Concetti Chiave
- Aristotele si confronta con la sfida di unificare il campo di indagine della scienza, poiché "ente in quanto ente" non identifica un genere unico.
- L'unitarietà del campo di indagine è essenziale per la scienza, e nelle scienze speciali corrisponde al genere di appartenenza degli enti studiati.
- Per unificare i significati di "ente", Aristotele propone la dottrina della «relazione a uno», evidenziando connessioni tra i significati.
- I significati di "ente" non sono del tutto equivoci, ma si riferiscono a una costellazione di significati interconnessi.
- Il significato centrale tra i vari significati di "ente" è la sostanza, che funge da riferimento unitario sul piano ontologico.
Qual è la sfida di Aristotele?
La definizione di scienza data alla ricerca sull'ente in quanto ente pone Aristotele di fronte a una difficoltà: che cosa unifica il campo d'indagine di questa scienza?
L'espressione "ente in quanto ente" non individua infatti un sommo genere, un genere unico e amplissimo cui appartengono tutti gli enti. Come sappiamo dalla dottrina delle categorie, le variegate modalità di esistenza di ciò che esiste non possono infatti essere ricondotte all'identità che accomuna i membri di un genere. Il sapere infatti individua una determinata "regione" di enti, contrassegnati da
Certe proprietà essenziali, e la delimita rispetto agli altri generi, caratterizzati da altre proprietà. Non può quindi esservi, per Aristotele, un genere che comprende tutti gli enti.
L'unitarietà nella scienza
Tuttavia, una delle condizioni perché si dia scienza, è l'unitarietà del campo di oggetti che essa studia.
Nel caso delle scienze speciali, l'estensione di tale ambito unitario corrisponde al genere di appartenenza degli enti studiati: per esempio, nel caso della fisica, gli enti che hanno in se stessi il principio del proprio movimento. Ma poiché quello degli enti non è un genere, affinché la ricerca intorno all'ente in quanto ente possa correttamente essere definita scienza, occorre individuare un differente criterio di unificazione del suo campo di indagine.
La dottrina della relazione a uno
A questo scopo Aristotele si affida a una dottrina, detta della «relazione a uno» dei diversi significati di ente. Il filosofo ricorre alla distinzione messa a punto nei Topici studiando la dialettica e fa osservare quanto segue: benché "ente" non sia un termine dal significato univoco, la sua equivocità non rinvia però a una pluralità di significati del tutto estranei l'uno all'altro; individua invece una costellazione di significati tra loro connessi. "Ente" dunque è un termine non del tutto equivoco.
Tra i significati di "ente", afferma infatti Aristotele, intercorrono rapporti analoghi a quelli che collegano, per esempio, i significati del termine "salutare". Ogni significato di "salutare" è in relazione alla salute, anche se di volta in volta "salutare" può essere usato in senso diverso e può significare "ciò che conserva la salute", o "ciò che produce la salute" o ancora "ciò che è sintomo di salute".
Analogamente, i significati di "ente", per quanto molteplici, riconducono tutti alla sostanza, che di tali significati rappresenta quello centrale, costituendone l'unitario riferimento comune: ciò perché, come abbiamo visto, sul piano ontologico la sostanza costituisce il sostrato di ogni altra modalità di esistenza.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale difficoltà che affronta Aristotele nella definizione di scienza?
- Come si definisce l'unitarietà nel contesto delle scienze speciali secondo Aristotele?
- Qual è la dottrina che Aristotele utilizza per affrontare la questione dell'unitarietà nella scienza?
- In che modo Aristotele illustra la connessione tra i significati di "ente"?
Aristotele si confronta con la sfida di unificare il campo d'indagine della scienza, poiché l'espressione "ente in quanto ente" non identifica un genere unico che comprenda tutti gli enti, rendendo difficile la definizione di un ambito unitario di studio.
L'unitarietà nel campo delle scienze speciali è determinata dal genere di appartenenza degli enti studiati; ad esempio, nella fisica, si studiano gli enti che possiedono il principio del proprio movimento, ma per la scienza dell'ente in quanto ente è necessario un criterio di unificazione diverso.
Aristotele si avvale della dottrina della «relazione a uno», che suggerisce che, sebbene "ente" non abbia un significato univoco, i suoi diversi significati sono interconnessi e riconducono tutti alla sostanza, che rappresenta il riferimento comune.
Aristotele paragona i significati di "ente" a quelli del termine "salutare", evidenziando che, sebbene possano avere usi diversi, tutti riconducono alla sostanza, che è il significato centrale e il sostrato di ogni altra modalità di esistenza.