le rivolte con numerosissime uccisioni, dopodiché, Napoleone, mise sul trono suo fratello Giuseppe Bonaparte. Ferdinando VII chiese aiuto agli inglesi e riuscì a scacciare i francesi, ritornando, così, sul trono, e chiederà a Goya di dipingere i momenti eroici del popolo.
All’età di 46 anni si ammala di una grave malattia, per alcuni critici può essere dipesa dalla sifilide (a causa delle sue molte amanti, tra cui la “contessa d’Alba), per altri dall’uso dei colori che contenevano il piombo. Si ritira in una casa fuori Madrid che viene definita “quinta del sordo” di cui dipingerà le pareti con le pitture nere che rappresentano le paure dell’uomo; realizzate con pennellate veloci e con la fisiognomica stravolta (sabba-riunione- delle streghe).
Nel 1824 si trasferisce in Francia, a Bordeaux, dove morirà nel 1828.
“3 maggio 1808” (le fucilazioni): rievoca le drammatiche vicende della guerra di liberazione spagnola, durante la quale molti civili furono uccisi dai soldati dell'esercito napoleonico. L’eccidio si svolge nel buio della notte, solo una grande lanterna cubica che emana una luce gialla illumina la scena; sullo sfondo si staglia silenziosa la città. Il plotone di esecuzione, senza volto, nella sua cieca violenza, si oppone alla drammaticità espressiva dei condannati. Non c’è eroismo ma solo terrore: ognuno di loro esprime un atteggiamento diverso verso la morte, ma riassunti tutti nelle braccia aperte dell’uomo dalla camicia bianca che trasforma il suo atto in un grido di inutile resistenza di fronte alla crudeltà degli uomini, e in un appassionato proclama contro tutte le violenze. L’uomo con la camicia bianca è più alto di tutti ed è messo in ginocchio.
La sua vita è molto tormentata. Si innamora di sua zia da cui avrà un figlio; il loro amore non può essere vissuto alla luce del sole, è una relazione tormentata e alla fine si lasciano, così che il figlio non verrà riconosciuto. Nel 1814 entra nei moschettieri di Luigi XVIII.
Dopo un periodo di soggiorno a Roma, dove studia le opere di Michelangelo e di Caravaggio, fa ritorno a Parigi, aspramente criticato si reca in Inghilterra dove viene apprezzato.
Nel 1822 ritorna in Francia e lavora per il dott. Georget, medico degli alienati, forse per farsi curare; in questo periodo gli alienati non sono più considerati elementi da allontanare ma cominciano a essere considerati malati. Per lui esegue una serie di dipinti, 10 in tutto ma 5 sono andati persi; sono una sorta di flash, di immagine fotografica, riesce ad addentrarsi nella psicologia. Nel 1824, in seguito a una ripetuta caduta da cavallo, si rompe il midollo spinale e muore.
“La zattera della medusa”: questo quadro fu esposto al salon (gallerie soggette alle critiche dei maestri delle accademie) e venne criticato fortemente per le sue dimensioni enormi (quasi 5 metri x 7)perché le grandi dimensioni erano utilizzate solo per soggetti storici o mitologici mentre questo era un fatto realmente accaduto.
Prende spunto da un fatto di cronaca successo nel 1816: l’affondamento della nave francese Medusa; gli occupanti della nave si rifugiarono su una zattera che rimase abbandonata alle onde del mare per diverse settimane; solo una quindicina di uomini furono tratti in salvo da una nave di passaggio, dopo che su quella zattera era avvenuto di tutto, anche fenomeni di cannibalismo. Gericault rappresenta il momento in cui, i pochi naufraghi superstiti, vedono il fumo di una nave. Si nota l’utilizzo della diagonale e uno sbilanciamento dei corpi; è principalmente monocromatico (ocra, beige e marrone); possiamo ritrovare Michelangelo nella rappresentazione dei corpi (corpo scultoreo del padre che tiene il figlio morto in braccio e facce e gesti drammatici) e Caravaggio per la luce che proviene da sinistra. Possiamo inoltre notare un’anticipazione al Realismo (calza dell’uomo che sta morendo).
“Alienata con la monomania dell’invidia”: rappresenta una signora invidiosa, lo sguardo è rivolto verso qualcuno al di fuori del dipinto che è fonte della sua invidia. Ha gli occhi rossi, lo sguardo bieco, i muscoli che corrugano la fronte sono messi in evidenza, lo sfondo marrone provoca il senso di oppressione e non fa capire dove si trovi la donna.
L’uso dei colori scuri e intensi ( rosso che si contrappone al verde) fa risaltare il viso pallido della donna.
Nasce nel 1798, è di famiglia alto-borghese e frequenta i salotti bene di Parigi; la sua vita non è tanto movimentata e non tanto attiva come Gericault; è pacato nei modi di vivere, non esprime la sua passionalità che però esprimeva nelle sue opere. Suoi amici sono Chopin e Beaudelaire che lo definiva “come cratere di un vulcano travestito da mazzo di fiori”.
Nel 1832 prende parte ad una visita di Stato in Marocco e in Algeria dove viene colpito dalle intensità cromatiche, si arricchisce di colori più luminosi e intensi, utilizza movimenti rotatorie ammira Rubens, un maestro, tanto che poi verrà soprannominato “Rubens Castigato”. Tornato in Francia cominciò a ricevere commissioni dal governo per grandi murali e per soffitti di edifici pubblici, lavori che rappresentavano il massimo traguardo raggiungibile per un pittore dell'epoca. Nel 1835 viene colpito da una grave malattia alla gola che lo costrinse a letto; il 13 agosto 1863 muore a Parigi per una ricaduta della malattia alla gola.
