Concetti Chiave

  • La sostanza, per Aristotele, è un ente concreto e autonomo che esiste di per sé, distinto dalle proprietà ad essa attribuite.
  • La sostanza è composta da materia e forma, che insieme costituiscono un sinolo, ovvero un'unità indivisibile.
  • La potenza rappresenta la possibilità per la materia di assumere nuove forme, mentre l'atto è la realizzazione concreta di questa potenzialità.
  • Il divenire, per Aristotele, è un cambiamento necessario in cui la materia attualizza la forma che aveva in potenza, seguendo leggi specifiche.
  • Aristotele cerca di sintetizzare le posizioni di Parmenide ed Eraclito, considerando il divenire come una trasformazione dell'Essere piuttosto che un passaggio dal non essere all'essere.

Indice

  1. La sostanza secondo Aristotele
  2. Materia e forma
  3. Il concetto di sinolo
  4. Potenza e atto
  5. Il divenire secondo Aristotele

La sostanza secondo Aristotele

La sostanza è la natura necessaria di un ente preciso e determinato questo qui (tode ti) che esiste di per sé. Per sostanza Aristotele intende un individuo concreto che funge da soggetto ontologico di proprietà e da soggetto logico di predicati.

Esempio.

Questo uomo Socrate, al quale io riferisco una serie di proprietà (alto, basso, grasso ecc..)

Il questo qui, il soggetto sostanziale è un ente autonomo, cioè qualcosa che a differenza delle proprietà che gli vengono attribuite, ha vita propria:

Es: una foglia (sostanza) verde (accidente)

La sostanza per Aristotele è sempre individuale. Vediamo però da che cosa è composta. I Naturalisti indicano negli elementi naturali il principio sostanziale , quindi la materia di cui è composto un ente.; i platonici il principio sostanziale nella forma( le idee). Aristotele sintetizza le due posizioni : la sostanza è sinolo(Synolon) cioè insieme indissolubile di materia e forma.

    Materia e forma

  • La materia: è il supporto materiale che rende possibile l’esistenza di quella sostanza , può assumere diverse forme.
  • La forma: è la struttura in cui si organizza la materia e fa si che un “questo qui”sia quello che è invece di essere altro.

Il concetto di sinolo

La forma non è da confondersi con l’aspetto esterno , con l’apparenza, la forma è l’essenza di quella cosa , l’insieme delle caratteristiche che rendono quella cosa esattamente ciò che è.

Esempio.

Socrate la sua forma è la natura razionale che lo caratterizza come essere umano.

Sinolo: significa tutto insieme, la materia e la forma sono indivisibili l’una dall’altra, non esiste forma in assenza di Materia che ne renda possibile l’esistenza. (non esiste una torta senza l’impasto da cui è costituita.)

Diversamente dalle idee platoniche, per Aristotele l’essenza di una sostanza è sempre intera alla sostanza stessa.

A partire dalla nozione di Materia e Forma, Aristotele affronta il problema del divenire, cioè del cambiamento e del movimento.

Questione: in che modo gli enti cambiano e si modificano pur rimanendo gli stessi? Aristotele vuole trovare una sintesi tra Parmenide ed Eraclito. Per lui il divenire non è un passaggio dal non essere all’essere ma una trasformazione dell’Essere da uno stadio ad un altro. Per spiegarli il filosofo usa le nozioni di atto e potenza, specificando che non possono essere definiti ma solo compresi attraverso esempi.

    Potenza e atto

  • La potenza (dynamisis): è la possibilità per la Materia di assumere una nuova forma. La potenza non è forza ma è potenzialità: il cucciolo è un cane adulto in potenza; l’uovo è la gallina in potenza.
  • La potenza è connessa alla materia che ha la potenzialità di essere plasmata in diverse forme.
  • L’atto (entelecheia) è invece la realizzazione della potenzialità, ciò che effettivamente l’ente è in base alla sua forma.
  • L’atto è completa realizzazione: il cane è il cucciolo realizzato; la gallina è l’uovo realizzato. L’atto è connesso alla forma perché un ente è ciò che è, qui ed ora, per effetto della forma che struttura la materia.

Il divenire secondo Aristotele

Cosi come la coppia materia e forma spiega la sostanza, così la coppia potenza e atto spiega il divenire. La potenza è il punto di inizio e l’atto il fine.

C’è cambiamento quando la materia assume in atto la forma che aveva in potenza.

questo cambiamento non è libero però, è necessitato: la ghianda può diventare quercia ma non diventerà ami abete. La potenza può attualizzarsi oppure no ma nel caso si realizzi diventerà sempre un atto specifico. A differenza di quello che potremmo pensare, l’atto viene prima della Potenza da diversi punti di vista:

  • Logicamente: solo l’atto ci permette di conoscere la potenza.
  • Cronologicamente: perché un ente in potenza è stato generato da uno già in atto.
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Domande da interrogazione

  1. Che cos'è la sostanza secondo Aristotele?
  2. La sostanza è la natura necessaria di un ente preciso e determinato, un individuo concreto che funge da soggetto ontologico di proprietà e da soggetto logico di predicati.

  3. Qual è la differenza tra materia e forma nella concezione aristotelica?
  4. La materia è il supporto materiale che consente l'esistenza della sostanza, mentre la forma è la struttura che organizza la materia, rendendo un ente ciò che è, non solo un'apparenza.

  5. Cosa si intende per sinolo in Aristotele?
  6. Il sinolo è l'insieme indissolubile di materia e forma; non esiste forma senza materia, e viceversa, come una torta non può esistere senza l'impasto.

  7. Come spiega Aristotele il concetto di divenire?
  8. Aristotele considera il divenire come una trasformazione dell'Essere da uno stadio a un altro, utilizzando le nozioni di potenza e atto per descrivere il cambiamento.

  9. Qual è la relazione tra potenza e atto secondo Aristotele?
  10. La potenza è la possibilità per la materia di assumere una nuova forma, mentre l'atto è la realizzazione di questa potenzialità; il cambiamento avviene quando la materia attualizza la forma che aveva in potenza.

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