Concetti Chiave
- Il cristianesimo si diffuse nell'impero romano nel IV secolo D.C. grazie agli editti degli imperatori Costantino e Teodosio, che ne favorirono la pratica e ne dichiararono la religione di stato.
- Le basiliche cristiane si trasformarono da luoghi pubblici a spazi religiosi, con strutture specifiche come le basiliche cattedrali e cemeteriali, differenziate per pianta e funzione.
- L'arte bizantina si caratterizza per simmetria e geometrizzazione, utilizzando immagini stilizzate di martiri e santi, in contrasto con l'arte romana.
- Durante il V e VI secolo D.C., l'arte del mosaico prosperò, con tessere di vetro colorato e dorato che abbellivano soffitti e pareti, riflettendo la luce naturale.
- I monasteri divennero centri di meditazione e cultura, dove i monaci copiavano testi religiosi, contribuendo alla conservazione della letteratura dell'epoca.
Diffusione del cristianesimo
Nel 500 D. C. il cristianesimo si diffuse dal mediooriente all’impero romano. Inizialmente lo sviluppo di una vera e propria arte cristiana fu frenato dal divieto ebraico di riprodurre immagini sacre. Il cristianesimo si diffuse a Roma nel IV secolo D. C., quando l’imperatore Costantino emanò un editto con il quale permetteva di praticare culti legati alla religione cristiana e successivamente l’imperatore Teodosio emanò un editto con il quale ufficializzava il cristianesimo come religione di stato. Dopo la morte di Teodosio l’impero Romano si divise in due parti: l’impero romano di occidente, con capitale Ravenna, che cadde nel 476 d. C. a causa delle invasioni barbariche, e quello di oriente, con capitale Costantinopoli, che riuscì invece a respingere i nemici e diede vita alla civiltà greco-bizantina.
Arte bizantina e paleocristiana
In questo periodo si svilupparono due diverse forme d’arte: l’arte bizantina e quella paleocristiana.
l’arte bizantina si differenzia da quella romana per una maggiore simmetria e geometrizzazione delle forme. La figura umana viene mortificata e vengono rappresentate immagini steriotipate e stilizzate raffiguranti martiri e santi.
Basiliche e loro evoluzione
Nel 313 D. C., con l’emanazione dell’editto di Costantino, ai cristiani venne riconosciuta la libertà di culto, così essi cominciarono a riunire le ecclesie, ovvero i fedeli, nelle basiliche, che così si trasformarono da luoghi pubblici ad ambienti religiosi.
Esistevano due tipi di basiliche, che si differenziavano per la pianta che presentavano e per le funzioni che adempivano. Per quanto riguarda le funzioni che svolgevano vi erano le basiliche cattedrali, quelle in cui celebrava la messa il vescovo, il capo spirituale della comunità dei fedeli, e quelle cemeteriali, destinate al culto dei martiri. Tali basiliche potevano essere, o a pianta longitudinale (a croce latina), che consistevano in una sala rettangolare con una soffitta a capriate, cioè con un tetto a spiovente sorretto da travi, o a pianta centrale (a croce greca), formate da una sala circolare con presbiterio e altare al centro.
Struttura delle basiliche
Con lo sviluppo dell’arte paleocristiana alla pianta delle basiliche vennero apportate numerose modifiche: mentre l’ingresso della basilica romana si trovava a sud, in quella cristiana esso era situato ad ovest, poiché il presbiterio era collocato ad est, il punto in cui sorge il sole. Prima dell’entrata della basilica vi era il quadriportico, un ambiente a pianta quadrata comunicante con l’esterno, dove si riunivano i neocatecumeni e al cui centro si trovava la fonte battesimale. Entrando nella basilica si accedeva al nartece, un piccolo corridoio che collegava l’ingresso al resto della basilica. Superato il nartece si accedeva ad un’ampia sala rettangolare, suddivisa in navate da una sequenza di colonne e archi. Le navate erano sempre di numero dispari, ed il termine “navata” deriva dalla parola nave, che rappresenta un viaggio, in questo caso di salvezza, simboleggiata dall’altare. In questo ambiente si distingue un primo registro, quello delle colonne e degli archi, ed un secondo registro, dove si alternavano cicli di affreschi e finestre. Il presbiterio non si trovava allo stesso livello rispetto al resto della basilica, infatti per accedervi bisognava salire una rampa di scale. Esso ospitava l’altare, ai lati del quale si trovava il transetto, una navata più corta che poteva essere collocata anche a due terzi della basilica anziché ai lati del transetto. Infine vi era l’abside, dove si trovava il catino absidale, a forma di quarto di cupola, dove c’era un affresco o un mosaico raffigurante cristo (cristo pantocratico), letteralmente onnisciente e onnipresente. Nel III secolo D. C. il cristo pantocratico veniva raffigurato nel momento dell’ascesa, ma successivamente, tra il 400 e il 500 D. C. egli venne rappresentato con la barba e il bastone, in mezzo ad un gregge, proprio come un pastore.
