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Concetti Chiave

  • Aristotele amplia il concetto di movimento includendo generazione, corruzione, alterazione, aumento e diminuzione, non limitandosi alla sola traslazione spaziale.
  • Il movimento è intrinseco nelle realtà naturali, che vanno dagli organismi più semplici a quelli più complessi, rivelando la loro dinamicità.
  • La privazione, intesa come mancanza di qualità o posizione, è fondamentale nella generazione del movimento, influenzando il cambiamento degli enti.
  • La sostanza, che subisce il movimento, è considerata da Aristotele come il soggetto del cambiamento, legata alla funzione piuttosto che alle sole proprietà fisiche.
  • La concezione aristotelica del movimento presenta una contraddizione riguardo a generazione e corruzione, poiché manca di un soggetto fisso che ne mantenga la continuità.

Il concetto di movimento secondo Aristotele

Con il concetto di movimento, Aristotele non vuole intendere la mera traslazione spaziale ma anche una serie di alterazioni che lui classifica come

- generazione e corruzione: ovvero la nascita e la morte

- alterazione: cambiamento in senso qualitativo di qualcosa

- aumento e diminuzione: cambiamento per quanto riguarda la quantità

- traslazione: spostamento del luogo dell’ente

Le realtà naturali e il movimento

Le realtà naturali hanno insite in loro la presenza del movimento, a partire dagli esseri viventi più semplici fino a quelli più complessi.

Privazione e forma nel movimento

Per Aristotele, la generazione del movimento parte da due concetti, quello della privazione e della forma. Aristotele la definisce la privazione come la mancanza di qualcosa, una qualità o una determinata posizione ad esempio, come quella cosa che lerdsere non ha ma di cui potrebbe teoricamente entrare in possesso.

Ad esempio la traslazione di un essere implica la privazione del luogo di origine della presenza dell’essere stesso. Ciò che rimane e in un certo senso subisce e acquisisce il movimento è definibile come sostanza. La sostanza è soggetta a un cambiamento continuo, costituendo la parte immutabile dell’essere, che altrimenti sarebbe solo un susseguirsi di stati discontinui. Questa concezione è parzialmente contraddittoria per quanto riguarda i processi di generazione e corruzione, poiché manca un soggetto fisso. Aristotele identifica, primo fra i filosofi, proprio nella materia, non tanto nelle sue proprietà fisiche quanto più nella sua funzione, il soggetto del movimento, quale elemento che determina la possibilità stessa del cambiamento.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le diverse forme di movimento secondo Aristotele?
  2. Aristotele classifica il movimento in quattro categorie: generazione e corruzione (nascita e morte), alterazione (cambiamento qualitativo), aumento e diminuzione (cambiamento quantitativo) e traslazione (spostamento spaziale).

  3. Come si collega il concetto di privazione al movimento?
  4. Per Aristotele, la privazione è la mancanza di una qualità o posizione che un ente potrebbe possedere. Ad esempio, la traslazione implica la privazione del luogo di origine, evidenziando come il movimento derivi dalla transizione da uno stato all'altro.

  5. Qual è il ruolo della sostanza nel concetto di movimento aristotelico?
  6. Aristotele considera la sostanza come l'elemento che subisce il cambiamento e determina la possibilità del movimento. Essa rappresenta la parte immutabile dell'essere, permettendo di comprendere il movimento come un processo continuo piuttosto che un insieme di stati discontinui.

Domande e risposte

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