Concetti Chiave
- La logica è vista come la struttura formale di tutte le discipline, essenziale per il loro funzionamento e analisi.
- Aristotele ha introdotto la logica attraverso l'analitica, scomponendo fenomeni complessi in parti essenziali.
- I concetti e le proposizioni sono fondamentali, con i primi che non possono essere veri o falsi, mentre le seconde possono essere giudicate come tali.
- Il quadrato degli opposti illustra le relazioni tra proposizioni, distinguendo tra contrarietà e contraddittorietà, e il loro ruolo nell'inferenza logica.
- Aristotele definisce la verità come l'unione o la disgiunzione di ciò che è realmente unito o disgiunto, basandosi su un realismo gnoseologico.
La logica non ha un proprio campo disciplinare perché è la struttura formale che hanno tutte le discipline, quindi è la parte concettuale. I procedimenti e i ragionamenti di ogni disciplina sono la parte logica.
Indice
Aristotele e l'analitica
Logica richiama il discorso e il ragionamento ma è un termine che si usa oggi. Aristotele ha dato inizio a questa disciplina (inizia con lui la logica) ma lui la chiamava analitica (tutto ciò che riguarda l’analisi è la scomposizione di un fenomeno complesso nelle sue parti essenziali/semplici).
Organizzazione delle opere di Aristotele
Nell’organizzazione delle opere di andronico da rodi (sistematizza le sue opere) gli scritti di logica sono trovabili sotto il corpus che si chiama organon, che significa strumento. Ha organizzato il materiale che all’epoca era arrivato di Aristotele. Lo mette in questa raccolta perché la logica è il presupposto che le discipline devono avere per funzionare (=struttura formale).
Concetti e proposizioni
L’opera espone prima i concetti (=oggetti del discorso; nè veri nè falsi), poi le proposizioni (=unione di soggetto e predicato; giudizi veri o falsi), il sillogismo (=ragionamento) e infine il sillogismo dialettico. Essi sono espressi in varie opere:
-logica dei concetti: nell’opera categorie
-logica delle proposizioni: nell’opera deinterpretatione
-logica del ragionamento/sillogismo: negli analitici primi e negli analitici secondi
-sillogismo dialettico: nei topici e nelle confutazioni sofistiche
Caratteristiche dei concetti
Si muovono tra due caratteristiche:
-l’ampiezza;
-la determinatezza.
Ad esempio l’umanità ha un massimo d’ampiezza e un minimo di determinatezza, al contrario dell’individuo Socrate che ha un massimo di determinatezza e un minimo d’ampiezza.
Al ridursi di una caratteristica, aumenta l’altra (rapporto inversamente proporzionale).
Generi e specie
I due poli in cui si muovono i concetti sono il genere e la specie.
Ad esempio tra mammifero, felino e gatto, il mammifero è il polo estremo del genere, il gatto è il polo estremo della specie e il felino si trova in mezzo ai due poli.
Più una cosa è determinata e più è specie, mentre meno è determinata, più è genere (c’è una catena di determinazione.
I due poli estremi sono da una parte i generi sommi (=le categorie; i massimi predicati) e dall’altra la specie infima (=sostanza prima; individuo oltre al quale non si può più individuare)
Predicati e proposizioni
I concetti sono solo i predicati (non possono essere ne veri ne falsi) mentre le proposizioni sono una relazione tra soggetto e predicato e si può determinare se sono giudizi veri o falsi.
Quadrato degli opposti
Alcuni filosofi medievali aristotelici hanno elaborato un quadrato degli opposti, rimanendo fedeli ala dottrina aristotelica ma semplificandola:
A: universale E: universale
affermativa negativa
I: particolare O: particolare
affermativa negativa
A sinistra si trovano la A e la I che sono affermative e derivano da adfirmo, mentre a destra si trovano la E e la O che sono negative e derivano da nego.
Contraddizioni e inferenze
Cè una differenza di quantità (universale o particolare) e qualità (+ o -) tra le varie proposizioni.
A-E sono contarie; A-O e E-I sono contraddittorie, A-I e E-O sono sub alterne; O-I sono sub contrarie
Due proposizioni contraddittorie sono necessariamente una vera e una falsa e non possono essere entrambe vere.
Le sub contrarie possono essere entrambe vere ma non entrambe false.
Con le sub alterne si parla di inferenza, ossia dalla verità della universale si inferisce la verità del particolare (=esse deriva necessariamente). Dalla particolare si inferisce la falsità delle universali.
Teoremi della verità di Aristotele
Per Aristotele ciò che è vero è ciò che unisce qualcosa che è veramente unito o disgiunge ciò che è veramente disgiunto e la falsità, invece unisce qualcosa che non è unito e disgiunge ciò che è unito.
Aristotele parla di due teoremi della verità:
-uno dove la verità è nel pensiero: la realtà non ha bisogno di giudicarsi vera o falsa ma noi abbiamo questo bisogno
-uno dove la misura della verità è la realtà: la misura è la realtà perché non è l’essere umano a stabilire la realtà
Aristotele nella sua dottrina presuppone il realismo gnoseologico (=il pensiero corrisponde alla realtà), perché sennò si potrebbe pensare di tutto e nulla assicurerebbe che la logica corrisponda alla realtà.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della logica nelle discipline secondo Aristotele?
- Come Aristotele definiva la logica e quale opera la rappresenta?
- Quali sono le caratteristiche fondamentali dei concetti secondo Aristotele?
- Qual è la differenza tra predicati e proposizioni?
- Quali sono i teoremi della verità di Aristotele?
La logica è considerata la struttura formale di tutte le discipline, fungendo da presupposto necessario per il loro funzionamento, come evidenziato nel testo.
Aristotele definiva la logica come "analitica", focalizzandosi sull'analisi dei fenomeni complessi. Le sue opere di logica sono raccolte nel "corpus" chiamato Organon, che significa strumento.
I concetti si muovono tra ampiezza e determinatezza; ad esempio, l'umanità ha ampiezza massima e determinatezza minima, mentre Socrate ha determinatezza massima e ampiezza minima.
I concetti sono predicati e non possono essere veri o falsi, mentre le proposizioni rappresentano relazioni tra soggetto e predicato, permettendo di determinare se sono giudizi veri o falsi.
Aristotele propone due teoremi: uno in cui la verità è nel pensiero, e l'altro in cui la misura della verità è la realtà, sostenendo il realismo gnoseologico, ovvero che il pensiero deve corrispondere alla realtà.