“Barca di Dante”: dipinge questo quadro in omaggio della “zattera della medusa”. In questo quadro Delacroix rappresenta il momento in cui Dante e Virgilio attraversano il fiume Acheronte sulla barca di Caronte. Alla barca cercano di aggrapparsi le anime dei dannati, per poter giungere il più presto possibile al luogo loro destinato.
La barca rappresenta la vita di un uomo in balia degli eventi; lo studio dei colori, visibile nelle gocce d’acqua vicino alla donna, anticipa gli studi degli impressionisti ed è stato influenzato dal chimico Eugène Chevreul.
“La libertà che guida il popolo”: in questo dipinto prende spunto dai moti rivoluzionari contro Carlo X, che era un re autoritario.
E’ a schema piramidale e, in qualche modo, ricorda la “zattera della medusa” dal cadavere con il calzino e l’uso della diagonale usato in senso opposto.
Rappresenta l'allegoria della Libertà che, stringendo in pugno la bandiera francese, conduce alla vittoria gli insorti contro la monarchia; i colori della bandiera francese sono riproposti più volte nel quadro. Sono rappresentati diversi strati della popolazione tra cui i borghesi, rappresentati dall’uomo a sinistra della Libertà con la bombetta e a destra della Libertà il popolo.
“Caccia ai leoni”: è un quadro simbolico; rappresenta la forza dell’uomo contro la brutalità della natura; i contorni sono tratteggiati per rendere di più il movimento (enflochetage), inoltre c’è un senso rotatorio determinato dai corpi intrecciati.
HAYEZ
Nasce a Venezia nel 1791; comincia gli studi in accademia dove viene notato da Canova che raggiungerà a Roma e starà sotto la sua ala protettrice.
L’Italia era occupata dagli austriaci e si voleva l’unificazione perciò nelle sue opere potremo trovare soprattutto tematiche simboliche, passioni moderate e storie medievali (il medioevo era l’epoca dei Comuni, il popolo si ribellava alle autorità).
Da Roma si trasferisce a Milano e diviene un grande ritrattista; conosce Verdi, Manzoni e Donizetti, che diventeranno suoi amici.
Ottiene la carica di professore dell’accademia di Brera.
Muore a Milano nel 1882.
“Vespri siciliani”: rappresenta una donna che, uscendo dalla chiesa, viene molestata da un soldato francese, i siciliani si rivoltano; è un fatto realmente accaduto nel 1200: tanto quanto i siciliani volevano cacciare i francesi, gli italiani volevano liberarsi dagli austriaci. E’ un quadro molto teatrale.
“Il bacio”: l'opera rappresenta l'attimo terribile del distacco tra due giovani condannati ad una separazione piena di tragici enigmi. Gli eventi che nell'immagine sono velati sotto una coltre di colore teso, stirato, brillante, nascondono le divisioni interne di questi "simboli" di una società in tumulto. Questi giovani, ignari, stanno per pagare le colpe di un reato che non hanno commesso. Nel dipinto le figure sono disegnate con una precisione e nettezza di contorni proprie della pittura classica, ma il loro atteggiamento appassionato, l'abbandono languido della donna e il piegarsi su di lei dell'uomo, creano una atmosfera intensa e commossa, tipica dell'arte romantica. Va inoltre sottolineata l'attenzione per i dettagli (le pieghe della veste, i riflessi della stoffa), che conferisce al dipinto un grande realismo. Era una sorta di messaggio per scacciare gli austriaci.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali differenze tra Romanticismo e Neoclassicismo?
- Come ha influenzato Goya il panorama artistico del suo tempo?
- Qual è il significato della "Zattera della Medusa" di Gericault?
- In che modo Delacroix ha contribuito al Romanticismo attraverso le sue opere?
- Qual è il tema centrale de "Il bacio" di Hayez?
Il Romanticismo rivaluta il sentimento e l'irrazionalità, mentre il Neoclassicismo enfatizza la razionalità. Inoltre, il Romanticismo si ispira al medioevo e rifiuta le accademie, contrariamente al Neoclassicismo che si basa sulla storia classica e segue regole artistiche.
Goya si distingue per l'uso di soggetti folcloristici e per la sua tecnica di pennellate veloci e incisive, che esprimono la vita del popolo. Le sue opere, come "3 maggio 1808", ritraggono la brutalità della guerra e la sofferenza umana, segnando un cambiamento significativo nell'arte.
Questo dipinto rappresenta il dramma reale dell'affondamento della nave Medusa e il successivo abbandono dei naufraghi. Gericault cattura il momento di speranza e disperazione, utilizzando una composizione dinamica e un forte contrasto di colori per enfatizzare l'umanità dei sopravvissuti.
Delacroix ha portato intensità cromatica e movimento nelle sue opere, come "La libertà che guida il popolo", che simboleggia la lotta per la libertà. La sua capacità di esprimere emozioni forti e di rappresentare eventi storici ha reso il suo lavoro emblematico del Romanticismo.
"Il bacio" rappresenta il drammatico distacco tra due giovani innamorati, simbolo di una società in tumulto. L'opera esprime passione e tensione emotiva, riflettendo le divisioni sociali e politiche dell'epoca, e si configura come un messaggio di resistenza contro l'occupazione austriaca.