Arte del mosaico
Tra il V e il Vi secolo D. C. fiorì l’arte del mosaico. Con le tessere, cubetti di vetro di vario colore, furono rivestiti i soffitti e le pareti. Alle tessere di pasta vitrea si affiancarono ben presto quelle dorate, ottenute interponendo una sottile foglia d’oro tra due lastre di vetro trasparente. Queste tessere contribuivano ad illuminare gli spazi interni, poiché riflettevano la luce naturale proveniente dalle finestre. I mosaicisti, coloro che fabbricavano i mosaici, utilizzavano tessere di varie dimensioni, in base ai soggetti da raffigurare: usavano tessere piccole e disposte in cerchi concentrici per rappresentare i volti, mentre adoperavano tessere più grandi e disposte in file parallele, per ricoprire spazi grandi, come soffitti e pareti.
Catacombe e simbolismo cristiano
Con la diffusione del cristianesimo i corpi dei defunti non vennero più cremati, ma “conservati” e sepolti. I cristiani seppellivano i loro cari in cimiteri sotterranei, le cosiddette catacombe, scavate nella roccia. Nelle pareti di gallerie sotterranee venivano scavati i loculi, dove erano deposti i corpi dei defunti. I loculi venivano coperti con lastre di pietra o pareti in muratura, sulle quali potevano essere incise iscrizioni, rappresentate immagini o inseriti oggetti come conchiglie, perline o monete, che aiutavano i cristiani ad orientarsi all’interno delle catacombe. Sulle pareti di questi cimiteri sotterranei erano anche rappresentati i simboli dell’arte paleocristiana. I cristiani utilizzarono le immagini e i simboli legati al culto pagano, attribuendone altri significati. Ad esempio il pastore che trasporta l’agnello simboleggia Cristo, i pesci e i pani all’interno di un cesto rappresentano l’eucarestia, l’ancora indica la salvezza e la speranza nella vita eterna, la colomba allude all’anima pura del defunto e il ramoscello d’ulivo simboleggia la pace.
Monasteri e cultura religiosa
In questo periodo alcuni religiosi, i monaci, sentono il bisogno di isolarsi e dedicarsi alla preghiera, per questo motivo nascono i monasteri, dove si riunivano i monaci che, guidati da un abate, si dedicavano alla meditazione. All’interno dei monasteri si trovava una sala di scrittura, lo scriptorium, dove i monaci amanuensi ricopiavano testi legati alla cultura e alla letteratura di quel periodo, attribuendone un significato religioso.
Conquiste e arte longobarda
Dopo la divisione dell’impero in impero romano d’oriente e impero romano d’occidente, l’Italia settentrionale fu conquistata nel 568 dai longobardi, una popolazione abile nella lavorazione dei metalli e nell’arte dell’orificeria. I longobardi furono sconfitti da Carlo Magno, re di Francia, così si diede vita all’arte longobarda-carolingia, che rivalutò le architetture del periodo cristiano. Successivamente l’Italia venne conquistata dagli ottoni, una popolazione di origine germanica, che introdusse nella penisola la lavorazione dei metalli preziosi, come oro e argento, e della filigrana.
Domande da interrogazione
- Come si è diffuso il cristianesimo nell'impero romano?
- Quali sono le principali caratteristiche dell'arte bizantina?
- Quali tipi di basiliche esistevano e come si differenziavano?
- Qual è il significato dei simboli cristiani nelle catacombe?
- Qual è il ruolo dei monasteri nella cultura religiosa del periodo?
Il cristianesimo si diffuse nell'impero romano a partire dal IV secolo D.C. grazie all'editto di Costantino, che permise la pratica della religione cristiana, e successivamente all'editto di Teodosio, che lo ufficializzò come religione di stato.
L'arte bizantina si distingue per una maggiore simmetria e geometrizzazione delle forme, con rappresentazioni stilizzate di martiri e santi, in contrasto con l'arte romana.
Esistevano basiliche cattedrali, dove celebrava il vescovo, e basiliche cemeteriali, dedicate al culto dei martiri. Si differenziavano per la pianta e le funzioni, con forme longitudinali o centrali.
I simboli cristiani nelle catacombe, come il pastore con l'agnello e l'ancora, rappresentano significati profondi legati alla fede, come la salvezza, la vita eterna e la purezza dell'anima.
I monasteri, guidati da un abate, erano luoghi di isolamento e preghiera per i monaci, che si dedicavano alla meditazione e alla copia di testi religiosi, contribuendo alla conservazione della cultura e della letteratura.