Concetti Chiave

  • Aristotele affronta il problema del divenire utilizzando i concetti di forma e materia, definendo il cambiamento come una trasformazione interna all'essere.
  • Il passaggio da potenza ad atto è un processo necessario e determinato, in cui la materia si concretizza in una forma specifica.
  • Secondo Aristotele, ogni entità esistente, come un uovo che diventa gallina, ha il potenziale di trasformarsi in atto attraverso un processo definito.
  • La conoscenza sensibile è fondamentale per Aristotele, in quanto sostiene che tutto ciò che è nell'intelletto deriva dall'esperienza sensoriale.
  • Aristotele afferma che l'atto precede sempre la potenza, poiché è necessario un essere in atto affinché una potenza si realizzi.

La teoria del divenire di Aristotele

È proprio grazie all’introduzione dei concetti di forma e di materia che Aristotele riesce a elaborare una soluzione al problema del divenire, una delle questioni più ardue del pensiero filosofico. Secondo il filosofo Aristotele, quando avviene un cambiamento non si ha il passaggio dall’essere al non essere o viceversa, ma il passaggio da un tipo di essere a un altro, si tratta quindi di una trasformazione interna all’essere. Questo passaggio viene descritto come il passaggio dalla materia alla forma, cioè da una situazione in cui vi è assenza di forma a una in cui viene appunto attuata la forma. Questi due momenti del divenire vengono chiamati potenza e atto. Ogni cosa che esiste può dunque passare dall’essere in potenza della materia all’essere in atto della forma. Ad esempio l’uovo è gallina in potenza in quanto l’uomo ha la possibilità di trasformarsi in quanto ha in sé stesso la potenzialità di assumere la forma della gallina. La gallina, a sua volta invece, è l’atto, cioè forma realizzata di un processo di divenire.

Il passaggio da potenza ad atto

Bisogna precisare che questo passaggio però non è un passaggio libero, infatti da un uovo di gallina deve necessariamente nascere la gallina, così come da una ghianda deve necessariamente nascere un albero di quercia, non può avvenire diversamente, quindi il passaggio dalla potenza all’atto è un passaggio necessario e determinato. La materia è dunque quell’elemento indeterminato che ha la potenzialità di assumere determinazioni successive, rendendo così possibile il cambiamento. La forma è invece l’elemento attuale, permanente e riconoscibile delle cose. Inoltre il passaggio da potenza ad atto non è un passaggio concluso in sé perché qualcosa che è atto può diventare qualcos’altro in potenza.

Nell’esempio della gallina, l’uovo è pulcino in potenza, il pulcino a sua volta sarà gallina in potenza, la gallina sarà dunque l’atto nel pulcino. La gallina sarà inoltre potenza di qualcos’altro. Inoltre, secondo Aristotele, l’atto precede sempre la potenza. Ad esempio, per poter generare un bambino che è un adulto in potenza, è sempre necessario che ci siano dei genitori che sono adulti in atto, in cui la forma umana sia pienamente attuata. Affinché una potenza si concretizzi in atto, c’è sempre un essere in atto che può essere riconosciuto come sua causa. Nessuna possibilità può da sé stessa trasformarsi in realtà attuale. È infatti necessario che vi sia prima quel qualcosa di formato, che abbia una sua consistenza, in modo che possa generarsi, dando inizio al cambiamento.

La conoscenza sensibile secondo Aristotele

Nella sua metafisica, Aristotele attribuisce una notevole importanza alla conoscenza sensibile oltre che a quella razionale. I filosofi precedenti avevano invece sottovalutato la conoscenza sensibile, in quanto ritenuta inferiore e legata alla materia, quella razionale invece era considerata superiore, in quanto andava al di là dell’osservazione basata sui sensi. Secondo Aristotele nulla è nell'intelletto che prima non sia stato nei sensi. Secondo egli, infatti, quando gli uomini nascono, la loro mente è vuota, tutti i contenuti mentali sono infatti acquisiti con l’esperienza, nella mente degli uomini non c’è pertanto niente che non derivi dalla conoscenza sensibile.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la soluzione di Aristotele al problema del divenire?
  2. Aristotele risolve il problema del divenire introducendo i concetti di forma e materia, descrivendo il cambiamento come un passaggio da un tipo di essere a un altro, ovvero dalla materia alla forma, attraverso i concetti di potenza e atto.

  3. Come avviene il passaggio da potenza ad atto secondo Aristotele?
  4. Il passaggio da potenza ad atto è un processo necessario e determinato, in cui la materia, indeterminata, assume forme specifiche; ad esempio, da un uovo di gallina deve necessariamente nascere una gallina.

  5. Qual è il ruolo della conoscenza sensibile nella filosofia di Aristotele?
  6. Aristotele attribuisce grande importanza alla conoscenza sensibile, sostenendo che nulla è nell'intelletto che prima non sia stato nei sensi, contrariamente ai filosofi precedenti che la consideravano inferiore.

  7. Come si relazionano potenza e atto nel contesto della generazione?
  8. Secondo Aristotele, l'atto precede sempre la potenza; ad esempio, per generare un bambino (adulto in potenza), è necessario che ci siano genitori che sono adulti in atto, dimostrando che la forma deve essere già attuata.

  9. Qual è la visione di Aristotele riguardo alla mente umana alla nascita?
  10. Aristotele sostiene che alla nascita la mente umana è vuota e che tutti i contenuti mentali derivano dall'esperienza, enfatizzando l'importanza della conoscenza sensibile nel processo di apprendimento.

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