Concetti Chiave
- L'arte informale nasce come ribellione alla forma a seguito delle guerre, focalizzandosi sulla materia e sull'uso di oggetti comuni.
- Lucio Fontana è noto per il suo gesto innovativo di tagliare la tela, rappresentando un malessere interiore attraverso opere che evocano la guerra.
- Alberto Burri, laureato in medicina, sviluppa la sua arte in cicli, utilizzando materiali degradati e un approccio che rompe con la rappresentazione tradizionale.
- Le opere di Fontana e Burri si concentrano sull'espressione di emozioni profonde, come la tragedia del vivere e la ricerca di equilibrio visivo.
- Il lavoro di Burri include opere iconiche come i "Cretti" e il "Cretto di Ghibellina", che riflettono la trasformazione delle materie attraverso processi di degradazione.
Origini e caratteristiche dell'arte informale
L’arte informale è una corrente nata all’indomani delle due guerre. Questa è infatti una ribellione alla forma conseguente alla distruzione morale (interiore) e fisica dovuta ai conflitti.
L’interesse si volge alla materia con un rinnovato uso di oggetti comuni mentre il soggetto non è più importante. L’impronta è drammatica.
Si seguono in generale due traiettorie: la prima enfatizza il segno-gesto mentre la seconda è volta a valorizzare i rifiuti, gli scarti e il colore viene preso come una pasta densa.
Tra gli esponenti italiani di questa corrente troviamo Lucio Fontana e Alberto Burri.
Qual è l'innovazione artistica di Lucio Fontana?
Lucio Fontana: (1899-1968) grazie all’eccellente capacità manuale fu in grado di svincolarsi da una formazione accademica e di seguire diversi binari creativi. La sua pittura ha origine nella scultura. Il suo nome è spesso associato all’estremo gesto di tagliare la tela, ma prima di arrivare a questo la sua produzione artistica annovera diversi altri capolavori.
Denominatore comune è la rappresentazione della guerra ricreata in maniera molto sottile. Solo un attento osservatore riesce infatti a trovare le analogie con questa. A prima vista salta subito all’occhio quello che si potrebbe vedere in un campo dopo uno scontro armato ma analizzando la psicologia dell’opera si può vedere come spesso rappresenti più il “male di vivere”, più un malessere interiore che qualcosa di esteriore e a tutti noto e visibile.
Nel 1947 compone “Serie di Buchi”: in quest’opera la superficie del quadro si riempie di crateri irregolari.
Nei primi anni Sessanta è la volta delle tele ovali dipinte con colori accesi ricoperte da squarci e fiori. Questo lavoro è denominato “Fine di Dio”.
I tagli sono una depurazione ulteriore della forma per arrivare a un’essenzialità minimale. Il fondo è bianco o colorato. Il segno diventa origine di un ritmo cadenzato e lirico. Lo spazio sacrale evocato nella forma e nel colore viene negato dal gesto distruttivo dello squarcio della materia.
In generale le sue opere si delineano come un inno ai valori primi della vita.
Alberto Burri e la sua evoluzione artistica
Alberto Burri: (1915-1995) si avvicina alla pittura durante la detenzione in un campo di prigionia in Texas, questi è infatti laureato in medicina. Il suo lavoro procede per cicli: Catrami 1948/1949; Muffe 1950/1951; Sacchi (di tuta uniti da grossi punti di sutura); Combustioni (ferri, legni, cellotex) 1954.
Ciò che conta sono gli effetti espressivi ottenuti sulle materie naturali e artificiali animate attraverso fenomeni di degradazione quali la ruggine e la combustione. Le opere denominate “plastiche” per esempio sono ottenute facendo liquefare la superficie con la fiamma ossidrica.
Il suo modo di lavorare è una rottura con il sistema di rappresentazione tradizionale.
Altre importanti opere della sua produzione sono:
Cretti: superfici monocrome di alto spessore fatte colare e asciugare lasciando che queste si crepino come terra al sole;
Cretto di Ghibellina: sulle macerie di una città siciliana distrutta da un terremoto è stato fatto colare del cemento. Il risultato è simile a un sudario bianco.
Conclusioni sull'arte di Burri
In conclusione, a detta dei critici Burri non voleva solo raccontare la tragedia di vivere ma voleva descrivere la ricerca di un continuo equilibrio visivo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine dell'arte informale e quali sono le sue caratteristiche principali?
- Come si distingue l'innovazione artistica di Lucio Fontana?
- Qual è il percorso artistico di Alberto Burri e quali sono le sue opere significative?
- In che modo Burri rompe con il sistema di rappresentazione tradizionale?
- Qual è il messaggio principale che Burri intende trasmettere attraverso la sua arte?
L'arte informale è emersa dopo le due guerre come una ribellione alla forma, riflettendo la distruzione morale e fisica dei conflitti. Si concentra sulla materia e sull'uso di oggetti comuni, con un'impronta drammatica e due traiettorie principali: una che enfatizza il segno-gesto e l'altra che valorizza rifiuti e scarti.
Lucio Fontana, grazie alla sua abilità manuale, ha innovato l'arte attraverso il gesto estremo di tagliare la tela, rappresentando la guerra in modo sottile e spesso riflettendo il "male di vivere". Le sue opere, come "Serie di Buchi" e "Fine di Dio", esplorano l'essenzialità minimale e il ritmo lirico.
Alberto Burri ha iniziato a dipingere durante la detenzione in un campo di prigionia e ha sviluppato il suo lavoro in cicli, come Catrami e Muffe. Le sue opere, come le "plastiche" e il "Cretto di Ghibellina", utilizzano materiali naturali e artificiali, esplorando effetti espressivi attraverso la degradazione.
Burri rompe con la tradizione attraverso l'uso di materiali non convenzionali e tecniche innovative, come la combustione e la liquefazione, creando opere che sfidano le aspettative e si distaccano dalla rappresentazione classica.
Burri non si limita a raccontare la tragedia della vita, ma cerca di descrivere una continua ricerca di equilibrio visivo, come evidenziato dai critici, riflettendo una profonda introspezione e una connessione con l'esperienza umana.