Concetti Chiave
- La metafisica include la teologia e l'ontologia, con quest'ultima che studia l'essere attraverso categorie come accidente, potenza e atto.
- Due problemi principali dell'ontologia sono il divenire, risolto da Aristotele attraverso la sostanza, e la molteplicità, che richiede qualcosa che accomuni le cose simili.
- Le caratteristiche accidentali non definiscono l'essenza di un oggetto, come un vestito che indossiamo in una situazione specifica.
- L'essere come atto e potenza descrive come ogni entità sia attuale rispetto al passato e potenziale rispetto al futuro, come un seme che può diventare una pianta.
- Aristotele identifica la divinità come un atto puro e motore immobile, che crea movimento senza essere potenza di nulla, rappresentando la forma più pura dell'esistenza.
La metafisica comprende la teologia e l'ontologia. L'ontologia studia l'essere in quanto accidente, categorie, vero, potenza e atto.
Problemi dell'ontologia
Il suo studio portò a due problemi. Quello del divenire sosteneva che deve esistere qualcosa che permane nel cambiamento, e Aristotele lo risolse individuando questo elemento nella sostanza. Il problema della molteplicità invece sosteneva che deve esistere qualcosa che accomuna le cose simili. Per essere come accidente si intendono quelle caratteristiche che abbiamo solo in una determinata circostanza e che quindi non ci identificano per quello che siamo, ad esempio un vestito.
Essere come atto e potenza
L'essere come atto e potenza invece è spiegato dal fatto che biologicamente ogni cosa è atto rispetto al passato e potenza rispetto al futuro e questo processo tende a colmare una privazione. Ad esempio il seme è potenza di una pianta perché può generarla, e allo stesso tempo è atto di seme perché già lo è. Tutto questo meccanismo però potrebbe continuare a ritroso all'infinito se non si individua un qualcosa alla base di tutto che permane e non è potenza di nulla. Aristotele individua ciò nella divinità, che però non viene intesa come un dio religioso ma semplicemente come un atto puro, un motore immobile che crea il movimento ma resta fermo. Esso è composto di puro pensiero, la forma più pura delle cose, ed in quanto perfetto ed eterno pensa a se stesso per tutta l'eternità.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della sostanza nell'ontologia secondo Aristotele?
- Come si distingue l'essere come atto e potenza?
- In che modo Aristotele concepisce la divinità?
Aristotele risolve il problema del divenire individuando nella sostanza l'elemento che permane nel cambiamento, essenziale per comprendere l'essere.
L'essere è considerato atto rispetto al passato e potenza rispetto al futuro; ad esempio, un seme è potenza di una pianta e atto di seme, evidenziando un processo di colmatura di una privazione.
Aristotele identifica la divinità come un atto puro, un motore immobile che genera movimento senza essere potenza di nulla, rappresentando la forma più pura delle cose e pensando a se stessa per l'eternità.