Concetti Chiave

  • Il donare è un atto di rispetto e gratitudine, che porta gioia sia a chi riceve che a chi offre, dimostrando amore e generosità senza aspettarsi nulla in cambio.
  • Oggi il concetto di dono ha perso spontaneità, spesso usato per manipolare o mascherare situazioni difficili, come nel caso delle donazioni umanitarie.
  • Theodor W. Adorno critica la perdita dell'arte del dono, evidenziando come i regali siano spesso scelti per convenienza e privi di valore affettivo.
  • Un esempio di generosità autentica è la storia di Matt Jones, che ha donato un rene a Barbara Bunnell, avviando una catena di altruismo e reciproca assistenza.
  • Il valore personale del donare è legato alla gioia di creare legami e condividere un pezzo di sé con gli altri, riscoprendo l'emozione di ricevere un regalo con gratitudine.

Il significato del donare

Non c’è atto più bello del donare: esso rappresenta una manifestazione di rispetto, gratitudine e stima nei confronti del prossimo. Siamo soliti fare regali agli altri in occasioni particolari, come un compleanno, un matrimonio, una laurea, o in determinate festività religiose, come il Natale. Rimaniamo molto soddisfatti e appagati quando vediamo che il nostro dono è stato apprezzato poiché è stato in grado di far sorridere qualcuno o di far provare meraviglia. Si pensi, ad esempio, al volto contento dei bambini quando la mattina di Natale scartano con curiosità il regalo che hanno ricevuto.

La complessità del dono

L’atto del donare, però, non è una cosa semplice. Come afferma Enzo Bianchi in Dono. Senza reciprocità, donare è un’arte difficile perché significa «donare se stessi». Si differenzia dal semplice dare, in quanto regalare qualcosa a qualcuno significa consegnare un bene nelle mani di un altro senza aspettarsi nulla in cambio. Il dono, infatti, deriva dalla libertà e dalla spontaneità del donatore che decide di fare un regalo all’altro per generosità o per amore indipendentemente dalla risposta che riceverà dal destinatario.

Il dono nella società moderna

Oggi, però, rispetto al passato il dono ha perso il suo connotato di naturalezza e spontaneità. Bianchi, infatti, sostiene che oggi si pratica l’atto del dono soprattutto per comprare l’altro limitandone la libertà e anche per nascondere un male (si pensi, ad esempio, agli aiuti umanitari in caso di popoli in guerra). Inoltre il dono è diventato un atto banale, perché si dona una briciola di quello che si possiede a coloro verso i quali i mass media ci fanno provare emozioni (è il caso delle donazioni tramite sms ad associazioni di volontariato). In più «il dono può essere rifiutato con atteggiamenti di violenza o nell’indifferenza distratta, può essere ricevuto senza destare gratitudine e può essere sperperato».

L'arte del dono secondo Adorno

Anche Theodor W. Adorno, in Minima moralia. Meditazioni della vita offesa, sostiene che «gli uomini disapprendono l’arte del dono» perché, nel momento in cui fanno un regalo, devono pensare all’altro come un soggetto e, quindi, devono scegliere cosa comprare e impiegare del tempo per farlo. Sta di fatto che regalare qualcosa a qualcuno deve essere un atto che viene dal cuore. Purtroppo oggi non è così. Di solito, sostiene Adorno, regaliamo all’altro qualcosa che desideriamo anche noi, ma lo scegliamo di qualità inferiore. Inoltre oggi non abbiamo più voglia di fare doni e, quindi, non sapendo più cosa regalare, compriamo degli articoli da regalo che non hanno alcun valore affettivo, ma che sono semplici fondi di magazzino. Del resto, come afferma Mark Anspach in Cosa significa ricambiare? Dono e reciprocità, «la generosità è una cosa che si impara» e non si diventa generosi da soli. Pochi sono coloro che donano per il semplice piacere di farlo e che non attribuiscono al loro atto un significato individualistico e interessato.

Esempi di generosità autentica

Un esempio di ciò è dato da quanto avvenuto nel luglio del 2007 quando una paziente, Barbara Bunnell, ha ricevuto un rene dal donatore Matt Jones che se ne è privato per la semplice gioia di aiutare il suo prossimo. Questo atto ha creato una «catena di reciprocità generalizzata»: infatti il marito di Barbara ha donato il suo rene a Angela, la cui mamma ha compiuto lo stesso atto verso un altro paziente e così via.

Il valore personale del donare

Io ritengo che donare sia un atto di pura generosità verso il prossimo e penso che i doni, anche quelli che non ci piacciono, debbano essere graditi dal destinatario. Bisognerebbe ritornare ai vecchi tempi, quando ci si meravigliava nel momento in cui si riceveva un regalo e si ringraziava di vero cuore chi lo aveva fatto. Donare qualcosa a qualcuno significa anche destare curiosità ed entusiasmo. È il caso, ad esempio, di quanto narrato da Grazia Deledda in una sua novella, Il dono di Natale. L’autrice presenta Felle che è incuriosito da quanto sta avvenendo nella casa dei suoi vicini: il padre di quella famiglia, infatti, deve portare un dono e lui si chiede quale sia. Spinto dalla curiosità, dopo cena, si reca a casa loro e scopre, con meraviglia, che il dono è un bel bambino rosso appena nato nella notte di Natale con due riccioli sulla fronte e gli occhi aperti. A me personalmente piace molto fare regali alle persone a cui voglio bene: avere un pensiero per gli altri significa donare loro un pezzo di me e dedicare del tempo a coloro che mi stanno vicino. Non nascondo che gioisco nel profondo del cuore quando vedo che il mio pensiero è stato gradito. E per me non c’è emozione più bella di questa.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato profondo del donare secondo il testo?
  2. Il donare è un atto di rispetto, gratitudine e stima verso il prossimo, che porta soddisfazione quando il dono è apprezzato, come evidenziato dall'esempio dei bambini a Natale.

  3. In che modo il dono si differenzia dal semplice dare?
  4. Donare implica "donare se stessi" e non aspettarsi nulla in cambio, mentre dare può essere un atto più superficiale, come affermato da Enzo Bianchi.

  5. Quali sono le critiche moderne riguardo all'atto del donare?
  6. Oggi il dono ha perso spontaneità e naturalezza, diventando spesso un atto banale o strumentale, come nel caso delle donazioni mediatiche, secondo Bianchi.

  7. Come viene descritta l'arte del dono da Theodor W. Adorno?
  8. Adorno sostiene che l'arte del dono è disapprendida, poiché oggi si tende a regalare oggetti privi di valore affettivo, spesso scelti per il proprio desiderio piuttosto che per quello dell'altro.

  9. Qual è un esempio di generosità autentica riportato nel testo?
  10. Un esempio è la storia di Barbara Bunnell, che ha ricevuto un rene da Matt Jones, il quale ha agito per pura gioia di aiutare, dando vita a una catena di reciprocità.

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